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Appello ai gay in Cecenia: scappate dal vostro paese

“Ciò che è accaduto può ritornare”, cosi scriveva Primo Levi di cui ricorre quest’anno il trentennale della sua morte. Oggi la storia si ripete e lo sterminio sembra riapparire tragicamente sul territorio europeo.

Testimonianze orribili provengono dalla Cecenia, repubblica della Federazione Russa. Secondo Novaja Gazeta, periodico russo indipendente, ad Argun, a circa 15 km dalla capitale Grozny, sarebbe presente un campo di concentramento per persone omosessuali. Altre fonti provenienti da ILGA (la più importante associazione europea LGBT – lesbiche, gay, bisex e trans) e dalla Rete LGBT Russa denunciano torture atroci verso i “deportati”. Elettettroshock, percosse, umiliazioni e torture che portano alla morte sono state raccontate da alcuni sopravvissuti.

30-40 persone nella stessa camera e storie orripilanti che oggi arrivano alla cronaca. Uno scenario che sembrava scomparso con la caduta del nazismo e che invece il governo ceceno sta ricostruendo segretamente. Il leader-dittatore della Cecenia risponde infatti che è impossibile, visto che nel suo paese i gay non esistono.

Durante il nazismo oltre centomila omosessuali furono  sterminati nei campi di concentramento e, a differenza di altre categorie che avevano vissuto l’olocausto, in tanti paesi le discriminazioni sono continuate anche dopo la caduta del nazifascismo.

Un destino mal concluso che oggi ci porta a quello che sta succedendo in Cecenia. Ma stavolta il tempo è cambiato e noi non possiamo rimanere a guardare. Noi che “viviamo nelle nostre tiepide case”, che tornando a casa “troviamo cibo caldo e visi amici” stavolta non possiamo restare silenti. E’ dovere nostro di agire immediatamente e offrire in Italia e nell’Unione Europea dei diritti subito rifugio politico ai Ceceni omosessuali e transessuali, cosi come avviene per i siriani che scappano dal proprio paese.

In Cecenia le persone gay, lesbiche, bisex e trans sono più di centomila. Apriamo le porte e prepariamoci ad accogliere chi non può restare in un paese dove sta tornando l’orrore del totalitarismo più becero e meschino.

Quei Ceceni uccisi e torturati nei campi di concentramento siamo noi qualche decennio fa. Quei Ceceni sono la nostra storia che non può e non deve ripetersi. Apriamo le nostre porte. Adesso.


About

Originario di Campobasso, vive attualmente a Roma. Politologo, specializzato in Unione Europea, è cronista di Wild Italy sin dalla sua fondazione e da ottobre 2014 passa alla sezione blogger. Presidente Arcigay Roma. BLOGGER DI WILD ITALY


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