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Amministrative 2016: tutti al ballottaggio, con piccole grandi sorprese

Le sorprese non finiscono mai, così dice un detto popolare. E le sorprese in queste elezioni amministrative 2016 ci sono state, anche se non sconvolgenti. Piccole grandi sorprese dunque, tra movimenti alla ribalta e partiti in difficoltà. Con una certezza: il 19 giugno (tra due settimane) ci sarà il ballottaggio praticamente dovunque (tranne Cagliari, Cosenza e Salerno). Per tutte le città che andavano al voto per scegliere i loro sindaci, infatti, ha pesato la forte frammentazione politica e un nuovo calo nell’affluenza dei votanti (a quota 62,14%).

Così oramai è chiaro: il bipolarismo, tranne a Milano, non esiste più e questo rende difficile raggiungere il 50%+1 dei voti. Aggiungendo l’ampio astensionismo ecco servito su un piatto d’argento il ballottaggio. Interessante, però, è il paragone con le scorse elezioni amministrative, in cui si era espresso circa il 5% in più dei cittadini, ma si votava in due giorni e la differenza è rilevante. In fondo la partecipazione si è mantenuta stabile, mentre è incredibilmente cresciuta a Roma di circa il 4,5%. Un dato, quest’ultimo, apparentemente inatteso, ma percepibile dagli umori di questi mesi, dove nonostante tutto si è parlato più che mai dei problemi della città e la popolazione per rabbia, protesta o residui di speranza si è dimostrata più attiva del passato.

Venendo agli esiti, le vere sorprese sono due: il successo delle donne del M5S nella Capitale e a Torino e la imponente tenuta di De Magistris a Napoli. Che a Roma vincesse Virginia Raggi era dato quasi per scontato, ma non con una percentuale così alta (36%), così come era papabile uno scontro tra la semi-sconosciuta Chiara Appendino e l’ex primo cittadino del capoluogo piemontese Piero Fassino (PD), ma non con il 31% di preferenze per la prima, che rendono il movimento la prima formazione politica locale. A Napoli, invece, De Magistris ha saputo dimostrare che la sua figura e il suo operato da primo cittadino prescindono dalle fazioni che lo appoggiano, permettendogli di raggiungere un clamoroso 42%, nonostante avesse contro tutti: destra, sinistra dem e grillini.

E mentre il M5S e De Magistris sorridono, Centro-destra e PD guadagnano più delusioni che soddisfazioni. Chi ne esce più penalizzato è proprio il primo partito di governo. Questo a Roma riesce solo all’ultimo minuto (dopo un testa a testa al fotofinish con Giorgia Meloni) a raggiungere la sfida finale con Roberto Giachetti (24%), a Milano vede il candidato Beppe Sala (ex a.d. di Expo) essere quasi eguagliato dallo sfidante conservatore, a Napoli (definito dai giornali il “laboratorio del partito della Nazione” visto l’appoggio dell’NCD alla dem Valente) non raggiunge nemmeno il ballottaggio, mentre in due città storicamente rosse come Torino e Bologna diminuisce sostanzialmente i suoi consensi (scendendo per la prima volta sotto il 40% nel capoluogo emiliano), vincendo subito solo a Cagliari e Salerno. Il centro-destra, invece, sorride solo a Milano e Grosseto e salva la faccia a Napoli. Nelle prime due città Parisi e Colonna arrivano ad un inaspettato testa a testa con la sinistra, rendendo totalmente imprevedibile il futuro ballottaggio, mentre nel centro campano la proposta di Forza Italia, Gianni Lettieri, riesce a battere la formazione del governo ed andare al secondo turno, dove, tuttavia avrà poche possibilità di vittoria.

“Il vento sta cambiando” ha esclamato convinta ed emozionata la protagonista assoluta di questa giornata, Virginia Raggi ed in parte è vero, perché questa tornata, nonostante sia locale e non nazionale, dimostra che la geopolitica italiana è in trasformazione, verso esiti già tracciati. Il M5S si sta rafforzando nelle città, sottraendo molti consensi al PD e rendendo la sfida tra i due quanto mai accesa, mentre è chiaro che Lega, FDI e berlusconiani hanno ancora qualche chance solo dove si presentano assieme. Il Cavaliere nella Capitale è stato sonoramente bocciato dai cittadini. Il suo candidato civico Marchini, infatti, si è attestato attorno ad un deludente 10% (percentuale molto vicina a quella delle precedenti elezioni amministrative, dove non aveva l’appoggio di nessun big della politica), scatenando l’ira funesta di FDI, con La Russa che rischia di sbranare Tajani (Forza Italia) in diretta tv nel salotto di Porta a Porta, lamentandosi di averli fatti perdere.

Ma ora tutti gli occhi sono già puntati al ballottaggio, soprattutto nelle prime quattro città d’Italia (Roma, Napoli, Torino e Milano), dove lo scontro sarà di fuoco. Il premier Renzi, nonostante ultimamente parli solo del referendum costituzionale di ottobre, guarderà con attenzione ai risultati finali. Avere dei sindaci fratelli o dei sindaci nemici nei punti nodali del paese, dopo tutto, non è solo un segnale per il suo partito, sondandone la forza rispetto agli altri e tranquillizzando i malcontenti interni, ma anche un dato rilevante per la stabilità di governo. Come vederlo, infatti, a colloquio con Raggi, Parisi e De Magistris?


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Nato a Roma nel 1995, dopo aver conseguito la maturità scientifica, si è laureato in Filosofia presso l'Università degli Studi Roma 3. Articolista di cronaca e politica per il litorale romano, si interessa particolarmente di Ostia e Anzio. Gestisce un blog: https://ilblogdelleidee.wordpress.com/. INTERNI ED ESTERI


'Amministrative 2016: tutti al ballottaggio, con piccole grandi sorprese' have 2 comments

  1. 6 Giugno 2016 @ 11:29 pm Teo

    Io sinceramente non ho parole, con tutte le cose che sono state fatte per ottenere il diritto di voto c’è ancora moltissima gente che non da la giusta importanza a questo diritto. Inoltre penso che comunque andare ad un ballottaggio significa altri soldi e altro tempo sprecato…

  2. 7 Giugno 2016 @ 6:35 pm Riccard1

    Il fatto che mi sorprende di più è la percentuale dei cittadini che hanno votato. 62% è davvero troppo poco, soprattutto per una cosa così importante. Il mio commento riguarderà solamente le elezioni di Roma poiché mia città natale. Sinceramente non sono sorpreso per il ballottaggio, bensì per uno dei protagonisti di quest’ultimo (Giachetti). Pensavo piuttosto ad uno scontro tutto al femminile tra Meloni e Raggi. Comunque sia tra due settimane ci sarà una votazione di importanza epocale, tutta da vivere (speriamo nel bene della capitale). Per concludere vorrei dire che sono molto curioso per il referendum di ottobre sulla riforma del titolo V della Costituzione.. anche qui sarà un evento storico e spero che la gente si svegli a vada a votare perché è l unico modo di essrcitare la nostra “sovranità”. Bel post 😀


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