Andiamo a votare!

Ci siamo, i giochi sono aperti e i seggi pure. Questo non è un invito a votare questo o quel partito, uno o l’altro movimento. Questo è un invito ad andare a votare e basta. Se siete stanchi di come va l’Italia, la vostra Regione o il vostro comune, cominciate a prendervi almeno la responsabilità di far valere quell’unico diritto che ancora ci è rimasto: il voto! Prendete la vostra bicicletta, l’ autobus o il motorino – le auto no che inquinano e spendete benzina per nulla – e andate al seggio assegnatovi.

Entrate, ritirate la vostra scheda, e mettete la X su quel simbolo che più vi rassicura, e se avete una preferenza su qualcuno all’interno della lista dei consiglieri, scriveteci il nome. Non badate ai giochi di partito. Non pensate a mettere una croce su qualcuno che non vi piace, ma che, in un modo o nell’altro, vi può “aiutare” con qualche spintarella.

Quello non è un voto democratico, è voto di scambio: e il voto di scambio lo fa la ‘Ndrangheta, Cosa Nostra, la Camorra. Segnate chi veramente rappresenta quello che voi considerate più importante per far cambiare le cose. Se invece credete che nulla debba cambiare, perchè vi piace la vostra città, riconfermate il vostro sindaco. E ancora, se nessuno lo ritenete degno del vostro voto, prendete spunto da quel genio di Indro Montanelli: “turatevi il naso” e, in questo caso, segnate il meno peggio. È una bassezza, uno svilimento; è un voto depresso, che può quasi risultare inutile. Ma se non si comincia a far girare le cose anche di pochi gradi, rimarremo sempre a testa in giù.

Chi vi scrive, lo ammetto, ha sostenuto, l’anno scorso, l’inutilità del proprio voto per l’incapacità dei candidati. Ebbene, mai ragionamento fu più sbagliato; e quindi proprio da questa consapevolezza vi vorrei scortare ai seggi uno per uno. Per farvi capire che l’astensione è il male peggiore. Perchè è risaputo che la maggior parte degli astenuti sono proprio i più consapevoli. Sono coloro che si informano su come vanno le cose e che, schifati da quel marciume politico residente nei palazzi, esprimono la loro indignazione col non-voto. Pensate con la vostra testa e riflettete: ne vale davvero la pena non andare a votare e poi continuare a lamentarsi per come vanno male le cose? È intelligente indignarsi per ciò che accade e poi non esporsi in prima persona, anche solo dietro una tenda con una matitina in mano? La consapevolezza delle vostre/nostre azioni.

Andate a votare. È un vostro dovere…. ed un vostro DIRITTO!
p.s. Non rubate le matitine!

GIAMPAOLO ROSSI
giampross (at) katamail.com

Segui Wilditaly.net anche su:

Facebook

Twitter

Youtube

Google+

Friendfeed



About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo. giampross@katamail.com


'Andiamo a votare!' have 1 comment

  1. May 17, 2011 @ 1:16 pm silvana

    Pienamente d’accordo! ma non è che per caso hai letto “odio gli indifferenti” di un certo Antonio Gramsci, scritto poco tempo fa, nel 1917…
    Ciao, Silvana


Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.