Adriano Viterbini e il suo nuovo anacronistico “Film o Sound”

Venerdi 13 novembre 2015, in occasione del concerto dei Verdena tenuto all’Orion, il chitarrista Adriano Viterbini “ha aperto le danze” presentando il suo ultimo lavoro, Film o Sound, accompagnato dal batterista Fabio Rondanini (Calibro 35, Afterhours) e dal polistrumentista cubano Jose Ramon Carballo Armas.

Un album dal sapore lontano e anacronistico quello portato sul palco. Un’alba di suoni che si possono collegare al centro blues che fa da base a mille raggi di questo sole musicale. Non annoia e si lascia ascoltare a cuore aperto. Nella sua piena fluidità e calda spontaneità, accompagna l’ascoltatore in un percorso pieno di appagante speranza.Adriano Viterbini 1

Nel disco troviamo diverse collaborazioni. Oltre a quelle già citate, infatti, hanno preso parte a questo lavoro artisti come: Stefano Tavernese, che suona il mandolino nella track MalaikaEnzo Pietropaoli che suona il basso invece in diversi brani dell’album. Accanto a tracce originali, significative sono anche cover quali Bring it on home to me di Sam Cooke suonata assieme ad Alberto Ferrari dei Verdena.

Noi di Wild Italy abbiamo avuto modo di fare una chiacchierata con questo valente artista che di sé dice: “amo cosi tanto fare musica e il confronto con altri musicisti, che non riesco mai a stare con le mani in mano, per cui ho deciso di realizzare un disco da solo”

 

Dicci chi sei

“Piacere il mio nome è Adriano Viterbini. Mi ritengo un chitarrista al quale piace spaziare fra i vari generi. Vivo la mia vita facendo molte cose nell’ambito musicale: ho un gruppo che si chiama Bud Spencer blues explosion; produco le mie registrazioni e collaboro con molti artisti, alcuni dei quali anche internazionali. Nell’ultimo periodo per l’appunto ho lavorato anche con Bombino, un incredibile musicista africano.

Il 23 ottobre scorso è uscito il mio ultimo disco Film o Sound, che mi vedrà per la prima parte della promozione condividere il palco con i Verdena, che ringrazio e per i quali nutro profonda stima; mentre nella seconda parte sbarcherò negli Stati Uniti, dove ad aprile uscirà anche lì il disco.”

Come mai è nata l’idea di staccarti dai Bud Spencer Blues Explosion?

“Sinceramente non la vivo come un vero distaccamento, ma più come una pausa. Con questo ci tengo a dire che non ci siamo sciolti, ma solo ci siamo presi un attimo per riprendere il fiato dopo i Adriano Viterbi- Fabrizio Rondaninitantissimi concerti fatti per promuovere il nostro terzo disco in giro per l’Italia.
Tuttavia amo cosi tanto fare musica e il confronto con altri musicisti, che non riesco mai a stare con le
mani in mano, per cui ho deciso di realizzare un disco da solo. ”

Chi sono i turnisti che questa sera ti accompagnano al live?


“Non mi piace chiamarli turnisti perché sono, prima di tutto, grandi amici e secondo, ma non di meno importanza, sono degli artisti incredibili.

Questa sera sul palco insieme a me ci sono stati: Fabio Rondarini, che suona la batteria in una maniera speciale, con lui condivido il gusto per la musica africana e l’idea di poterla miscelare con sonorità più contemporanee; poi c’è stato anche Ramon Caraballo, polistrumentista cubano che ho avuto il piacere di conoscere facendoci insieme il tour per il trio Fabi Silvestri Gazze

Come mai la volontà di suonar con loro?

“Perché mi trovo particolarmente bene a suonarci insieme questo genere musicale. Un altro motivo è che fra le loro caratteristiche esecutive ci sono spiccate doti di spontaneità e di entusiasmo.

In generale penso che quando si suona l’essenziale è farlo in maniera del tutto istintiva e di Adriano Viterbini Ramon Caraballoconseguenza parlare il meno possibile per non influenzare la naturalezza dell’esecuzione. Con loro è avvenuto tutto questo. Ci siamo visti in sala e suonando assieme ci siamo divertiti. Questa cosa mi è piaciuta a tal punto che volevo riportare sul palco questo valore aggiunto.”

Verranno con te anche per la promozione negli Usa?

“No, penso che andrò da solo principalmente per una questione di praticità logistica. In più mi piace l’idea di farmi un viaggio con la chitarra come unica compagna.”

Da dove nasce il titolo dell’album?

“E’ il nome di un vecchio proiettore degli anni ’50, da cui ho preso la sezione amplificatrice per ricavarci un amplificatore per chitarra. Un altro motivo è perché mantiene in seno queste due parole, film e sound, che mi sarebbe piaciuto utilizzare da sempre come titolo per un album”

Come mai la fender che suoni monta un corpo Strato e un manico Tele?

“Per mantenere il feeling che ho con una telecaster ma su un corpo stratocaster. Inoltre ho montato adriano viterbini fender stratoanche un pick-up giapponese al manico e un pick-up da lap-steel al ponte in maniera tale da avere un suono più fluido da sfruttare al meglio con lo slide

Quali sono state le sensazioni provate nella stesura del disco?

Mi sono divertito davvero molto grazie al modo cosi spontaneo in cui i brani sono nati. Il disco è stato realizzato da una serie di appunti scritti in questi ultimi anni. Andando a rivedere questi scarabocchi mi sono reso conto che erano qualcosa di più, qualcosa che poteva assumere le sembianze di un album vero e proprio. Cosi senza pensarci troppo ho deciso di andare a registrare il tutto”.

Qual è l’obiettivo che ti sei posto con questo album?

“Il mio unico obiettivo è e rimane sempre fare buona musica!”

 

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About

In parte-nopeo, in parte romano d’adozione. Nasce a Pompei nel ’89 e si diploma come geometra nel 2009. Entra nel mondo del giornalismo un po’ per caso, facendo da assistente alla vecchia volpe de “Il Messaggero” Costanzo Costantini. Da lì a qualche anno, l’iscrizione a Scienze della Comunicazione Roma 3. Appassionato all’idea di musica come canale comunicativo e amatore a tempo perso di strumenti musicali, nel 2014 inizia una breve collaborazione con la testata “Roma da Leggere” e ora ha deciso di seguire il lavoro di Wild Italy, entrando a far parte della squadra dei collaboratori. COLLABORATORE SEZIONE MUSICA


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