163 si, 130 no, 2 astenuti: i numeri del disastro

Ieri, 20 gennaio 2009, il Senato dà il via libera al processo breve.. la fine della già inefficiente giustizia italiana si avvicina a grandi passi.. anzi, per la precisione, di passo ne manca solo uno: il voto della Camera, che forse, con un po’ di fortuna, slitterà a dopo le regionali…

(Per inciso, il ddl processo breve è quell’abominio giudiziario tramite il quale numerosissimi processi, anche tra i più noti, saranno annullati: tutto questo per salvare il nostro beneamato premier che di sedere in tribunale e affrontare giustamente e legalmente i propri reati non ne vuole sentire!! Infatti, con l’approvazione del ddl, saranno dimenticati anche i suoi processi Mills e Mediaset.)

Ecco cosa pensa il mondo politico di questo decreto:

Giampiero D’Alia, capogruppo Udc a Palazzo Madama (tra le urla dei leghisti) ieri ha affermato che l’obiettivo del ddl non è solo “salvare il premier”, ma anche “gli amministratori che hanno  processi in corso davanti alla Corte dei Conti”, in riferimento all’ex guardasigilli Roberto Castelli che vedrà evaporare i suoi processi nel momento in cui questo ddl diverrà legge..

Anna Finocchiaro, che sbatté il testo del provvedimento al muro il primo giorno che lo lesse, ieri al Senato ha dichiarato platealmente: “Voi state approvando il 19esimo provvedimento ad personam dell’era berlusconiana. Decretate la fine di migliaia di processi penali e quindi ci sarà una giustizia negata per migliaia di cittadini”.. la Finocchiaro parla  – in modo abbastanza generico – di migliaia di procedimenti.. per essere precisi, i reati che rimarranno impuniti sono l’esigua somma di 100 MILA..

Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, oggi afferma: “Ieri si è fatta la cosa peggiore, distruggendo la possibilità di salvare la giustizia per salvare un solo uomo”.

Beh.. capisco a questo punto potrebbe anche sembrare un’apposita scelta, quella di riportare le sole affermazioni di politici appartenenti a partiti più o meno avversi al premier, o, per meglio dire, avversi a questi assurdi tentativi di domare la giustizia  e piegarla alle proprie esigenze.. quindi sarei molto felice di riportare anche la concisa considerazione di Giuseppe Cascini, presidente dell’Anm (Associazione Nazionale Magistrati), il quale oggi descrive – per l’ennesima volta – la situazione: “Questa è la resa dello Stato di fronte alla criminalità”.. non credo siano necessarie altre parole per commentare le affermazioni d un uomo che con la giustizia lavora ogni giorno e si sente anche rivolgere accuse nel momento in cui dice oggettivamente e senza particolari preferenze politiche, come stanno le cose..

Non siete ancora convinti che il ddl è stato proposto dal premier (il quale si indigna se lo accusano “ingiustamente” di proporre leggi ad personam!) per salvare se stesso?

Bene.. allora sentite questa:

Enrico Musso, senatore Pdl, ieri era presente in Senato, ma pur potendo votare a favore, come tutti i pidiellini hanno fatto, preferisce astenersi.. e sapete perché? Non tanto per il fatto che abbia riconosciuto l’inutilità, anzi la dannosità, del ddl, ma perché.. udite, udite.. IL SUO PARTITO NON HA AMMESSO APERTAMENTE CHE IL DDL SAREBBE SERVITO SOLO AL PREMIER.. Beh.. come si può biasimare una persona tanto corretta quanto questo senatore? Mi rimane solo un dubbio: se il Pdl avesse apertamente dichiarato che il processo breve è una scappatoia costruita a misura per B., lui l’avrebbe votato?? Forse, in questi casi, è meglio rimanere col dubbio…

DOMENICO FILIPPELLO



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