Anche Saviano ha detto: “Basta”

La notizia esplode nel pomeriggio del 24 aprile. Roberto Saviano lascerà l’Italia. Dopo aver lottato duramente per quattro lunghissimi anni dopo la pubblicazione del suo reportage contro la mafia, “Gomorra”, lo scrittore napoletano è stato sopraffatto da una vita soffocante, dalle minacce, dall’isolamento a cui era sottoposto, braccato come un animale da ogni singolo picciotto e affiliato delle 239 cosche mafiose presenti nel Belpaese. La decisione è stata presa a seguito del completo abbandono, personale e politico, di cui è stato vittima: allontanato dai riflettori, incapace di difendersi dagli attacchi a lui rivolti anche da quella fascia delle Istituzioni che avrebbe dovuto proteggerlo, non ha resistito. E ha detto basta.

Saviano è stato vittima di una vera offensiva mediatica, demolizione capillare della sua vita privata e della sua abilità lavorativa.
Sul “Foglio” la “giornalista” Annalena Benini così scriveva il 25/04/2008: <<Roberto Saviano, giovane scrittore di mondiale successo, dovrebbe avere una cosa solo in testa: le ragazze.[…] Saviano diglielo tu: era un romanzo, sei uno scrittore (con la scorta, ma non è una tragedia) […] nelle piazze ci vai solo per le ragazze […]>>. (Per chi volesse vedere con i propri occhi l’articolo intero, perché incredulo di quanto riportato, ecco il link: http://img383.imageshack.us/img383/9979/httprassegnacameraitchiyr0.jpg ). E come questo insensato conato di parole si trovano tanti altri articoli diffamatori su metà dei quotidiani nazionali. Ma l’apice è stato raggiunto questa settimana (ultimi giorni di aprile, N.d.R.), quando Berlusconi ha dichiarato che l’attività di denuncia operata dal giornalista di Repubblica ha sortito solamente effetti negativi e controproducenti, quasi un favore alla mafia.

Le reazioni sono state immediate: la rete di internet in fermento, messaggi di solidarietà sparsi ovunque, accorati e polemici appelli da parte dei giornali stranieri con cui lo scrittore ha collaborato; insensibili invece le rassegne stampa italiane.

In un secondo momento l’attenzione si è spostata sulla casa editrice di “Gomorra” e “La Bellezza e l’Inferno”: la Mondadori, di proprietà della famiglia Berlusconi. Secondo alcune indiscrezioni lo scrittore sarebbe stato “puntato” dalla Rizzoli e un nuovo eventuale contratto porterebbe alla pubblicazione di un terzo libro.

Il trascorrere dei giorni non ha migliorato la situazione, sebbene Saviano non abbia più ne riconfermato, ne smentito, quanto riportato dall’Ansa e dalla testata nazionale “L’Unità” il 24 aprile, ne tantomeno le indiscrezioni relative alla Mondadori. Il timore di perdere il più importante scrittore di mafia dopo Leonardo Sciascia però rimane. Il vero danno però sarebbe rappresentato dalla perdita di un simbolo: lui è l’Uomo che, con la sua ragione e la sua volontà di non considerare il rispetto dei diritti sanciti dalla legge come un favore, è riuscito a dire di no al sistema. Abbattendo Saviano, si fermano anche tutti gli altri “sovversivi”: il principio di Mao applicato da coloro che, tecnicamente, dovrebbero essere avversi al comunismo totalitario. Evidentemente anche a Berlusconi e colleghi piace diventare “rossi”, qualche volta. Peccato però che dovrebbero esserlo per la vergogna.

MAX ZUMSTEIN



'Anche Saviano ha detto: “Basta”' have 4 comments

  1. 9 maggio 2010 @ 12:30 pm Giampaolo Rossi

    Che dire…. come sempre, i migliori se ne vanno… e, da una parte, sono contento. Saviano non si merita di stare in Italia. Ha bisogno di un posto dove è visto per quello che è. Per una persona che ha detto no al sistema e che a voluto raccontare la verità sull’attività mafiosa della sua terra.

    Dicamo che è l’Italia che, in fin dei conti, non è abbastanza decente per meritarsi Saviano.

  2. 10 maggio 2010 @ 6:39 am Alessandro Lorenzi

    Beh max, diciamo che quella che sarebbe stata la fortuna di un qualsiasi scrittore é stata la sua piú grave tragendia: il suo libro ha fatto successo. CI sono centinaia di libri sulla mafia, libri che nulla hanno di meno rispetto a Gomorra, autori che vivono la vita serenamente, senza troppi problemi. Lui avrebbe avuto essere come loro, una pecora nel gregge senza troppo esporsi. Ha avuto la _sfiga_ di diventare famoso, un simbolo.. e mo, sinceramente, sono cazzi suoi…

    Se ne vada pure, oramai avrá messo da parte una piccola fortuna visto che il suo libro é stato per anni uno dei piú venduti in italia, e potrá comunque continuare a scrivere dovunque egli sia…

  3. 10 maggio 2010 @ 10:07 am Giampaolo Rossi

    scusa Alessandro ma che ragionamento è?
    Mi sembra il discorso di Fede che ha fatto ieri…

    http://www.youtube.com/watch?v=k4i3Mf8Uweo

  4. 12 maggio 2010 @ 10:23 am Max Zumstein

    Ale, scusami, sei sicuro sicuro che questa sia una cosa normale? In una democrazia ognuno ha il diritto di dire quello che ritiene giusto, senza rappresaglie del genere. tantopiù che Fini stesso è arrivato a chiedergli scusa!


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