Au revoir Beauty Contest

Alla fine l’esecutivo ha deciso: l’asta per le frequenze televisive si farà. Questa conclusione è molto importante, poichè interrompe un circolo vizioso che da anni permetteva al duopolio “Raiset” di distruggere la concorrenza, attraverso l’auto-assegnazione delle frequenze televisive gratuitamente.

Prima di spiegare le importanti conseguenze a cui porterà questa scelta, analizziamo le origini di questo decreto. Tutto cominciò nel corso dell’ultimo governo Berlusconi: il ministro Paolo Romani decise che le frequenze non dovevano essere messe all’asta, ma distribuite gratuitamente tra gli operatori più adatti (guarda caso tra essi spiccava Mediaset). Con l’avvento del governo tecnico iniziarono le proteste degli altri partiti (sopratutto l’Idv e la Lega Nord), che puntavano all’abolizione del Beauty Contest, in favore di un’asta democratica. Dopo mesi di lotte finalmente si è giunti ad un epilogo positivo.

Le conseguenze di questo epilogo sono prima di tutto economiche: lo Stato guadagnerà fino a 1,2 Miliardi di Euro da quest’operazione. Inoltre finalmente anche le emittenti più giovani (come La7 e Cielo), potranno concorrere lealmente nell’acquisto di queste frequenze, portando una ventata di novità nella “mummificazione” della televisione italiana.

Infine è opportuno riconoscere la prima manovra positiva compiuta da questo governo. Quanti mesi dovremo aspettare per vedere le prossime?

MATTEO ROSELLI

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