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Alla scoperta del Lipsia, la rivelazione della Bundesliga qualificata per la Champions League

Matematicamente in Champions League dopo l’ultima partita disputata in Bundesliga, il Lipsia si appresta ad essere una delle rivelazioni di questa stagione. Siamo andati alla scoperta della squadra delle “lattine”, analizzando pregi e difetti, ma soprattutto la sua storia, più unica che rara.dynamo dresda fan

I più odiati di Germania

In Germania, si sa, la storia e le tradizioni sono valori da rispettare e consacrare, soprattutto nel calcio e, secondo gran parte dei tifosi tedeschi, la Red Bull non li ha affatto rispettati. Il Lipsia è l’ultima delle neo squadre acquistate e rifondate dalla multinazionale delle bibite energetiche, e il successo che sta ottenendo non ha fatto altro che alimentare l’odio delle tifoserie delle varie squadre che compongono la Bundes.

Dalla protesta davanti al pullman della squadra da parte dei tifosi del Colonia, passando per la testa di toro lanciata in campo ad agosto in un match di coppa dai supporters della Dynamo Dresda, fino alle recenti aggressioni che gli affezionati del Lipsia hanno subito da alcuni ultras del Dortmund.

L’odio per la squadra della Germania dell’est non è affatto recente. I continui investimenti che la Red Bull sta facendo testimoniano come all’azienda importi ben poco della tradizione sportiva, che altri club come Shalke 04, Borussia Monchengladbach e Bayern Monaco hanno, continuando ad utilizzare il calcio come vera e propria vetrina di un prodotto. Allo stesso tempo, però, questa realtà sta regalando anche un sogno a dei tifosi, chiamati oggi immeritatamente a fare i conti contro i sacri principi degli ultras e delle tradizioni calcistiche tedesche.

Beatà gioventù

Per dire che il Lipsia sia una squadra di giovani – in tutti i sensi – non basta far caso al fatto che il 10 per cento dei suoi tifosi abbia 14 anni, ma bisogna curiosare anche e soprattutto tra i calciatori della rosa che ne fanno parte; un mix di under 23 e under 21, simbolo di una programmazione che punta ai talenti, e che con loro punta anche a vincere.

forsberg e wernerAmmetto che è bravo, ma ha 27 anni, troppi per noi”. Queste parole, dette dall’allora dirigente biancorosso, oggi allenatore, Ragnick su Jamie Vardy, all’epoca finito sul taccuino dei biancorossi, farebbero oggi discutere, ma il secondo posto e l’aritmetica qualificazione alla Champions League del Lipsia testimoniano il successo della strategia vincente del patron Mateschitz.

Recentemente al club delle “lattine” è stato accostato il nome del giovane portiere degli Young Boys, e dell’under 21 svizzera, Yvon Mvogo, che andrebbe a giocarsi subito il posto da titolare in campionato e, perché no, in Champions League. Mvogo sarebbe solo l’ultimo della lista di una serie di giovani talenti che hanno trascinato il Lipsia quest’anno.

Da Forsberg a Poulsen, passando per Werner e per il senegalese Keita, l’RB Lipsia è una fucina di giovani calciatori da scoprire ogni giorno che passa.

Pressing e intensità

Il calcio proposto da Ragnick e dai suoi è un calcio pratico, moderno e pragmatico. I moduli più utilizzati sono il 4-4-1-1, il 4-2-2-2 e il classico 4-4-2, fondandosi sia sulla solidità difensiva che soprattutto sull’intensità, dogma del tecnico tedesco. Quest’ultima è una componente del gioco molto pronunciata in tutte le fasi, da quella difensiva a quella di pressing, passando infine per l’offensiva.

Impressionante è infatti il modo in cui i calciatori biancorossi riescano ad essere coordinati nella fase di pressione, sfruttando, una volta recuperato il pallone, la velocità e l’efficacia dei due attaccanti Forsberg e Werner, autori in totale di ben 24 gol e 20 assist, contributo più che importante per la causa del Lipsia.

Un calcio ordinato, preciso ma molto dispendioso, permesso però anche dallo spirito di sacrificio e dalla fame di vittorie dei giovani che compongono la rosa. Giovani che sono uno specchio fedele e naturale della strategia della società, volenterosa di investire su di loro per vincere nel presente e soprattutto nel futuro.lipsia dortmund

Incubo Uefa

Il capolavoro del Lipsia e la conseguente gioia dei suoi tifosi potrebbero presto lasciare lo spazio ad un processo che la società sarebbe chiamata ad affrontare contro la Uefa. Il Lipsia fa infatti parte di un vero e proprio gruppo multinazionale calcistico, in compagnia dei Red Bull Brasil ma, soprattutto, del Red Bull Salisburgo. La compagine austriaca, accusata dai suoi stessi tifosi di essere la succursale dei cugini tedeschi, è tornata dopo anni al primo posto nel campionato, apprestandosi a disputare i preliminari di Champions League e, secondo il regolamento Uefa, due squadre di una stessa proprietà non possono partecipare alla medesima competizione.

Questa volta, dunque, aggirare le leggi tedesche chiamando una squadra Rasenballsport, piuttosto che Red Bull, potrebbe non bastare. L’eventuale esclusione dalle coppe del Lipsia, potrebbe sì rappresentare la vittoria del calcio nostalgico e dei tifosi, ma allo stesso tempo un triste epilogo e l’ennesimo conto salato da pagare per dei semplici tifosi di calcio, che mai si immaginavano di poter vedere la loro squadra, rivoluzionata da un nuovo nome e da nuovi colori sociali, raggiungere un traguardo storico e prestigioso come quello della Champions League.

Non resta dunque che attendere la sentenza dell’Uefa, la quale sarà chiamata a pronunciarsi nei prossimi giorni. Solo il tempo dirà se ad avere la meglio in questa più che particolare sfida saranno l’esaltazione degli ultras e il rispetto per le tradizioni calcistiche, o gli investimenti e le strategie di una multinazionale. Commerciali sì – ci mancherebbe – ma pur sempre vincenti.

 

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About

Diplomato al "Liceo Scientifico Statale Louis Pasteur" di Roma, studia Scienze della Comunicazione a Roma Tre. Ama lo sport, in particolare il calcio, la musica e il cinema. E' redattore di News24Italy, occupandosi della sezione dedicata al calcio. COLLABORATORE SEZIONE SPORT


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