Arrivato in Senato, il ddl sul processo breve. Immediate le reazioni da parte dell’opposizione e dall’Anm

E’ incredibile non faccio in tempo a denunciare una “cappellata” del Governo, che quest’ultimo ne tira fuori un’altra: ieri è stato presentato al Senato, il ddl sul processo breve.

Uno dirà: ottimo, fanno una legge per risolvere questo problema….magari fosse così….

Il ddl – scritto dal deputao/avvocato del Premier, Niccolò Ghedini – è stato presentato ieri dal gruppo Pdl del Senato (capeggiato da Gasparri) e dal gruppo della Lega Nord, si intitola: ”Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell’articolo 111 della costituzione e dell’articolo 6 della convenzione europea sui diritti dell’uomo” ed è composto di 3 articoli.

Il testo – se non ci saranno altre modifiche – è valido per i processi in corso di primo grado e stabilisce che, se sei incensurato, il procedimento deve durare in tutto 6 anni (2 per ogni grado di giudizio) altrimenti – se si supera questa soglia di “ragionevole durata”, se così si può dire –  si prescrive il tutto.

La soglia dei reati – coperti da questa legge – riguarda quelli puniti con pene inferiori ai 10 anni (abuso d’ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d’ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti; traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d’autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino).

Per fortuna la Lega è riuscita a togliere da questa lista, i reati di immigrazione, intepretando anche il pensiero del Presidente della Commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno (Pdl).

E’ chiaro che in tutto questo, Berlusconi non c’entra. Sarebbe da “brutti comunisti” dire che, fra i suoi processi pendenti, ci sono quelli riguardanti il caso Mills e il processo per i Diritti Mediaset, tutti e due al primo grado di giudizio (visto che sono ricominciati dal nastro di partenza, a causa del Lodo Alfano) e con due capi di imputazione inclusi nella lista dei reati che godono di questa prescrizione. Penso che ciò vi faccia dedurre che – questi due processi – sono già morti, poichè hanno superato i 6 anni previsti dal provvedimento che desiderano far approvare.

Le reazioni dei magistrati e dell’opposizione non si sono fatte attendere. L’Anm parla di <<una riforma con effetti devastanti sul funzionamento della giustizia penale in Italia. Gli unici processi che potranno essere portati a termine saranno quelli nei confronti dei recidivi e quelli relativi ai fatti indicati in un elenco di eccezioni, che pone forti dubbi di costituzionalità. E’ impensabile, infatti, che il processo per una truffa di milioni di euro nei confronti dell’imputato incensurato si estingua, mentre debba proseguire il processo per una truffa da pochi euro, commessa da una persona gia’ condannata, magari anni prima, per altro reato>>.

Il Presidente emerito della Consulta, Antonio Baldassarre (considerato vicino al centro-destra), parla di un provvedimento: <<Incostituzionale e imbarazzante. Sono desolato innanzitutto come cittadino. Il provvedimento viola il principio di uguaglianza soprattutto perchè si applica a reati gravissimi, come quelli di corruzione e concussione mentre tra quelli esclusi ce ne sono alcuni lievi. Non e’ una cosa seria,visto che stiamo parlando di leggi e non di regali>>.

Il Presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, ha sbattuto il testo del ddl sul muro della sala stampa e ha afferma: <<Il ddl non si applicherà per il furto aggravato. Così per il rom che ruba il processo rimarrà, mentre processi come Eternit, Thyssen, Cirio e Parmalat andranno al macero>>. Per il segretario dei democratici, Bersani: <<Questo ddl è inaccettabile, daremo battaglia. Se arriveremo alla scontro non sarà responsabilità dell’opposizione>>.

Di Pietro annuncia di voler dare vita ad una raccolta di firme, per indire un nuovo referendum contro la legge sul processo breve (made by Pdl), dichiarando: <<Il 5 dicembre con la manifestazione a piazza Navona annunceremo l’impegno a raccogliere le firme per un referendum contro una legge incostituzionale, immorale e contro gli interessi degli italiani. La legge proposta dice che dopo 2 anni il processo non si deve fare più. Per questo migliaia di processi, tra cui quelli sui maggiori scandali italiani da Parmalat ai bond argentini, andranno tutti estinti: è la più grande amnistia mascherata della storia>>.

MATTEO MARINI


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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