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Ammore e malavita, un musical ironico e criminale per i Manetti Bros.

Napoli e criminalità. Un binomio che sa di già visto, al cinema quanto in televisione. E che invece, nelle mani sempre sperimentatrici dei Manetti Bros. diventa qualcosa di nuovo e piuttosto coraggioso. Dopo aver convinto la critica con Song’e Napule, i fratelli registi tornano nella città partenopea lasciandosi ispirare dalla sceneggiata e soprattutto dalla canzoni di Pino Mauro. Ammore e malavita – questo il titolo della pellicola presentata in concorso al Festival di Venezia 2017 – è un folle miscuglio pop di generi: commedia, azione, love story ma, soprattutto, musical.

Sinossi

Al centro della storia troviamo due coppie innamorate, i cui interessi finiscono per scontrarsi con tanto di spargimento di sangue. Don Vincenzo (Carlo Buccirosso, Noi e la Giulia) è un boss della camorra che, stanco di subire attentati alla sua vita, decide su istigazione della moglie, donna Maria (Claudia Gerini), di mettere in piedi un piano astuto che prende spunto da un film di 007. Peccato che l’infermiera Fatima (Serena Rossi) veda per sbaglio qualcosa di troppo, il che la mette in grave pericolo. Al killer Ciro (Giampaolo Morelli, Smetto Quando Voglio – Masterclass) viene dato l’incarico di “occuparsi” di Fatima ma, in un faccia a faccia inatteso tra i due, Ciro si trova costretto a scegliere se tradire i suoi ‘datori di lavoro’ e il suo compare Rosario (Raiz), o l’amore mai dimenticato della sua vita.

Ammore e malavita dei Manetti Bros.Canzoni e balli all’ombra del Vesuvio

Immaginate Grease che incontra la Camorra, e potrete cominciare a farvi una prima idea di cosa sia Ammore e malavita. Un musicarello all’ombra del Vesuvio in cui si sorride tanto e che a fine visione, nonostante i momenti drammatici e violenti, lascia il buonumore addosso.

Su coreografie di Luca Tommassini, quindici sono i brani interpretati dagli attori (13 in napoletano e due in inglese, tutti originali tranne la cover di Flashdance), musicati da Pivio e Aldo De Scalzi e scritti da Nelson. Brani mai fini a se stessi ma che portano avanti la narrazione in stile Broadway, raccontando in musica sentimenti e pensieri dei personaggi. Ecco allora la genialità nel mostrare defunti che cantano la propria morte all’interno della bara o turisti ballare felici tra le strade di Scampia, ormai nuova tappa dei tour napoletani.

Eccessi e leggerezza

ammore-e-malavita-serena-rossiUn po’ surreale, un po’ grottesco, un po’ kitsch, Ammore e malavita non si prende troppo sul serio. Il film dei Manetti Bros. – anche alla sceneggiatura con Michelangelo la Neve – gioca sugli eccessi, su personaggi e situazioni sopra le righe. Ma non butta tutto in farsa. Rimane un sottofondo di verosimiglianza all’interno di una storia dai toni accesi, vivaci, vitali.

Nonostante di mezzo ci siano sparatorie, criminalità e boss coi quali è meglio non scherzare, c’è leggerezza e colore. In Ammore e malavita anche la morte e il dolore sono pop, e il romanticismo non si vergogna delle sue esagerazioni melodrammatiche.

C’è da dire che qualche brano convince meno degli altri e gli attori, pur bravissimi interpreti, non sono tutti ugualmente dotati vocalmente. Poco male. I Manetti Bros. regalano al pubblico un simpatico film scacciapensieri pressoché unico nel panorama cinematografico italiano contemporaneo. E di ciò li ringraziamo.

Ammore e malavita sarà al cinema dal 5 Ottobre con 01 Distribution

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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