6 domande e risposte ad Antonio Di Pietro.

Qualche settimana fà, forse anche di più, appena scoppiato il caso Zampolini, ho deciso di scrivere al Dott. Di Pietro per chiedere conto di alcune cose che, a mio avviso, erano un pò strane o non del tutto chiare. Oggi, per fortuna, mi ha risposto alla mail, grazie al passaggio dalla segreteria dell’ IDV, e quindi, ringraziando l’onorevole per il tempo dedicatoci, le pubblico qui di seguito:

1. Dottor Di Pietro, lei e il suo partito avete lanciato la raccolta firme per “3 Referendum”, in materia di Acqua, Nucleare e Legittimo Impedimento. In merito a quest’ultimo argomento, non le sembra una raccolta inutile, in quanto il legittimo impedimento prevede una durata solo temporanea e, di conseguenza, anche se, come lei ha detto, si andasse a votare a Giugno 2011, la legge verrebbe comunque a decadere nel Febbraio precedente?

Il referendum è la strada migliore per dare ai cittadini la possibilità di esprimere la propria volontà e, quindi, anche la propria avversione alla politica del governo, che con leggi ad personam, danneggia la nostra Costituzione. Certo se si andasse a votare a Giugno, la legge decadrebbe, ma questo al momento, purtroppo, è solo un augurio, nient’altro. Noi abbiamo il dovere di difendere, ogni giorno, i principi tracciati nella Carta Costituzionale, e quindi anche l’articolo 3 che riconosce l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Il legittimo impedimento è il salvacondotto che la Casta si è fatto per non sottoporsi alla giustizia. Il caso Brancher, ad esempio, è  eclatante. Non si capisce perché sia stato nominato un nuovo ministro per il Federalismo. L’unica spiegazione è data dalla vicenda giudiziaria che coinvolge Brancher, ossia il caso dell’Antoveneta. Il 26 giugno, guarda caso, avrebbe dovuto avere un’udienza così apportando come giustificazione i soliti impegni istituzionali, potrà fare a meno di presentarsi.

2. Per ciò che concerne il nucleare, ci può spiegare perché, secondo lei, una decisione come quella attuata dal Presidente del Consiglio non tiene minimamente conto del Referendum tenuto nell’87 dove la stragrande maggioranza degli italiani ha votato contro la costruzione delle Centrali nucleari?

Gli enormi interessi economici che ruotano intorno al riavvio della costruzione di centrali elettronucleari (si parla di un investimento pubblico che supererà i 30 miliardi di euro) hanno pesato sulla decisione del governo, che si appresta a dare vita ad un nuovo monopolio industriale e di servizio. Il referendum del 1987 è stato chiarissimo. In una democrazia non e’ possibile, infatti, che un referendum che ha portato l’80% dei votanti a esprimersi contro il nucleare venga sconfessato da un manipolo di affaristi. Ciò che viene abrogato da un referendum, dovrebbe essere reintrodotto solo tornando ad interpellare direttamente la popolazione, o in alternativa, la più ampia rappresentanza della stessa, ossia il Parlamento. Questo è l’obiettivo che ci siamo posti, lanciando la campagna referendaria. Il nucleare di terza generazione, ossia quello proposto dal governo,  è un’energia obsoleta e pericolosa per la salute dei cittadini e la sicurezza del territorio. Abbiamo ancora il grave problema delle scorie nocive da smaltire e, nonostante ciò, proseguiamo sulla stessa strada. Una scelta gravissima.

3. Il testo del referendum per l’Acqua Pubblica da voi proposto è, da molti, considerato non utile in quanto annulla il decreto Ronchi, ma non va a togliere la privatizzazione già attuate. Non pensa che sarebbe stato meglio aderire, con l’IdV, al referendum proposto dal “Comitato dell’Acqua”?

In verità abbiamo discusso lungamente col Forum delle Acque, per vedere quale delle ipotesi referendarie potesse essere la più appropriata. Alla fine, pur sottolineando alcuni profili di inammissibilità contenuti in almeno uno dei tre quesiti proposti dal Forum, abbiamo deciso di sottoscriverli. Questo, principalmente per evitare la nascita di forme di concorrenza. Il Forum ha però chiesto ufficialmente all’Italia dei Valori di limitarsi a sostenerli senza sottoscriverli. Noi abbiamo deciso di essere della partita referendaria non come spettatori, ma con una proposta concreta. Il nostro quesito referendario differisce su alcuni punti essenziali rispetto a quello proposto dal Comitato e quindi saranno poi i cittadini a valutare la bontà dell’una o dell’altra proposta o, come ci auguriamo, di entrambe. Ma il vero problema è che il quesito proposto dal Comitato dell’Acqua, essendo ampiamente abrogativo di plurime disposizioni di legge, corre il concreto rischio di essere dichiarato inammissibile dalla Corte Costituzionale per sopravvenuto vuoto legislativo.

