Artèfoto: festival internazionale di fotogiornalismo

Anche per quest’anno il panorama culturale del territorio marchigiano potrà godere di un fresco respiro: ritornano a breve le mostre “itineranti” della rassegna internazionale di giornalismo visivo ArtèFoto Festival.

L’evento, che vede la luce con la sua prima edizione nel 2008, nasce da un’idea dell’associazione culturale Angeliribelli Lab, in risposta al bisogno di conoscere la realtà in maniera più completa e con la minor quantità di filtri possibile, e riconosce col tempo l’affiancamento di icone del calibro di Francesco Zizola e Christian Poveda, ucciso due anni fa mentre realizzava un suo reportage.

Per il 2011, il festival si aggancia al World Report Award, primo premio italiano di fotogiornalismo, il cui vincitore con la sua mostra sarà ospite esclusivo dell’edizione di quest’anno.

Il suo nome è Fausto Podavini ed i suoi scatti sono stati scelti fra più di 250 reportage giunti da ogni parte del mondo e selezionati secondo un metodo piuttosto inconsueto: le foto, visionate da una laboriosa equipe, sono state votate senza conoscere il nome dei relativi autori, ma venendolo a scoprire solo ad elezioni fatte. Questo, a detta degli organizzatori, per ribadire l’indipendenza di tal genere di iniziative dai VIP del settore e dall’esigenza di prestigio che qualche volta anima, falsandole, le dinamiche con cui operano i grandi media.

Senso di indipendenza che si respira del resto anche nel constatare che il festival nasce come una proposta dal “basso”, nonché nella scelta dei temi da affrontare, sovente svincolati dalle informazioni più comunemente reperibili sul mainstream. Per l’appunto, la mostra di Podavini, chiamata «Mi Re l La», tratta il delicato (e spesso disdegnato) tema del morbo di Alzheimer.

In aggiunta a questo, sono previste videoproiezioni, incontri e aperitivi dove la formalità lascia il posto alla convivialità che, ponendo sullo stesso piano personaggi di spicco del fotogiornalismo e fotoamatori dilettanti o semplici cittadini curiosi, permette uno scambio di esperienze molto più intenso ed autentico, e reso ancor più piacevole dal fatto di poter vivere questi momenti immensi nella realtà di piccoli borghi della Media Vallesina.

E dove avrà luogo tutto questo? «A casa di Paolo» [n.d.a. Romani], fotografo d’arte e mecenate di fortuna del posto, che ha pensato bene di offrire agli organizzatori appunto la sua stessa dimora per l’occasione.

Una piccola provocazione, che è in realtà il segnale di aiuto lanciato nei riguardi delle istituzioni locali.

L’ArtèFoto Festival, infatti, ha risentito e continua a risentire pericolosamente della penuria di sponsorizzazioni e delle lungaggini burocratiche che hanno paralizzato un ente come il CIS, che pure fino alla scorsa edizione si era premurato di sbloccare dei fondi a sostegno dell’iniziativa e di mettere a disposizione le strutture ospitanti.

Da parte del CIS un silenzio apparentemente inspiegabile, tenendo peraltro conto del fatto che, nei periodi di attività, un festival di rilievo internazionale come quello in questione ha fatto riscontrare al turismo nelle zone interessate della Vallesina un feedback in proporzione ai finanziamenti concessi innegabilmente positivo, non soltanto dal punto di vista del coinvolgimento culturale e del gradimento generale, ma anche da quello più strettamente economico.

LUCIANO IZZO & LAURA SERENA PASCUCCI



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