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Attacco alla Rete: Decreto Romani

Scritto da Francesco Angeli il 30 - January - 2010 Letto 443 volte

Con la scusa di applicare una direttiva europea, il governo italiano sta tentando per l’ennesima volta di attaccare il web. Ovviamente stravolgendo i contenuti che vengono dalle norma comunitarie. E naturalmente per scalfire l’unico organo d’informazione rimasto libero. L’Unione Europea funge come al solito da scusa. Rete 4, che occupa abusivamente le frequenze televisive italiane, è, infatti, ancora lì, in barba alle direttive europee. Il Times ci ha invece paragonati alla Cina.

Sentiti i pareri delle Camere, a breve arriverà nelle mani del Governo la direttiva europea che afferma che le televisioni trasmesse via Internet e via satellite devono avere lo stesso trattamento giuridico delle trasmissioni in onda su analogico e digitale. Cosa giusta detta così. Prendendo la palla al balzo, però, la direttiva è stata gonfiata producendo il Decreto Romani. Sono inclusi, infatti, nei servizi mediatici, tutte le piattaforme con contenuto audio-visivo. Video-blog, siti come Youtube o qualsiasi altro sito-blog che accolga o pubblichi video anche prodotti da altri. L’effetto è quello di incatenare i bloggers (rimasti unici informatori liberi) obbligandoli ad avere lo stesso trattamento giuridico di un canale televisivo! Così da limitare l’effetto Internet che sta pian piano limando il potere di casta italiano tramite il lavoro continuo degli utenti di Facebook, che si sta dimostrando un grande mezzo d’informazione grazie alle “condivisioni”, di Youtube, dove non è possibile censurare facilmente, di Beppe Grillo, il “volgare” che però riceve milioni di visite rivelandosi il primo blog in lingua non inglese al mondo, e di tanti altri piccoli e grossi blogger. Bene, tutto questo potrà finire.

Inoltre, a questa porcata, si è aggiunto il rincaro dovuto all’Equo Compenso. Una genialata di Sandro Bondi. Con il 2010 sono stati aumentati i prezzi, per appunto “compensare” i titolari dei diritti audiovisivi (la SIAE), di QUALSIASI supporto che li possa utilizzare e riprodurre. Nell’elenco è inserito di tutto e di più: cellulari, computer (anche senza masterizzatore), pen drive, hard disk esterni, etc…

Per questo i blog ByoBlu ed EnzoDiFrenna hanno organizzato una manifestazione davanti all’ambasciata americana per chiedere aiuto al Presidente Obama e per far conoscere la verità italiana. Mr. President, help Internet in Italy!

FRANCESCO ANGELI

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