Aspiranti idol: intervista a Utau Yume

Utau YumeDa qualche tempo a questa parte la globalizzazione è una realtà sempre più concreta. Essa si dirama in tutti i campi, compresi quelli artistici: dal disegno alla scrittura, passando anche per la musica.

Un fenomeno che da pochi anni si sta diffondendo, ma con sempre più intensità, è la passione per l’arte nipponica e asiatica in generale. J-pop, C-pop e K-pop sono solo alcuni dei nuovi generi musicali che fino a qualche tempo fa erano quasi completamente sconosciuti nella nostra penisola.

A tal proposito abbiamo intervistato Giulia Morelli, in arte Utau Yume, classe ’94, vincitrice del Romics Karaoke Award del 2014 e aspirante idol italiana. Giulia studia giapponese a Roma e, nonostante la sua giovane età, ha già una lunga serie di esibizioni alle spalle…

Quando hai cominciato a cantare?

Canto fin da quando sono piccola, ma che era quello che volevo fare nella vita l’ho capito a 14 anni. In precedenza avevo provato diversi sport ma non mi piaceva niente, così ho pensato di iscrivermi a una scuola di canto. Ed è stata la scelta giusta.

Tu canti in giapponese e in coreano, secondo uno stile un po’ “particolare”: come ti ci sei avvicinata e perché?

Ho iniziato a cantare in queste lingue a settembre scorso, ma prima di avvicinarmi al Giappone e all’Asia in generale seguivo il pop e il rock americano. Poi ho scoperto che il mondo giapponese e coreano racchiude tanti elementi che a me piacciono nel concetto di artista: gli artisti asiatici non puntano solo sulla voce o sulla bravura ma anche sull’immagine. Inoltre le idol giapponesi e coreane non sono solo cantanti, ma artiste complete e a me piacerebbe saper fare molte cose, anche se poi, nello specifico, vorrei fare la cantante.

E poi diventare una cantante al giorno d’oggi è forse l’aspirazione più complicata che esista. Ho pensato perciò di portare qualcosa di completamente nuovo in Italia.

Ti piace più il Jpop o il Kpop?Utau Yume

Un po’ di più il Kpop. Il Jpop ti deve piacere per forza anche perché è molto diverso dal nostro o dalla musica americana. Inoltre le idol giapponesi sono principalmente piccoline, carine, semplici; le idol coreane, invece, sono più donne, hanno uno stile più simile all’americano: più che innocenti cercano di essere sexy. C’è anche una differenza di età: una giapponese che vuole fare l’idol comincia a 14-15 anni e massimo a 25 è fuori. Ciò in teoria vale anche in Corea, però se qui riesci a entrare nel giro puoi anche durare di più. Inoltre le idol giapponesi non possono avere il ragazzo altrimenti vengono cacciate dal mondo dello spettacolo, in Corea ciò vale solo per i primi anni in cui si diventa idol.

Come cantante cosa fai in particolare, cover o canzoni tue?

Adesso faccio principalmente cover, ma anni fa ho scritto qualcosa a livello di testi (non scrivo musica). Pian piano vorrei fare qualcosa di mio.

Più di tutto faccio cover delle “GRL’S GENERATION”, che sono il mio gruppo preferito. Questo perché a livello di voce a me viene meglio i Kpop, in quanto le voci delle cantanti giapponesi, a parte essere modificate, sono molto più acute delle nostre. Io invece ho una voce molto profonda e diventa complicato per me imitare, magari per 20 minuti, un’intonazione non mia.

Di quale lavoro vai più fiera?

Bella domanda… Un evento che mi è piaciuto tanto è stata una serata in discoteca a Roma, la “Subbacultcha”. Era una cosplay night. E’ stato strano, era la prima volta in cui mi esibivo di sera, c’era tutta un’atmosfera particolare, sembrava un cUtau Yumeoncerto vero.

Poi sono fiera di aver vinto il “Romics Karaoke Award” nel 2014. Il premio era un viaggio in Giappone per esibirmi come rappresentante italiana alla gara mondiale, e lì ho vinto il premio speciale della giuria.

Progetti per il futuro?

Al livello di fiere ne ho diverse tra la fine di Maggio e l’inizio di Giugno: il “Festival del Nerd” a Foggia, l’”Etna Comics” a Catania e l’”Expo Orientale” a Roma. Progetti un po’ più lontani sono iniziare a scrivere musica mia, far uscire qualche singolo… Di idee ne ho tantissime ma purtroppo, al momento, mancano i mezzi.

 

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About

Studentessa di Editoria e Scrittura presso la Sapienza di Roma. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA.


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