Ancora Piazza Navona

“Ehi senti sei in Italia e parli la mia lingua”
Queste parole che ho ascoltato su un mercato genovese sabato mattina dette da una dei proprietari di una bancarella a una donna cinese, probabilmente avrebbero dovuto farmi capire l’andazzo di queste elezioni.

Dovevano farmi capire che questo dannato paese più si va avanti  più diventa razzista. Un paese che fa raddoppiare i voti quasi ovunque al partito del carroccio, un partito dove il figlio del leader non viene nemmeno accettato dai leghisti da quanto è imbarazzante, un partito dove ci sono persone come Borghezio che sale sui treni dove ci sono immigrati per disinfettarli.

Un paese incomprensibile quello che vota un partito di protesta che sta al governo, un partito che continua a dire di aver sostituito la sinistra nelle fabbriche quando in realtà nelle fabbriche non c’è quasi più nessuno perchè chiudono.

Ma probabilmente chi vota lega, magari non tutti, questo non lo sa perchè se le sue letture si limitano a Libero e al massimo può essere aggiornato sulla cronaca di qualche bagascia messa li dal premier o dei soliti “magistrati comunisti”, oppure crede alla santamadretelevisione di berlusconiana fattura che non mostra mai, a parte Annozero, la faccia di chi un lavoro non ce l’ha.

Protesta. Già. Partito fuori dagli schemi la Lega, già. Ma dico quando mai. Si vota un partito del genere, facendogli raddoppiare i voti, un partito che ha come slogan ROMA LADRONA ma è da quando è nata che il grano lo prende da li il signor Bossi.

Ma queste sono sottigliezze che non interessano, probabilmente a chi ha dato il voto ai verdi padani interessa avere il suo bel praticello sistemato, la sua realtà ben conservata senza che nessun uomo nero venga a bussare, oppure cadiamo nell’ipotesi due quella del classico elettore che in maniera masochistica continua a votare chi in fondo non fa migliorare la situzione. Un Sud che continua a votare chi, come Berlusconi, è alleato a gente come Salvini che in un locale si mette a catare canzoni contro i napoletani.

La rabbia è davvero tanta.
Tanta per un Pd che non capisce che, lo dico morettianamente, con questa classe dirigente non vinceremo mai. E non vinceremo mai lo sottoscrivo con una classe dirigente che non si rende conto che fare opposizione lieve non paga, dialogare con belzebù non paga, andarsi a buttare in un’ammucchiata centrista con Udc non paga. Mentre dovrebbe rendersi conto che sarebbe l’ora di trovare una cazzo di identità di sinistra come una volta, come aveva il PCI. Ma per farlo cari miei che avete la tessera del Pd dovete andare a prendere a calci nel culo i vostri dirigenti e non battergli le mani, tirarli via dai quei salotti perbenisti luigiquindici e farli tornare nel mondo reale a farsi la fila alle poste e fare andare gente nuova. Capire che se in Puglia stravince Vendola che il Pd voleva tenere fuori andando anche contro le regole, e che in Campania l’indagato De Luca “fa’ na’ figure’mmerda” come si potrebbe dire. Forse qualcosa sarà. Forse bisogna rivedere qualcosa e finirla di fare i politici da salotto e salite sui palchi come una volta, andare nelle fabbriche anche giorno per giorno, tutto l’anno non solo durante le elezioni, andare nei posti di lavoro e far capire alla gente che votando lega negli ultimi anni non è cambiato niente, anzi… vogliamo parlare dell’art. 18, ad esempio.
Basta con baffetti e barche a vela, con filosofi che chiamano berlusconi “il maggior esponente dello schieramente a noi avverso” ma chi cazzo è lo devono ancora capire ora gli elettori, basta con persone come la Finocchiaro che ieri sera su Rai3 è riuscita a dire che in fondo è contenta perchè “vedere due donne darsi battaglia a Roma è una cosa importante” ma dico ma cosa c’entra, ma dico stai parlando della Polverini che è ancora appesa sugli spalti laziali in mezzo a gruppetti fascisti, la stessa Finocchiaro che durante le scorse elezioni politiche disse di non disperdere i voti nei partitini, anche di sinistra, e di votare i due maggiori schieramenti… questo non è normale diciamolo.
Basta.

Il problema è che poi a pagare le conseguenze saranno ancora i più deboli. Gente che vedrà politiche regionali di destra togliere diritti che erano già al lumicino. maggiori incentivi alle scuole private buttando nel macero un diritto come l’istruzione pubblica, per non parlare dei provvedimenti sull’acqua e tutto il resto.

Il lavoro signori, il lavoro. Questo è l’unico paese dove il governo continua a vincere nonostante le politiche sociali non esistano e il lavoro latiti, e l’opposizione da quanto è politicamente e strategicamente imbarazzante non riesce a vincere. No perchè viene da chiedersi che cosa farebbero mai gli italiani se Berlusconi facesse qualcosa di positivo per il paese, visto che lo continuano a votare a prescindere da lodi alfano, censure, incontri con minorenni, mafia, corruzione, falsi in bilancio e via di seguito, cosa farebbero imperatore del Sacro Romano Impero.

La rabbia è tanta amici miei e lo sconforto pure, ma la lotta deve proseguire. La lotta deve andare avanti per far tornare a votare quel 36% di astensionismo, dico 36% mica briciole, che chiaramente non vuole votare berlusconi ma non vuole votare nemmeno questo centro sinistra. Capire che i risultati della lista dei grillini vogliono dire qualcosa di importante, vogliono dire che la gente ha bisogno di risposte semplici, oneste e cerchino di risolvere i problemi. Ma questo deve avvenire con facce nuove, volti nuovi, non più quelli che sono stati corrotti dal sitema, non più quelli che quando non sanno cosa dire tirano fuori le riforme e la bicamerale… ecco bravi compratevela una bicamerale e andateci a stare.

Allora io veramente invito chi ha la tessera del Pd di smettere di battere le mani ai vostri dirigenti e di indicargli la via… a senso unico sola andata.

LUCA PUGLISI



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