2017

2017: che anno ci lasciamo alle spalle

E siamo arrivati alla fine del 2017. In molti ormai sanno che il 31 dicembre, per questo giornale, ha un significato particolare. Oltre a salutare l’anno, salutiamo anche l’anniversario (il terzo, in questo caso) della nostra registrazione come testata giornalistica a tutti gli effetti.

Che anno è stato quello ci stiamo per lasciare alle spalle? E’ stato un anno strano, inutile negarlo (a costo di sembrare banale e retorico). Tanti avvenimenti che hanno lasciato il segno, in positivo o in negativo. A cominciare dai fatti dell’Hotel Rigopiano. E’ stato l’anno di tanti governi messi alla prova: Trump, Gentiloni, Virginia Raggi a Roma. Già, Virginia Raggi. E’ stato l’anno di Kim Jong-Un e di Di Maio candidato premier. L’anno di Marine Le Pen che viene eletta per la prima volta nel parlamento francese e di Macron che entra all’Eliseo.

Per non parlare della Catalogna e della sua separazione dalla Spagna. La Brexit, Ostia, la testata al giornalista Daniele Piervincenzi. L’anno di CasaPound e del 9% di consensi. L’anno delle lacrime di Buffon e del ritorno di Berlusconi con tanto di mascella ballerina. E poi la sinistra, prima divisa in più microformazioni e oggi – per evitare la scissione subatomica – radunata sotto la guida del Presidente del Senato Grasso. E’ stato l’anno di Alfano che lascia la politica, della Lorenzin che passa a sostegno del Pd. L’anno del sindaco di Amatrice che si candida a presidente della Regione Lazio. Ma è stato anche il 2017 del Testamento Biologico ma non dello Ius Soli.

E’ stato, in sostanza, un 2017 in cui, come sempre, tutte le nostre previsioni e i nostri propositi sono mutati, in meglio o in peggio. E adesso ci aspetta la campagna elettorale per le elezioni di marzo.

Noi, per quanto ci riguarda, anche nel 2017 abbiamo raccontato e parlato di ciò che ci circondava. Dalla politica estera a quella interna, passando per i nostri commenti sportivi o le nostre recensioni cinematografiche. Abbiamo voluto non fermarci davanti a un mondo in continua evoluzione e ci siamo impegnati per “dire la nostra”.

I dati, anche quest’anno, ci spingono a proseguire con maggiore determinazione in questo cammino:

Nel 2018 contiamo, come ovvio, di fare ancora meglio. Svilupperemo siti di approfondimento su alcune tematiche, amplieremo e incrementeremo i nostri reportage lì dove “accadono le cose”. Abbiamo voglia di continuare ad innovare e ad innovarci. Il viaggio è ancora lungo, ne siamo ben coscienti. Per questo motivo vi chiedo di sostenerci – se apprezzate ciò che facciamo – con una piccola donazione.

Siamo un gruppo di persone che ha voglia di “smuovere le acque”, di portare un contributo nel mare magnum dell’informazione. Speriamo di continuare a farlo al vostro fianco, pieni di orgoglio e soddisfazione come il primo giorno.

Buon anno a tutti e a tutte.


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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