7Marzo

7Marzo, Vorrei rinascere in un Lama: in bilico tra Elio e le storie tese e Dino Buzzati

I 7Marzo presentano Vorrei rinascere in un Lama, il loro disco d’esordio.

“Una felice triangolazione tra i Foo Fighters, Elio e le storie 7Marzotese e Dino Buzzati”, è così che i 7Marzo descrivono la loro produzione musicale e ascoltando i brani di questo disco si capisce subito il perché: parte di base un rock (a volte) tagliente che, senza rinunciare a una buona vena melodica, si spinge verso una linea testuale(in certi brani) ironica e pungente; a volte si alza il tiro e questa ironia diventa un composto più serio dove si parla dei drammi che (sempre come dice la band) “mediamente dopo i 25, toccano un po’ tutti”.

Apre il disco Vorrei rinascere in un Lama, un pezzo che mette subito le carte in tavola e ci prepara a quello che sarà il disco. Una sorta di testo nonsense, divertente e sguaiato, abbinato a una linea musicale che mescola un verso dall’andamento sincopato a un ritornello dai toni più punkeggianti e incalzanti. Un brano molto divertente e molto ben congegnato, che sin dal primo ascolto si insinua nella testa dell’ascoltatore e non ne esce proprio più.

Dai passa questo pezzo è geniale. Costruito su tutti i luoghi comuni che dovrebbero portare un brano un successo, rimanda al grande cazzeggio de La Canzone Mononota di Elio e le storie tese. Solo per questo è meraviglioso a prescindere.
Scherzi a parte, questo brano è come un grande mash-up di luoghi comuni suonati e cantati in una maniera così naturale e così divertente che è impossibile non amarlo. Il genio.

Grandissimi film americani è proprio un pezzo alla Foo Fighters, con queste ritmiche e controtempi articolati e le chitarre belle distorte. Anche qui l’ironia è al centro del brano che ci illustra tutti i cliché del cinema a stelle e strisce.

Samantha Tornerà è una sorta di ska-punk dai toni allegri che sembra lasciare l’ironia per avventurarsi verso un qualcosa di apparentemente più serio. Ecco, diciamo che questa band sembra funzionare più quando si avvicina all’ironia degli EELST, piuttosto che in una ricerca testuale meno pungente; comunque il brano funziona bene.

Arrivati a questo punto, il disco sembra prendere una piega diversa. Tutto diventa più classico e i brani che chiudono il disco prendono un andamento più serioso che non funziona male ma, forse, va un po’ a contrastare con quella che era la vena “cazzeggiona” del disco e in alcuni punti sembra quasi stonare.

Ecco, i 7Marzo forse hanno virato un po’ troppo repentinamente lasciando l’ascoltatore un po’ disorientato. Ci si aspettava un “cazzeggio” più prepotente ma di colpo tutto diventa più rigido. Questo cambiamento non è sbagliato, i pezzi comunque funzionano sia a livello compositivo che concettuale, è solo un po’ destabilizzante.

I 7Marzo hanno prodotto un disco interessante: belle idee, melodie irresistibili e una grande competenza tecnica. Questa virata di cui sopra è molto particolare, bisognerebbe forse ragionarci un po’ su e decidere su cosa focalizzarsi e su cosa no. Semplicemente c’è troppa carne al fuco.

7MarzoLa band è originale ed è perfettamente in grado di suonare e di scrivere qualsiasi cosa, proprio per questo motivo dovrebbero (forse) scegliere una direzione meno destabilizzante.

Questo è un disco d’esordio e in quanto tale è un buon disco: si ascolta con piacere e ha parecchie buone idee.

Adesso sta alla band scegliere di concretizzare una realtà piuttosto che l’altra, scegliere di essere “cazzeggioni” o passare alla serietà. Purtroppo è molto difficile tenere un piede in due scarpe, almeno in ambito musicale.

L’ascolto è consigliato e siamo sicuri che sentiremo ancora parlare dei 7Marzo perché il talento c’è e si vede.

 

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About

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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