All-Star Weekend

All-Star Weekend: siamo sulla strada giusta?

Nuova stagione e nuovo All-Star Weekend. L’anno scorso è stato quasi unanime un giudizio più che negativo per l’intera manifestazione. Poche le novità e poco soprattutto lo spettacolo offerto dai giocatori nei tre giorni spesi a New Orleans. Adam Silver, attuale commissioner della NBA, ha deciso quindi di cambiare le carte sul tavolo e portare nuove regole nei singoli eventi. Andiamo ad analizzare cosa è successo e soprattutto i miglioramenti che sono stati apportati dai piani alti del campionato cestistico più famoso del mondo.

da businessinsider.com

NBA Rising Stars Challenge

USA vs World è la sfida ricorrente degli ultimi quattro anni. Da una parte Ingram, Mitchell e Tatum, dall’altra Embiid, Markkanen e Simmons. La partita è sicuramente interessante per il talento dei giocatori in campo e a prendere subito le redini del match è il team World che dopo due quarti è saldamente al comando (78-59). L’andamento della gara non cambia e nel secondo tempo la squadra allenata da Roy Rogers prende nettamente il largo, andando a vincere per 155 a 124. MVP della serata è Bogdan Bogdanovic. L’ex stella del Fenerbache chiude con 26 punti e 7 triple realizzate. Negli ultimi minuti c’è spazio anche per una gara di schiacciate tra le due squadre guidate da Jaylen Brown.

NBA All-Star Saturday Night

Una delle serate più interessanti dell’All-Star Weekend è quella di sabato dato che offre diverse competizioni. Si parte dallo Skills Challenge e si chiude con lo Slam Dunk Contest. Il primo di questi eventi ha tre partecipanti all’All Star Game (Drummond, Embiid e Horford) e giovani interessanti. La finale è tra la sorpresa Dinwiddie, che sta disputando un’ottima stagione a Brooklyn, e il finlandese Markkanen. A spuntarla e a conquistare il titolo alla fine è la guardia dei Nets che eredita il premio da Porzingis. Nella parte centrale della giornata c’è il Three-Point Contest, ovvero la gara del tiro da tre punti. L’anno scorso, proprio questa competizione, è stata deludente per i nomi proposti e per le performance dei giocatori. Questa volta, invece, la sfida è andata in crescendo.

Al primo turno le delusioni sono state George, Lowry e Gordon (campione uscente) e a passare alla finale sono stati Booker, Thompson e Harris. Nell’ultima fase l’ala dei Clippers si è attestata al punteggio del primo round (17) mentre le due guardie si sono giocate la vittoria negli ultimi tiri. Con un punteggio di 28 il giocatore dei Phoenix si è aggiudicato la gara. Ultima competizione è lo Slam Dunk Contest. 4 i partecipanti: Larry Nance Jr., Victor Oladipo, Dennis Smith Jr. e Donovan Mitchell (che ha preso il posto dell’infortunato Gordon). Rispetto all’anno scorso, la gara è molto più avvincente e interessante. Oladipo si traveste da Black Panther, Larry Nance Jr. si fa un’auto alley-oop al tabellone e Mitchell ricorda le schiacciate di Vince Carter. Il premio va al rookie degli Utah che in finale batte di due punti l’ala dei Cavs.

All-Star Game

da theplayoffs.com.br

La grande novità attuata da Silver sta proprio nell’evento più importante dell’All-Star Weekend. A differenza degli scorsi anni dove giocavano da una parte i migliori giocatori della Eastern Conference e dall’altra i migliori giocatori della Western Conference, oggi assistiamo al draft delle stelle da parte di due capitani. LeBron James e Stephen Curry sono stati scelti come capitani delle due squadre, avendo ricevuto più voti rispettivamente nella Eastern e nella Western Conference.

James ha ottenuto la prima scelta assoluta, dato che è stato il giocatore più votato in generale, mentre a Curry è stata data la scelta della maglia, dato che la Western Conference ha avuto lo status di squadra casalinga. In totale nel draft vengono scelti altri otto titolari e quattordici riserve (sette per ogni conference). Se la partita delle stelle a New Orleans aveva portato noia e svogliatezza da parte dei giocatori, quest’anno la cosa è cambiata. Il match è stato combattuto fino alla fine e ha visto prevalere il team LeBron per 148 a 145. A essere eletto MVP della competizione è stato proprio James che ha chiuso la gara con 29 punti, 10 rimbalzi e 8 assist. Rispetto all’evento dell’anno scorso, l’All-Star Weekend di Los Angeles è stato più avvincente e dinamico. Siamo sulla strada giusta per tornare ad avere lo spettacolo degli anni 2000?

 

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About

Diplomato al Liceo Scientifico Statale “Ettore Majorana” (maturità scientifica) di Roma, frequenta la facoltà di Scienze della Comunicazione presso l’università Roma Tre. È da sempre appassionato di sport e in particolar modo di Basket. Segue da anni il campionato della NBA con particolare interesse per i San Antonio Spurs. Ha collaborato come redattore e video maker con i siti Basketlive e Basketitaly pubblicando diversi articoli. Ha inoltre svolto attività di collaborazione sul canale youtube Roma Breaking Videos. Attualmente è l’addetto stampa della società romana Smit Roma Centro. VICE CAPOSERVIZIO SPORT


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