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A Star Is Born, il prezzo del successo

Bradley Cooper e Lady Gaga riportano al cinema A Star Is Born e il risultato è un film che colpisce al cuore

 

Portare sul grande schermo il remake di un grande classico del cinema non è mai facile. A maggior ragione se il film in questione è, dal 1937 ad oggi, la quarta versione della storia. Ma lo A Star Is Born diretto da Bradley Cooper (American Sniper, Guardiani della Galassia)  – qui al suo esordio alla regia – per quanto non sia un film perfetto ha molto da dire: sul mondo della musica, sull’essere umano, sulla vita, sull’amore.

Dopo i remake del 1954 di George Cukor con Judy Garland e quella del 1976 di Frank Pierson con Barbra Streisand, a distanza di 81 anni dall’originale del 1937, spetta a Bradley Cooper e a Lady Gaga riportareal cinema l’iconica love story.

Sinossi

Jackson Maine è una star della musica rock. Cantante di successo, riempie ogni luogo in cui si esibisce. Una sera dopo una sua esibizione, mentre si sta rilassando in un bar assiste all’esibizione di Ally. Il rocker resta immediatamente affascinato dalla bellissima voce della ragazza. Senza pensarci due volte le propone di cantare con lui al suo prossimo concerto. Nonostante le iniziali resistenze, alla fine Ally salirà sul palco e duetterà con Jackson. Un’esibizione che le cambierà la vita.

Divenuta famosa in poco tempo grazie ad un video su YouTube della sua esibizione, Ally sta vedendo il suo sogno di diventare una cantante realizzarsi. Con il successo per i due artisti arriva anche l’amore. I due oltre ad essere una coppia sul palco lo sono anche nella vita. Ma la crescente fama della ragazza e i persistenti problemi di alcol e droga di Jack rischiano di farli scoppiare.

Amore, successo, invidia

Cooper dirige con mano ferma e decisa una storia d’amore che ha le sue fondamenta in qualcosa di ben noto, mantenendone i punti cardine, ma che ha il pregio di riuscire a portare alla vicenda elementi nuovi e moderni. Se il leitmotiv dell’artista affermato che scopre una giovane piena di talento resta invariato, la quarta versione della storia aggiunge temi più che attuali. La pellicola mette in evidenza come, grazie ad internet, raggiungere il grande successo è più facile e veloce (basta un video) e di come la fama ottenuta porti l’artista di turno non solo a non avere più una vita privata, ma anche ad essere trattato come un oggetto. Perché in fondo a pochi interessa della persona che c’è dietro il personaggio famoso di turno.

Inoltre vengono messe sotto la lente di ingrandimento le due anime della musica: da una parte il pop facile delle canzoni orecchiabili ma senza anima e con nulla da dire, ma che riesce ad arrivare alle grandi masse. Dall’altra la sua anima più intimista, fatta di brani dai testi profondi capaci di far riflettere, ma che in pochi sono disposti ad ascoltare realmente. Due facce di una stessa medaglia agli antipodi tra di loro, capaci di conferire fama e ricchezza da una parte e l’appellativo di cantautore, e quindi poeta, dall’altro.

A Star Is Born segue, fortunatamente senza facili retoriche, la lenta ma inesorabile trasformazione di una ragazza tanta timida quanto talentuosa che ha molto da dire, da cantautrice a popstar. Un percorso così veloce che quasi non ce ne si rende conto. Una trasformazione che Ally seguirà (quasi) senza opporsi pur di seguire il suo grande sogno. Una scelta che la porterà in qualche modo a perdere sé stessa.

Dall’altra invece abbiamo un cantante schiacciato dal suo successo e dal vuoto che questo porta in eredità, ovvero l’essere diventato solo un nome e una chitarra, e dal successo di Ally poi. A cui va aggiunto il “tradimento” di lei per aver silenziato la sua voce interiore. Un macigno che lo schiaccia e lo soffoca  a cui riesce a sopravvivere (a stento) solo con l’aiuto di alcol e droga.  Perché per quanto si abbia tutto – compreso l’amore della donna migliore del mondo – è impossibile salvarsi dal più grande nemico che abbiamo: noi stessi.

Cooper-Gaga-soundtrack, un trittico perfetto

Ad interpretare i due protagonisti della struggente e tenera storia d’amore e musica vi è la coppia formata da Bradley Cooper e Lady Gaga. Proprio i due interpreti sono la grande sorpresa di A Star Is Born. I due attori riescono a calarsi perfettamente nei panni di jack ed Ally, dando loro profondità e spessore. I due riescono a trasmettere agli spettatori tutte le loro ansie e paure, tutti i desideri e le speranze che hanno.

a-star-is-born-2018-lady-gagaUn duo che riesce a non calpestarsi mai i piedi, condividendo il palco e lo schermo e riuscendo a lasciare il campo all’altro quando necessario. Una coppia che rappresenta il valore aggiunto di A Star Is Born, capace di bucare lo schermo grazie alla fisicità (Bradley Cooper) e alla voce (Lady Gaga). Una doppia sorpresa perché in pochi si sarebbero aspettati che l’attore avesse una voce adatta per interpretare un rocker, così come in pochi avrebbero scommesso sulla cantante, che al suo primo ruolo da protagonista non delude affatto. Lady Gaga si mette in gioco mettendo da parte lo stile eccentrico che la contraddistingue e si mostra al naturale.

È superfluo scriverlo, ma una delle cose migliori del film è la colonna sonora, e non poteva essere altrimenti. Un’insieme di brani che entreranno in testa e non se ne andranno per molto tempo. Tutti interpretati dal vivo dal duo Cooper-Gaga. Una pellicola che inizia e finisce con la musica, spina dorsale della storia tra Jack ed Ally, gioia e dolore di un amore che segue l’andamento delle sette note. È indubbio che A Star Is Born non sia un film perfetto, risultando troppo lento nella prima parte e veloce nel raccontare l’ascesa di Ally, così come i personaggi secondari sono pochi caratterizzati, ma è altrettanto indubbio che conquisterà il cuore e le orecchie dello spettatore. Consigliato.

A Star Is Born sarà al cinema dall’11 ottobre distribuito da Warner Bros. Pictures.

 

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Fonte Immagini: www.warnerbros.it.


About

Appassionato di cinema, fotografia, teatro e musica sin da piccolo decide di farne il suo lavoro. Miyazakiano convinto, tanto da incentrare la sua tesi sul suo cinema, e divoratore di anime tanto da volere Eikichi Onizuka come professore al liceo, è uno Jedi come suo padre prima di lui e “nato pronto” e sì, anche un inguaribile nerd (pollice verso per coloro che non colgono le citazioni). Laureato in cinema presso il DAMS di Roma 3 e diplomato in fotografia presso il CST, inizia a collaborare (e tutt'ora collabora) come critico di cinema e fotografo di concerti con varie webzine di cui da subito ha sposato il progetto con entusiasmo. Giornalista pubblicista iscritto all'albo. Sempre in movimento, perennemente in ritardo. CAPOSERVIZIO CINEMA


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