Aremol, l’avvocato e la parcella milionaria

Può un avvocato essere pagato più di 2 milioni di euro per un ricorso amministrativo e per scrivere una memoria difensiva? In alcuni casi sì, come all’Aremol per esempio.

LA STORIA DELL’AZIENDA.  L’Aremol (agenzia regionale per la mobilità), è una società della Regione Lazio nata il 26 marzo 2003 per fornire alla stessa Regione un “supporto tecnico-operativo nella programmazione e pianificazione del trasporto locale pubblico e privato”.

“Con la legge regionale numero 26 del 2006”, ci racconta Valentina Corrado, consigliera regionale del Lazio per il Movimento 5 Stelle e Presidente del Comitato regionale di controllo contabile, “l’Aremol diventa ufficialmente Agenzia della Regione . Due anni dopo, con la legge regionale numero 1 del 2008, verrà invece trasformata in Ente dipendente”.

“L’articolo 55 dello Statuto regionale – continua la consigliera – stabilisce che il personale degli Enti dipendenti è equiparato al personale regionale, fermo restando il rispetto dei contratti collettivi di lavoro dei vari settori. Si mettono quindi sullo stesso piano il personale degli enti e quello della regione e si consente ai primi di mantenere lo stipendio stabilito dall’ente, in molti casi diverso rispetto a quello del personale regionale”.

“Da aggiungere poi che così facendo – conclude la Corrado – il costo dei dipendenti degli enti rientra nel bilancio della Regione e si crea una disparità di trattamento tra persone che svolgono funzioni amministrative tecnico-specialistiche di competenza regionale che si ripropongono quindi come ‘duplicato’ del personale che lavora nelle direzioni regionali”.

Per ciò che riguarda i bilanci aziendali, in Rete non si trova traccia degli ultimi pubblicati. In compenso è singolare il giudizio che la Corte dei Conti dà il 29 novembre 2013, nella Relazione di accompagnamento alla decisione di parifica riguardante il Rendiconto generale del 2012, sulla materia degli enti regionali: “A tutt’oggi regna un’assoluta incertezza, anche da parte degli stessi organi regionali, sul numero e la natura degli enti che affiancano la Regione Lazio nell’assolvimento dei compiti istituzionali, come è testimoniato dalla documentazione trasmessa, risultata incompleta e spesso errata”.

MALLAMO E IL BANDO MISTERIOSO.  Nel gennaio 2006 Antonio Mallamo – ingegnere vicino al centrosinistra – entrò in Aremol come consigliere d’amministrazione, carica che lasciò nel giugno 2007 per essere nominato, Il 1° luglio, direttore generale dell’azienda.

In linea di massima sarebbe tutto nella norma. Come fece notare però in quegli anni più di un quotidiano, Mallamo fino al 7 febbraio 2007 lavorò e fece parte del cda della società It (Ingegneria dei trasporti srl), fondata nel 1993 per fornire consulenze e partecipare a progetti europei di ricerche sui trasporti.

Tale ruolo, quindi, Mallamo lo mantenne anche quando entrò nel cda di Aremol, nonostante la legge istitutiva dell’ente stabilisca, all’articolo 6, che: “non possono far parte del consiglio di amministrazione e del collegio dei revisori i direttori generali delle aziende e società che operano nel campo del trasporto pubblico”. Proprio il caso della It srl.

Il 3 luglio 2007 (tre giorni dopo la promozione di Mallamo) l’assessorato regionale alla Mobilità – organo che controlla, dirige e vigila sull’Aremol – aggiudica una gara con un importo di base d’asta di 830 mila euro (Iva esclusa), per la “redazione di uno studio tecnico-scientifico per la riorganizzazione, secondo principi di economicità ed efficienza, della rete e dei servizi di trasporto pubblico locale su gomma della Regione Lazio”.

L’azienda che vinse fu proprio la It srl, dalla quale Mallamo era uscito pochi mesi prima.

L’AVVOCATO E LA PARCELLA MILIONARIA. Arriviamo al compenso dell’avvocato. Durante la passata consiliatura, quella della giunta Polverini, fu presa la decisione di annullare l’appalto bandito per l’ammodernamento della ferrovia Roma-Viterbo.

Il 27 giugno 2011, il Comitato Viterbo Volere Volare citò in giudizio l’Aremol e la Regione Lazio davanti al Tar, chiedendo 716 milioni 123mila e 760 euro a mo’ di risarcimento. Pochi giorni dopo, il 4 luglio, Mallamo conferì mandato all’avvocato Francesco Marascio di farsi carico di rappresentare l’azienda.

Il primo settembre 2012 – come raccontò il quotidiano Il Tempo il 3 dicembre dell’anno scorso – a poche settimane dalle sue dimissioni, Mallamo decise con “scrittura privata” di rinegoziare il contratto stipulato con l’avvocato, prevedendo una parcella calcolata non più sulla base di un tariffario in euro ma di coefficienti da moltiplicare per la somma richiesta, facendo lievitare la somma da corrispondere a 2 milioni 324 mila 106 euro.

Nel consiglio di amministrazione del 30 settembre, il Collegio dei Revisori dei Conti sollevò perplessità sull’impatto che questo contratto avrebbe avuto su Aremol, sottolineando come il criterio di attribuzione del compenso fosse del tutto errato.

L’avvocato in quel periodo si difese dichiarando in una nota inviata al cda dell’azienda che il contenzioso che stavano portando avanti contro il Comitato, era: “infondato e inammissibile, con passività potenziale altamente remota” e che quindi non giustificava un onorario così alto.

A giustificare una discordanza evidente sui soldi corrisposti, c’è l’assegnazione a Marascio di un’altra causa: una donna che si è vista espropriare i propri beni per far spazio sempre all’ammodernamento della ferrovia Roma-Viterbo. In questo caso, la parcella prevista si attestò sugli 8mila e 715 euro.

Le perplessità sul primo incarico dell’avvocato vennero ribadite in seguito, il 23 ottobre 2012, in una nuova seduta del cda. A prendere la parola fu il consigliere d’amministrazione Monica Nassisi, la quale sottolineò i passaggi del nuovo contratto di Marascio e del fatto che la rinegoziazione non era mai arrivata sul tavolo del cda.

Contattata per avere dichiarazioni in merito, la Nassisi ha tenuto a precisare che: “quanto emerso sino adesso è la pura verità ed è tutto documentato e verbalizzato. Noi come Aremol, avendo preso visione di questa situazione, stiamo ancora cercando di conoscere l’attività effettivamente svolta dall’avvocato Marascio”.

L’UNIFICAZIONE CON COTRAL E ASTRAL.  Nell’ottobre 2013, il Presidente Zingaretti presentò una proposta di legge per unificare l’Aremol; Cotral Patrimonio, emanazione della Cotral spa (società regionale che gestisce il trasporto pubblico), amministrata sempre da Mallamo dal marzo 2008 al luglio 2009 e l’Astral (Azienda strade Lazio spa, gestisce 1500 chilometri di rete stradale regionale). L’intento a  tutt’oggi è quello di riunire, a quanto pare, due aziende nell’unica struttura di Astral, per creare un unico soggetto che gestisca tutti gli aspetti della mobilità nel Lazio.

Andando a vedere chi è l’attuale amministratore unico di Astral, si scopre un dato interessante: dal 19 giugno 2013, a capo dell’azienda è arrivato ancora lui, Mallamo. Quel che si dice una coincidenza?


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Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics – Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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