Il berlusconismo ci ha portato a ragionare sull’orlo del baratro del nostro pensiero. Pur di liberarcene, spesso, abbiamo appoggiato l’insostenibile.
Ci siamo accontentati di un Partito Democratico fatto di condannati in via definitiva e di personaggi dalle innumerevoli legislature. Di esponenti che fingevano e fingono di essere di sinistra come Paola Binetti e Rosy Bindi.
E così stavamo per accontentarci di una futura vittoria della coalizione Pd-IdV-SeL, che, con un vantaggio di 10 punti percentuali, avrebbe portato il centro-sinistra a vincere le elezioni. Noi saremmo stati magari consapevoli che non avremmo mai avuto una legge sul conflitto di interessi, che non avremmo mai avuto una riforma del sistema televisivo, così da riproporci, un bel Berlusconi pronto e rigenerato per le elezioni successive. Magari ci saremmo accontentati anche di un Nichi Vendola capo del Consiglio, gay e cattolico: incoerentemente. Un altro cattolico alla guida del nostro paese ultra-clericale.
Ma non è stato così. Stavolta ci accontenteremo di un governo tecnico. Totalmente privo di rappresentanze ministeriali politiche. Ma forse ci accontenteremo di questo Mario Monti solo perché siamo stanchi del berlusconismo. Vedere in tv un altro, al posto del Biscione, suscita emozione e senso di liberazione. Senza dubbio.
E così passeremo sopra a molte cose…non ci accorgeremo dei Passera, delle Fornero e degli Gnudi su cui peserà un conflitto di interessi non irrilevante con Intesa San Paolo e Unicredit. Dato che le banche hanno avuto il loro ruolo durante la crisi economiche, Mario Monti non se l’è sentita di escluderli dall’esecutivo. Non ci accorgeremo che Catricalà, in sede di Antitrust, niente fece per risolvere l’impero berlusconiano e, probabilmente, niente farà. Non ci accorgeremo della sempre presente lobby cattolica di cui gli italiani restano sempre un po’ innamorati, nel loro timore religioso. Non ci accorgeremo che nel governo ci saranno solo tre donne e che sparirà il Ministero delle Pari Opportunità.
Insomma…ci accontenteremo come sempre. Come abbiamo sempre fatto negli ultimi 30 o 40 anni. Aspettando un Salvatore. Aspettando una volta Andreotti, una volta Craxi, una volta Berlusconi. Adesso aspettiamo Monti. Fiduciosi. Ma presto ci accorgeremo che il parlamento è rimasto lo stesso. E’ rimasto quello dei 20 parlamentari condannati in via definitiva. E’ rimasto quello dei parlamentari nominati dalle segreterie di partito. Nulla èmutato. E gli stessi parlamentari, stavolta sotto strane logiche di alleanza, dovranno sostenere Monti uniti. Insomma ci accontenteremo anche degli stessi parlamentari finora detestati. E perché no…anche di quel presidente della Repubblica che firmò il Lodo Alfano e la Legge sul legittimo impedimento.
Perché dovremmo crederci? Aspettiamo (s)fiduciosi.












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