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Alemanno e la città dalla “pistola facile”

Scritto da Matteo Marini il 8 - January - 2012 Letto 522 volte

Da circa 8 mesi, quando si parla di Roma la si ricollega ad un solo argomento: criminalità, delinquenza, delitti portati a termine come in una perfetta Chicago anni ’20 o come in uno scenario dominato da una delle peggiori bande della Magliana (pensando anche alla recente libertà vigilata assegnata a Raffaele Pernasetti, storico componente del sodalizio criminale).

Il 2011 è stato un anno di sangue per la Capitale. 35, in tutto i morti. Si è partiti in aprile con l’uccisione di Roberto Ceccarelli, freddato da cinque colpi di pistola nei pressi del Teatro Valle.

A luglio, abbiamo avuto altri nove colpi nel quartiere Prati – questa volta calibro 9 – che hanno tolto la vita a Flavio Simmi.

Passando al Tiburtino, si sentirono anche lì 15 colpi di arma da fuoco e fortunatamente una delle vittime, Giulio Saltalippi, se la cavò con una ferita all’addome. Potrei continuare parlandovi di Raphael Coen, ucciso da una pugnalata mentre era nel l’androne del suo condominio in via Lanciani.

La lista è lunga e continua per fermarsi, almeno per ora, alle ultime vittime: un commerciante cinese di 31 anni e la figlia di 6 mesi. Il quotidiano La Repubblica, ricostruisce così l’accaduto: “4 gennaio, erano da poco passate le 22, due persone in sella a uno scooter sono arrivate in via Giovannoli angolo via Tempesta. La famigliola di cinesi, padre, madre e la piccola avevano appena chiuso il loro bar che fa anche operazioni di money transfer. Erano davanti al portone della loro abitazione, che dista 100 metri dal negozio, quando uno dei due rapinatori ha urlato: “Dammi la borsa” e ha puntato la pistola al volto della donna. Una rapina con molta probabilità premeditata. Il marito, che teneva in braccio la figlioletta, ha reagito e i due killer hanno risposto con il fuoco: un unico sparo, di un revolver di grosso calibro che ha trapassato il cranio della bambina e poi, essendo molto ravvicinato, ha colpito anche il padre al cuore”.

Inutile dire che questa scia di sangue, di fronte ad un sindaco che ha vinto la campagna elettorale del 2008 con il mantra della sicurezza che la sinistra non ha potuto garantire da quando è alla guida del Campidoglio, pone diversi interrogativi o comunque, meriterebbe da parte dell’amministrazione capitolina un colpo di reni che fino ad ora non ha avuto o non ha voluto avere. E’ tardi per dire, come ha fatto Alemanno sempre ai giornalisti di Repubblica, che: “Sta crescendo un tessuto criminale fuori dai limiti fisiologici: il traffico di droga e di armi è fuori controllo. È come se nei quartieri a rischio, piccole e grandi bande abbiano alzato la cresta e si sentano padroni del territorio. Vanno sgominate subito […] ci sono troppe armi in giro e troppa disinvoltura nell’usarle. Quello che un tempo veniva risolto tra criminali con un pestaggio o una coltellata oggi porta immediatamente alle pistole” perché sembra quasi che in questi quattro anni non l’abbia amministrata lui una città come Roma. Sembra uno di quegli osservatori super partes che indicano ai governanti cosa è giusto fare. E’ chiaro che forse la colpa non è tutta addossabile a lui. Il problema è che, secondo voi, chi amministra le forze dell’ordine locali? Indovina, indovinello…

Bisogna anche mettersi però nei panni del primo cittadino, lui ha altro a cui pensare, altro di cui occuparsi: come racconta il settimanale l’Espresso, ha da poco nominato l’ambasciatore di Roma Capitale. Sì, sì avete capito bene, dopo aver rinominato il consiglio comunale, l’ASSEMBLEA CAPITOLINA, il comune di Roma, con un più altezzoso COMUNE DI ROMA CAPITALE e dopo che i consiglieri si sentono così fichi da farsi chiamare onorevoli, la nostra bella città ha anche il suo ambasciatore: Iole Cisnetto, moglie di Enrico. Fin’ora, il nostro ambasciatore si è guadagnato il suo stipendio presentando eventi come il concerto di Natale dove, piena di gratitudine, passava il microfono al sindaco. Speriamo che qualcun altra città non voglia imitarci.

Ve lo ricordate quando l’ex colonnello di An dichiarava, appena conquistato il Campidoglio: “Si devono ridurre gli sprechi. Cancelleremo le consulenze, le nomine e le integrazioni economiche dettate da logiche politiche” ?

Dalle pagine di Wilditaly vi illustrai a suo tempo come invece se ne infischiò altamente, contornandosi di ben 182 collaboratori più stretti (costano alle casse comunali ben 18 milioni di euro) e lottizzando a destra e a manca le società partecipate con amici di partito, ex naziskin ed ex leccapiedi dell’Unire (unione incremento razze equine, molto vicina ad Alemanno quando era Ministro dell’Agricoltura). Voi vi starete chiedendo cosa c’entri tutto questo. E’ molto semplice, se voi aveste un sindaco che fa la vittima di fronte a fenomeni di criminalità organizzata, dicendo che non ci sono risorse, che ci deve pensare lo Stato e poi spende 18 milioni di euro solo per il suo entourage, diminuendo le pattuglie della polizia municipale in giro per Roma del 15%, cosa pensereste?

AGGIORNAMENTI 08/01/12:

Mentre i media continuano a sfornare numeri “tranquillizzanti” sulla città di roma (controlli, arresti, denunce, sequestri, ecc..) e annunci di potenziamenti d’organico, noi continuiamo a vivere una realtà fatta di difficoltà; per fare solo un esempio: oggi nel mio ufficio (commissariato Frascati) e in quello limitrofo (Marino) non ci sono autovetture idonee da impiegare nel controllo del territorio perché tutte guaste e ferme per le riparazioni, quindi un fine settimana all’insegna del controllo del territorio ZERO. Il problema delle autovetture guaste e ferme per le riparazioni da mesi (mancanza di fondi), accomunano Roma e Provincia e descrivono una quotidianità che non può essere cancellata solo con gli annunci. Abbiamo bisogno di provvedimenti concreti che sblocchino i fondi per le riparazioni e ripristinino le condizioni operative ottimali necessarie per dare risposte operative di continuità

(tratto dal profilo di Facebook del sindacato di Polizia Silp Cgil. Grazie ad Antonio per la segnalazione)

MATTEO MARINI

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