Al peggio non c’e’ mai fine: Lega Nord e Padania.

“In 10 milioni sono pronti a battersi per la Padania”.

Questi sono i numeri che Umberto Bossi ha portato come risposta a Fini che aveva negato l’esistenza della terra promessa da Bossi ai propri elettori. Ora, per dissipare ogni vostro dubbio sulla Padania, vi invito a guardare il video del raduno tenutosi sulle celtiche terre di Pontida il 20 giugno (qui).

Qualche mese fa avevamo gridato allo scandalo per la trota eletta a Brescia come consigliere comunale ma a sentire i comizianti che hanno animato l’evento padano, di scandaloso non c’era assolutamente nulla: deve essere una prerogativa delle camicie verdi non riuscire a concordare verbo e soggetto nei propri discorsi.

Sul palco padano sfilano le associazioni padane che parlano delle iniziative padane pensate e attuate dai padani per i padani: un’orgia in camicia verde. Dagli orsetti padani (eco degli ex balilla), agli alpini che chiedono di riaprire le caserme affinché: “ci possano essere nuovi alpini per portare avanti le nostre tradizioni padane” (come se le due cose fossero correlate). La prima parte dello show padano si conclude con lo sposalizio del secolo gridato ai quattro gatti padani che assistevano sotto il palco padano: l’unione della terra d’Irlanda mischiata con la terra di Pontida. Un altro rito farsa che si aggiunge alla serie delle tradizioni celtiche della verde Padania.

Tra i tanti big padani non poteva certamente mancare Calderoli, annunciato come l’uomo che ha bruciato 375mila leggi. Come scrisse Gian Antonio Stella su Il Corriere della Sera: “Fatti i conti, lavorando 12 ore al giorno dal momento in cui si è insediato, più di una al minuto: lettura del testo compresa.”

Ci sono Maroni, Castelli e tutto il gruppo al gran completo: anche la trota ha i suoi trenta secondi per aggiornare le poche persone presenti a Pontida sulle imprese della nazionale padana che ha partecipato al mondiale riservato ai paesi che rosicano perché non riescono a qualificarsi al vero mondiale.

Il tutto si conclude con l’intervento di Bossi, il Mosé di Berghem che da vent’anni trascina il popolo leghista nella terra promessa attraversando le acque del Pò. Il fondatore esordisce sottolineando di essere lui il ministro del federalismo nonostante il ducetto di Arcore abbia nominato Brancher come ministro del federalismo pochi giorni fa. Il neo ministro potrà così salvarsi dal processo BPi che vede coinvolti tra gli altri il ducetto stesso e il figlio PierSilvio grazie al legittimo impedimento varato alcune settimane fa. Delle due l’una: o Bossi non vale nulla all’interno del governo, e di conseguenza la Lega, tanto che non riesce a difendere nemmeno il proprio ministero, oppure è servo del ducetto come molti altri: pronto a sacrificare il suo tanto promesso federalismo per salvare un amico del padrone.

Sostiene che Brancher sia ministro del decentramento, non del federalismo. Magari detta di fronte al popolo della Lega può funzionare, di certo è che Brancher rimane ministro del federalismo, non del decentramento.

Non poteva certamente mancare il solito coretto contro Roma ladrona: cantato da chi a Roma ci lavora fa certamente sorridere.

Il filmato è ricco di molti altri passaggi che vi susciteranno in un primo momento grasse risate e solamente più tardi vi porrete il quesito fondamentale: ma è possibile che oggi, nel 2010, ci siano davvero in Italia 10milioni di persone pronte a battersi per una cosa che, come ha affermato Fini, e aggiungo io, fortunamente non esiste? Se la risposta è si, allora veramente non abbiamo ancora raggiunto il fondo. Guardate il video e poi immaginatevi un paese intero lasciato nelle mani chi parla e vedrete anche voi che al peggio non c’è mai fine.

SCRITTO DA FABIO PER VOGLIORESISTERE.IT



'Al peggio non c’e’ mai fine: Lega Nord e Padania.' have 1 comment

  1. 8 agosto 2010 @ 3:55 pm ilaria preti

    non credo proprio si possano definire balilla.invece gli scout della cgnei l’associazione scout di sinstra,, si.
    I bambini degli orsetti padani sono dei bambini normalissimi che fanno pate insieme ai loro genitori di una associazione di famiglie, che si sono rotte le scatole di aver a che fare con certi buzzurroni che aprono la bocca solo sparare scemenze.


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