Arrestate Ciancimino

Ebbene lo devo ammettere. La figura di Massimo Ciancimino, ai miei occhi e non solo, sta cambiando di grandezza. Se fino a qualche tempo fa era quella del figlio pentito di un mafioso – e che passato dalla parte di padre voleva salvare il figlio dal destino che lo attendeva con un cognome del genere – oggi, grazie ad una rivelazione del Corriere della Sera del 18 dicembre scorso, rivela un suo lato “nascosto”, forse solo ai più, del figlio dell’ex sindaco mafioso.

Secondo il quotidiano di Via Solferino, infatti, Massimo Ciancimino avrebbe ancora una grande parte del tesoro nascosto del padre a Parigi. Le informazioni vengono date da alcune intercettazioni ambientali captate nello studio dell’imprenditore Gerolamo Strangi di Verona sospettato di essere vicino alla potente famiglio si ‘ndragheta Piromalli. Il colloquio, nel quale erano presenti solo Ciancimino Jr (fuggito di nascosto dalla sua scorta) e l’imprenditore, si incentra inizialmente su un passaggio di denaro contante, proveniente da Parigi del Ciancimino, e di assegni del veronese.

Foto: Giampaolo Rossi

Riportando quanto citato dal Corriere:
Ciancimino appare intenzionato a concludere lo scambio di contanti contro assegni: «Li porto in Italia i miei cento e poi li do a Paolo?…». E ancora: «Una volta che abbiamo messi questi cento, mi devi dare settanta di assegni, giusto?»
[…] (Ciancimino ndr) sostiene di avere molto contante in Francia, che deve far rientrare in Italia sotto altre forme: «Per me il contante è micidiale! Io faccio tutto con carta di credito… A me serve.. Perché girano le tue aziende, che poi riesci a farmele avere come consulenze… L’ ideale sarebbe creare una società all’ estero a cui io fatturo consulenza tipo informatica, energie… cose varie… e loro mi pagano».
[…] Il denaro sta a Parigi, i due discutevano di come farli rientrare. Un intermediario, tale Paolo, sarebbe dovuto andare a Parigi e portare il denaro in macchina fino in Calabria, ma Ciancimino è perplesso: «Ti fidi a fare tutto questo percorso in macchina con i soldi? Io non ho problemi, che sono con scorte e tutto, passo ovunque…». Da quel che dice il figlio di «don Vito», quei contanti da riconvertire in altre forme sembrano derivare dalla vendita della società Gas Natural, vicenda già passata al setaccio nel processo in cui è stato condannato: «Questi sette (presumibilmente milioni di euro, ndr) miei in nero, alcuni li ho spesi e poi sono rimasti…». In tutto sarebbero cinque milioni: «Io ce ne ho un pacco ancora da cinque che è sottovuoto… la banca me li dà sottovuoto cinque milioni…». E in un altro passaggio Ciancimino jr si lamenta: «Stanno là a fare la muffa!».

Ma la cosa, oltre a ricadere sul suo processo per riciclaggio, sembra versare anche in un lato molto più drammatico. Il figlio di Don Vito – dopo aver sentito le preoccupazioni dello Stangi sul fatto che gli stanno sul collo per la vicenda della ‘ndragheta – si vanta di poter accedere alla banca dati per le procedure in corso: «Io me la vado a vedere nel registro… C’ è la convergenza nazionale dei dati… e ti stampano tutto, quelle in corso e tutto… Se gli digito un nome mi dice se c’ è l’ iscrizione in un’ indagine, anche dei vigili urbani. È la banca dati del Ministero… della Dda, dell’ antimafia, ce li ha tutti i dati, pure se hai perso il passaporto… Se ti serve saperlo io… quando ho un attimo guardo…».

E allora il mio appello va ai Pm che lo ritengono attendibile: arrestate Massimo Ciancimino e indagate sul queste ultime affermazioni. Se solo fosse vero che può accedere così facilmente alla Banca dati del Ministero, vorrebbe dire che la Procura di Palermo ha dei buchi immensi e che, per ovvie ragioni di sensibilità, deve essere sottoposta a controlli più che serrati. Le informazioni che possono uscire sono sensibilissime, prchè potrebbero riguardare personaggi molto noti e che potrebbero indurre alla corruzione di Ciancimino e che potrebbero dirigere solo in un verso le sue dichiarazioni di teste “superspeciale”.

GIAMPAOLO ROSSI
giampross@katamail.com


About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo.
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