A chi piace il PdL?

A Fini non piace il PdL, non è una novità. È solo che questa volta l’ha espresso apertamente. Ma a chi piace veramente?

Certo esistono i sostenitori sfegatati di Silvio, per i quali non esistono ragioni alcune e una parola del Sommo equivale a verità dogmatica, ma quanti sono realmente? (oltre ai “Promotori della Libertà”, s’intende..) Ma quanti invece sono ancora in grado di metterci un po’ del proprio pensiero e votano PdL soltanto perché è l’unico partito a destra? Quanti sono attratti da una politica economica libertina, più che liberista, e che quindi di fatto condona, e in alcuni casi addirittura promuove, evasioni, elusioni e quant’altro perché negli immediati interessi propri e del proprio elettorato, ma voterebbero volentieri una politica più rigorosa, con un occhio di riguardo alle aziende, soffocate dalle tasse e dalla burocrazia?

Esiste davvero ancora qualcuno (tranne i sopraccitati fan sfegatati del Premier), che non crede che Silvio si stia facendo in gran parte i fatti suoi, con qualche contentino ogni tanto, magari contingente ad interessi degli amici?

Oltre ai lobotomizzati dalle TV, quanti sono gli elettori del PdL orgogliosi di mettere la propria sudata croce su quel nome: “Berlusconi”, che odora di sbeffeggio internazionale, che ci relega agli ultimi posti in qualsiasi classifica (corruzione, libertà di stampa, ma anche facilità di fare impresa, data la lentezza dell’apparato Italia) e che alimenta il nostro ruolo di macchiette, in un Europa sempre più importante?

Sono convinto che ci sia spazio per un’alternativa, non solo a sinistra, dove l’imbarazzante controparte è sotto gli occhi di tutti da anni, ma soprattutto a destra. Ne è la prova il continuo crescendo di partiti come la Lega Nord, che, pur evidentemente non essendo un fulgido esempio di democrazia, moderna ed europeista (l’eufemismo di questa frase è forse eccessivo, me ne scuso), strappa voti su voti al PdL. E non credo sia per un redivivo animo celodurista del nord, ma piuttosto perché rappresenta appunto l’unica alternativa, l’unico partito che permette di esclamare la catartica frase “Ah, ma io non voto mica per Berlusconi” (solitamente tradotta nel dialetto locale), pur essendo consapevoli che il risultato finale si discosta ben poco dal voto per il PdL.

Quanti voterebbero per un partito vero, non fatto di demagogia televisiva e paure pilotate e sovralimentate, con un piano di riforme attuale, senza interessi personali o favori da concedere, ed un’Italia moderna in mente?

Credo fermamente che un “buon governo”, sia di sinistra che di destra, possa fare soltanto bene al paese. Certo, ognuno poi avrà un occhio di riguardo per il proprio elettorato e le relative esigenze, ma l’Italia in questo momento ha soltanto bisogno di qualcuno che ne prenda saldamente le redini e poti i rami morti, cancellando gli sprechi enormi ed epurando corrotti, infiltrati e collusi. Sfortunatamente un governo del genere l’Italia non lo vede da decenni ed il popolo è oramai assuefatto agli scandali che purtroppo non sono nemmeno più tali.

Sembra siano tutti d’accordo, dopo il 28 marzo gli equilibri cambieranno. Staremo a vedere.

SIMONE



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