25 Aprile. Voglia di libertà, ma puzzo di menzogna!

Per la ricorrenza del 25 Aprile, anniversario della liberazione dal Nazi-Fascismo in Italia, sembra di respirare, ogni hanno di più, l’odore della menzogna. Ogni anno si fanno discorsi che vogliono essere di commemorazione e ricordo dei caduti, morti per sconfiggere le ingiustizie di quelle dittature. Si parla sempre di Libertà. Il presidente del Consiglio ha inviato il suo discorso alle TV per il ricordo. In questo messaggio viene ripetuta la parola Libertà. Ad ogni ripetizione, la collera sembra salire. La voglia di rompere lo schermo aumenta. Il pensiero che, la maggior parte delle persone, possa realmente credere a quelle parole fa cascare le braccia e ti coglie l’idea di mandare tutti a quel paese, smettere di scrivere, di parlare, di raccontare le menzogne che ci propinano perchè si ha l’ansia di non essere capiti, di essere additati come faziosi, comunisti, qualunquisti e falsi. Si ha intenzione di dire “basta!”, spegnere la tv, fare la valigia e lasciare questo paese per sempre. Sembra vedere la terra italiana sprofondare nel mare come Atlantide ed essere destinata a non venire più trovata. Poi però la speranza, che come il detto, “è l’ultima a morire!”, si fa più grande e contrasta quelle sensazioni. E allora ci si mette a scrivere, a raccontare, a diffondere e a spiegare perchè, quella bellissima parola “LIBERTA'”, è abusata.
“Libertà, quale espressione di un sentimento nazionale unitario … e per la libertà, le parti politiche, devono confrontarsi per il bene di tutti”. In realtà, per la vera Libertà, le parti politiche dovrebbero confrontarsi con i veri politici di un tempo. Con quei personaggi che vivevano per la libertà. Che ritenevano la libertà, quella VERA, e non quella dichiarata da questi politicanti da mezza lira, unico vero diritto imprescindibile. Dovrebbero confrontarsi con personaggi come De Gasperi. Dovrebbero confrontarsi con persone del rango di Piero Calamandrei (foto).
Non servirebbero messaggi di nessuno per la festa che ricorre il 25 Aprile, basterebbe mandare a reti unificate il discorso sulla costituzione che egli fece agli studenti di Milano. Quel discorso che è stato dimenticato. Solo una frase è rimasta celebre, ma se la si nomina si viene tacciati di visionari. “La libertà è come l’aria: si sente la mancanza quando comincia a mancare.” Quel discorso ricorda VERAMENTE le imprese della Resistenza, illustra realmente l’idea di libertà che in Italia manca. E proprio per questo stupisce e, da un lato fa vergogna, sentire personaggi illustri come Al Gore che afferma che la sua Current Tv ha come aspirazione che lo spirito di un giornalista come Enzo Biagi possa rivivere in lei. Abbiamo personaggi illustri che ci invidiano. Fa vergogna perchè Al Gore richiama Biagi, quando da noi invece venne cacciato dalla Tv, perchè faceva il suo lavoro, proprio da chi oggi fa discorsi in Tv in cui richiama la libertà come “sentimento nazionale unitario”.

Questa è libertà? La libertà di cui parla il Presidente del Consiglio che, proprio 3 giorni fa, minacciava Fini che o sottostava alle sue idee, o doveva dimettersi dalla sua carica? E’ libertà vedere Piero Ricca che, fuori dalla Scala, viene zittito perchè parla a distanza in un megafono ed esprime le sue idee? E’ libertà insistere in tutti modi perchè venga chiuso un programma che è opposto al nostro pensiero? Si deve chiamare libertà vietare la pubblicazione di intercettazioni e di indagini eccellenti?

La libertà non è una situazione che si crea, è una cosa si sente dentro.

GIAMPAOLO ROSSI


About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo.
giampross@katamail.com


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