Addio Maybach dal 2013. Breve cronistoria

Il 6 Marzo 1900 moriva Gottlieb Wilhelm Daimler, fondatore dell’omonimo colosso automobilistico. La sua scomparsa avrebbe portato, di lì a pochi mesi, alla nascita del sodalizio tra il conte von Zeppelin (quello dei dirigibili) ed il più fido collaboratore di Daimler, Wilhelm Maybach (artefice di tutti i motori che muovevano quei colossi dell’aria).

Fino alla seconda guerra mondiale, le opere di quest’ultimo riguardavano principalmente progetti di motori per veicoli bellici ma, in seguito alla sua morte (1960, ndr), complice anche la mancanza di fondi, l’azienda fallì e ricadde nell’anonimato. Salvo poi essere rilevata da Daimler-Benz, che però negli anni successivi la mise in soffitta.

Era il 1997, quando il gruppo Mercedes-Benz presentò al salone di Tokyo la concept Mercedes-Benz MaybachQuel prototipo aveva degli standard troppo elevati anche per un marchio di lusso come quello tedesco. Fu così che, come fece Toyota con Lexus (e Nissan con Infiniti in questi ultimi anni), Mercedes rispolverò quel marchio che nell’anteguerra era sinonimo di potenza e lusso: Maybach. Tanto da non relegare il marchio alla semplice presenza del nome, ma aprendogli addirittura le porte dello stabilimento di Stoccarda.

Dal 2002 tornò in vita il marchio Maybach-Manufaktur, con due limousine, 57/62, sostanzialmente identiche alla concept vista in Giappone cinque anni prima. Tre anni dopo la Fulda Tyres, azienda produttrice di pneumatici, commissionò al gruppo DaimlerChrysler un’auto su cui testare una nuova mescola. Maybach presentò la Exelero, un V12 biturbo da 700 Cv. Assemblata a Torino (dalla Stola), fu un unicum che ricordava l’omonima vettura, utilizzata dalla ditta tedesca negli anni trenta, per testare i propri pneaumatici.

Se escludiamo le speciali livree sfoggiate da alcune vetture per specifici anniversari, Maybach non ha pià dato segni di vita in questi anni. E’ parso anche che non si volesse rinnovare, o che, perlomeno, stesse andando alla deriva, perchè abbandonata a se stessa.

Manco a dirlo, di qualche giorno fa l’intervista all’ad di Daimler, Dieter Zetsche, pubblicata dal quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, in cui viene spiegato che nel 2013 diremo addio a Maybach. Motivazioni?

Abbiamo avuto lunghi colloqui a livello interno su quale fosse la strada di maggior successo nel segmento del lusso e ci siamo convinti che le chance di vendita del marchio Mercedes sono migliori di quelle di Maybach. Non sarebbe logico sviluppare adesso un nuovo modello targato Maybach.

Le “chance” di cui parla il numero uno del colosso automobilistico è la nuova ClasseS: verrà infatti proposta in sei allestimenti, puntando ad un target ancor più alto (nella foto qui accanto l’ipotesi più quotata per il design: alquanto bruttina).

Non bastasse questo, a stroncare la vita del già acciaccato marchio, i dati di vendita. Dal 2002 al 2011 sarebbero stati infatti venduti solamente tremila esemplari (200 nel 2010), contro i mille per anno, come da previsione.

Viene però da chiedersi come sia possibile che Toyota e Nissan abbiano saputo intraprendere, ma soprattutto mantenere, un progetto come quello del brand di lusso (Lexus sale sempre più nelle vendite), mentre Mercedes, casa di caratura ben maggiore, consideri Maybach uno spreco. Non è che magari non si ha mai avuto un vero interesse ad investire su di lei?

PIETRO CANCIAN

 

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