Arrestatelo

Julian Assange deve essere arrestato. Non per l’accusa fittizia di stupro confezionata ad arte da CIA e dintorni.

Ciò che Assange compie con la pubblicazione di questa enorme mole di documenti secretati, è un attacco alla sicurezza delle relazioni internazionali, quindi degli stati che queste relazioni gestiscono.

I dispacci di ambasciata in cui un capo di stato viene definito “macho” o “incapace” o “eccentrico” hanno un enorme interesse a livello di gossip, ma nessuna influenza positiva sulla realtà. Semmai, la loro rivelazione fa saltare rapporti politici ed economici talvolta fondamentali per la sussistenza di una Nazione.

La sete di mistero e segreto di cui l’opinione pubblica ha sempre sofferto, porta a considerare l’operato di Assange come un dono del cielo. Ma le ripercussioni che questo gesto avrà saranno violente e tangibili nel corso del tempo.

Permettere che l’autore della pubblicazione possa restare impunito, giustifica logicamente un’eventuale emulazione. Ma se ora il danno è relativo, dato che le notizie svelate sono poco più che segreti di Pulcinella che tutti sapevano ma nessuno diceva, in un futuro si potrebbero pubblicare piani militari o strategie “sensibili”, in grado di influenzare e far cadere governi o in casi estremi portare alla guerra.

Non si deve presupporre che lo Stato sia un nemico da destabilizzare in ogni modo. La fiducia che il cittadino ripone nell’Istituzione dovrebbe essere totale e pura. Quando poi l’emanazione dello Stato è un Governo autoreferente e corrotto, non si cambia lo Stato, si cambia il Governo.

MARCELLO FADDA



'Arrestatelo' have 5 comments

  1. 2 dicembre 2010 @ 1:29 am valter carraro

    Sono d’accordo su due cose. 1) Sul considerare “fittizia” l’accusa mossa dalla CIA poichè è per paura di questa che Assange sparì più di 5 giorni fa. L’Interpol fa solo le veci legali di una Agenzia di Intellingence con cui nessuno vorrebbe aver a che fare.
    2) Lo Stato resta, è il governo autoreferente e corrotto che deve andarsene.
    Per il resto mi pare che tu non abbia guardato il sito e l’immane lavoro aperto a chiunque, senza registrazioni di sorta e poi scrivi a favore dell’arresto di una persona senza averne capito lo spirito che lo anima. Che non è quello dello destabilizzatore a tutti i costi. Riscriverai sulla libertà di una persona che ha denunciato abusi e crimini di guerra? Senza entrare nel gossip, parola che mi pare cacciata dentro a forza. Wikileaks e Assange col gossip non hanno niente a che fare. Ed emularlo mi pare francamente molto difficile. Se poi si deve punire chi denuncia massacri, allora cosa bisogna fare a chi i massacri li esegue ?

  2. 2 dicembre 2010 @ 4:23 pm Marcello Fadda

    Per il resto, ti pare abbastanza male. Seguo Wikileaks da prima che molti di quelli che la pensano come te vedessero il ciuffo biondo di Assange. E’ un ottimo progetto e, infatti, non credo abbia potuto leggere qualcosa nel mio articolo che andasse contro Wikileaks.
    “scrivi a favore dell’arresto di una persona senza averne capito lo spirito che lo anima”. Bush voleva portare la Democrazia in Iraq, ne conoscevo le ragioni e non ho approvato comunque. Il fatto di condividere il movente non presuppone 1) la giustificazione del fatto 2) la veridicità del movente stesso.
    “non è quello dello destabilizzatore a tutti i costi” posso prenderlo per buono, ma il fine allora qual’è?
    Non riscriverò sulla libertà di chi ha denunciato un crimine di guerra, anche perchè questo paragone mi sembra attaccato con lo sputo. Uno che denuncia può essere testimone diretto o indiretto di una situazione. Assange ha pubblicato di getto una mole di documenti che gli sono stati passati e di cui, in larga misura, ha ammesso lui stesso di ignorarne il contenuto.
    Se la parola “gossip” ti sembra cacciata “a forza” potresti rileggere il paragrafo e provare a capire il significato della frase. Non ho detto che si tratta di gossip, ma che i dispacci di ambasciata hanno un grande interesse a livello di gossip, non che lo sono. Conosco bene il significato dei termini e non mi piace usarli a sproposito. Se poi chi legge ciò che scrivo non capisce le frasi e”si punta” su un termine solo, non è mia la colpa, a meno che non si trovi un brano nell’articolo in cui si legge che Wikileaks e Assange fanno gossip. “emularlo mi pare francamente molto difficile”, a te. Non a chi vive in mezzo a queste vicende e conosce segreti e sa come averli o usarli.
    “Se poi si deve punire chi denuncia massacri, allora cosa bisogna fare a chi i massacri li esegue ?” Anche qui preciso due cosette; Cioè, Assange non ha denunciato un massacro o un genocidio o azioni di guerra vergognose. Ha preso qualche milione di documenti, passati chissà da chi, e li ha pubblicati in rete. Documenti secretati da un governo su argomenti tecnici che alla popolazione media come te e me non cambiano niente. Vivi meglio sapendo delle iniezioni di Botox di Gheddafi?
    Per finire, un articolo ha un significato generale creato da molteplici presupposti. Scindere ogni elemento e prendere solo uelli che ci interessano o che capiamo, non permette di cogliere questo senso generale. Se invece di impuntarsi sul Gossip si fosse approfondito il resto, le metà delle obiezioni non sarebbe stata necessaria. Chi crea questi massacri va punito, come chi crea le condizioni perchè questi massacri avvengano.

  3. 2 dicembre 2010 @ 7:39 pm Giampaolo Rossi

    Devo dare ragione a Marcello in merito al fatto che l’articolo che ha scritto, benché mi trovi in disaccordo, vada letto con sapienza e profondità… Quelle che lui pone sono problematiche non indifferenti e che, senza dubbio, vanno prese in considerazione.

    Per il resto sta a noi decidere cosa ci interessa di più e cosa riteniamo più o meno probabile dal punto di vista consegueziale (esiste questa parola?!)…

  4. 6 dicembre 2010 @ 10:12 pm Davide Maccagnan

    Sono d’accordo dell’esistenza della problematica, ma non sono per nulla d’accordo che sia una Colpa, tanto meno un reato che debba essere affibiato add Assange.
    Credo che non dovrebbero esistere segreti di stato, reputo errato di per se stesso il principio che esistano, poichè la sorte della nazione deve essere a deciderla in una democrazia la nazione stessa, e non pochi eletti, che la sorte sia nel bene o nel male.

  5. 8 dicembre 2010 @ 11:43 am Giampaolo Rossi

    Beh Davide, se posso permettermi di replicare, la faccenda è molto più complessa di come la poni tu… Il segreto di stato è uno strumento che, se non fosse abusato, sarebbe totalmente rispettabile, in maniera particolare sugli argomenti di guerra – checchè ne dicano siamo in guerra e non in “missione di pace” – che, se noti a tutti, e quindi al “nemico” può essere molto ma molto pericoloso…

    Ma come dicevo il problema è l’abuso che se ne fa, come il trasformare i lavori di ristrutturazione di villa Certosa in segreto di stato o porlo su argomenti che, al contrario dovrebbero godere di piena luce come il caso Pollari-Pompa…


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