4. Passiamo al caso Zampolini. L’architetto l’ha citata come persona che ha usufruito dei favori della “cricca”. Lei ha già provveduto a smentire a dicendo che ha già le prove che la scagionano. Ma il fatto che lei abbia detto “Ora io voglio scoprire chi tira le fila” a Repubblica, non le sembra che la metta sullo stesso piano mediatico di Berlusconi quando dice che la magistratura è politicizzata e controllata dalla sinistra?

No. Rispetto agli altri, io corro dal magistrato con prove ben circostanziate della mia completa estraneità rispetto alle calunnie a me rivolte. Le accuse nei miei confronti sono talmente false e costruite ad arte che se ne sarebbe accorto anche un bambino. So che il 18 maggio, nel penultimo interrogatorio, Zampolini diceva di non sapere nulla in riferimento alla mia posizione e che il giorno 22 si è ripresentato dai magistrati per raccontare con dovizia di particolari, in forma di presentazione spontanea, cose che non rispondono a verità.  E di questo vi e’ la prova documentale che ho consegnato alla magistratura, insieme alla ricostruzione dei fatti, perché accerti chi ci sia dietro questa operazione che coinvolge non solo me, ma Prodi, Veltroni, Rutelli. Io ho fiducia nella magistratura e non sfuggo dai processi al contrario di Berlsuconi e dei suoi amici. Ripeto sempre: “male non fare, paura non avere”.

5. Qualche settimana fa lei ha detto che intende fare una nuova raccolta firme per un referendum contro il blocco delle intercettazioni. Potrebbe andare a sommarsi con i 3 già in corso o prenderà il via dopo Luglio, termine della raccolta firme per Nucleare, Acqua e Legittimo Impedimento?

Si. L’Italia dei Valori e’ fermamente contraria a questo provvedimento che, con la scusa di ‘riformare’, blocca le intercettazioni e impedisce ai cittadini di poter essere informati su quanto accade nelle segrete stanze del potere. Ribadiamo la necessita’ delle intercettazioni quale strumento investigativo che ha permesso fino ad oggi di scoprire gravi reati. Continueremo a batterci fuori e dentro il Parlamento per impedire l’approvazione di questo disegno criminogeno. E se la legge dovesse essere approvata, visto che stiamo già raccogliendo le firme per altri tre referendum, ne aggiungeremo un quarto.

6. Beppe Grillo ha depositato 350.000 firme per un referendum nel 2007 per il “parlamento pulito” ma, ad oggi, non se ne è ancora fatto nulla. Perché lei spera di riuscire addirittura a portarci al voto a Giugno prossimo? Non sarà perché ci sono delle vie preferenziali per gli onorevoli che portano le firme, rispetto ai cittadini comuni come è Grillo?

L’Italia dei Valori ha presentato alla Camera un pacchetto di norme anticorruzione per un Parlamento pulito, ma giacciono negli scantinati, perché la Casta non ha alcun interesse ad affrontare certi argomenti. Tutti sanno che per questo Governo le priorità sono le leggi ad personam e la tutela degli interessi della Casta, è una triste realtà sotto gli occhi di tutti. Addirittura nell’ultima campagna elettorale per le regionali, Berlsuconi ha presentato un ddl anticorruzione. Ma era il solito spot, volto a ottenere il consenso elettorale, grazie alle veline di Palazzo Chigi che si sono impossessate anche del servizio pubblico radiotelevisivo. Non sappiamo dove giace quel disegno di legge, visto che ad oggi l’ unico provvedimento che stiamo esaminando con urgenza è il ddl intercettazione: l’ennesima norma per tutelare criminali, ostacolare la magistratura e imbavagliare i giornalisti. Insomma, l’Italia dei Valori fa una dura opposizione, senza sconti ma è una voce isolata nel deserto della Casta. Siamo scomodi, ma siamo fieri di esserlo, non ci arrendiamo, difenderemo la Costituzione senza se e senza ma.

GIAMPAOLO ROSSI
giampross@katamail.com


About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo. giampross@katamail.com


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