10, 100, 10.00 tessere del tifoso

Riprende oggi il campionato  italiano, quello che una volta era considerato il più bello e avvincente d’Europa e che oggi è relegato ad una specie di teatrino di squadre all’inseguimento della corazzata del petroliere che gioca il campionato senza neanche un giocatore italiano.

Che il nostro campionato non è più ai vertici del calcio europeo, lo si capisce anche dal fatto che tutti i migliori giocatori preferiscono andare a giocare altrove e vengono da noi al termine della carriera in avanzato stato di ebollizione.

I motivi sono tanti, primo fra tutti la crisi economica che ha svuotato le tasche delle società e delle famiglie, ma anche la mancanza di politiche di valorizzazione dei vivai, la carenza di strutture adeguate e soprattutto la totale assenza di cultura dello sport.

La novità di quest’ anno, per cercare di tenere lontano dagli stadi le bestie, è l’introduzione della famigerata tessera del tifoso, una scheda che permette ai tifosi “puliti” di poter accedere agli stadi e di partecipare alle trasferte ma che, allo stesso tempo, fornisce alle forze dell’ordine un ulteriore strumento si schedatura.

E’ questo che non va giù alle frange più estreme delle curve italiche; e quale dimostrazione migliore per avvalorare la tesi che quella della schedatura non è una soluzione accettabile contro la violenza degli stadi, se non organizzare una bella serata di scontri con la polizia davanti agli occhi(ali) del Ministro dell’Interno Maroni ideatore della tessera?

Una trovata geniale, altro che la tessera del tifoso, ci vorrebbe il certificato di idiozia e imbecillità per queste greggi di pecore….

In un paese normale e civile, schedare delle persone che si recano allo stadio per vedere una partita di pallone potrebbe sembrare una cosa assurda, sarebbe come prendere tutti i nomi di chi va al cinema o al circo, ma nella nostra società, al momento, di normale non abbiamo più neanche l’aria che respiriamo (e naturalmente non è con una tessera che si risolve il problema del tifo violento).

Il calcio è lo specchio ideale dell’attuale stato della società italiana, marcia fino all’osso, dove se rubi un pollo o ti fai una canna rischi di morire in galera, se ti condannano per mafia o passi le notti ad ammazzarti di coca insieme a eserciti di bagasce, ti ritrovi in Parlamento; dove va avanti sempre il più furbo, il più forte e prepotente “coperto dagli amici”, dove ci si pulisce il culo con la bandiera nazionale e si lasciano annegare le persone pur di non farle arrivare sul nostro territorio; siamo un paese pieno zeppo di divieti e regolamenti che sono sintomo di un basso livello di cultura, molte volte basterebbe soltanto un po’ di rispetto e di buon senso invece che 1000 articoli di un codice.

Prendete ad esempio le spiagge italiane, secondo le ordinanze in vigore, a mare non si può fare nulla: non si può giocare con un pallone per esempio, non si può ascoltare musica, non si possono portare cani, fare tuffi, pescare e via dicendo..a qualcuno verrebbe da pensare, ma allora che cazzo ci vado a fare al mare? La mummia? Poi ci vai sul serio a vedere come la gente “civile” si comporta sulle spiagge e scopri che: c’è chi scambia la battigia per il Camp Nou e prova ad imitare Roberto Carlos nelle punizioni, abbattendo ignari bagnanti, c è chi porta in spiaggia l’impianto di luci e suoni del Papeete, chi si presenta con l’intera carica dei 101 per il bagnetto o chi arriva con l’attrezzatura da pesca armato fino ai denti manco dovesse catturare tutta la serie de Lo squalo.

Allo stesso modo, gli stadi italiani sembrano ancora delle gabbie stile Colosseo ai tempi dei leoni, con reti, barriere divisorie, transenne, poliziotti in assetto antisommossa e telecamere, altro che luogo per manifestazioni sportive. Se allo stadio ci si andasse per seguire le gesta dei propri beniamini, non ci sarebbe certo bisogno di schedatura, ma la domenica molta gente va allo stadio con l’unico obiettivo di creare caos e scontri con avversari e forze dell’ordine; chi si rende responsabile di disordini e scontri durante manifestazioni sportive, non dovrebbe solo essere schedato, gli si dovrebbe impedire di vedere le partite anche in televisione..

Finché gli esempi da seguire che ci vengono propinati da chi ha tutto l’interesse a tenerci sotto controllo in questo stato di ignoranza vigile, continuano ad essere Corona, Belem le sue chiappe insieme a quelle di tutte le sue colleghe, gli amici di Maria de Filippi, i massaggiatori di Lele Mora e soprattutto i portavoce di Berlusconi, speranze di migliorare il nostro stato di civiltà non ce ne sono, e le prospettive non sono per niente incoraggianti, perciò, avanti con la tessera del tifoso, aspettando le schedature per le massaie che fanno la spesa e il censimento dei genitori al parco con i bambini…

Da poeti santi e navigatori a idioti ignoranti papponi e ladri…..che progresso..

VINCENZO PACILE’



'10, 100, 10.00 tessere del tifoso' have 1 comment

  1. 31 agosto 2010 @ 12:53 pm Francesco Angeli

    l’ultimo tifoso ucciso in Italia è stato ammazzato da un poliziotto. E fuori da uno stadio. Su un autostrada. E Gabriele Sandri ancora non ottiene giustizia. Il Ministro Maroni è invece un CONDANNATO IN VIA DEFINITIVA per resistenza al pubblico ufficiale. Lui, non le migliaia di tifosi che dovranno essere costretti ad una schedatura. Tessera del tifoso propaganda leghista.


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