Babylon Berlin 3, l’atteso ritorno nella Germania degli anni venti

Il tramonto della Repubblica di Weimar nella terza stagione di Babylon Berlin

 

A distanza di tre anni dalla seconda stagione, tornano le vicende del Commissario Gereon Rath e dell’assistente Charlotte Ritter della polizia di Berlino in Babylon Berlin (2017 – in onda), uno dei fiori all’occhiello delle serie Sky Originals. La serie ideata da Henk Handloegten, Achim von Borries e Tom Tykwer (Lola Corre, Drei, Cloud Atlas), con protagonisti Volker Bruch e Liv Lisa Fries, è l’adattamento dei romanzi di Volker Kutscher Il pesce bagnato (2010), Babylon-Berlin (2017), La morte non fa rumore (2018), quest’ultimo alla base degli eventi della terza stagione.

C’era grande attesa a proposito del ritorno sul piccolo schermo di Babylon Berlin, capace di conquistare critica e pubblico grazie a un racconto fortemente derivativo e incalzante, un neo-noir che riporta in scena gli anni d’oro (e il declino) della Repubblica di Weimar sul finire degli anni Venti tedeschi.

Sinossi

babylon berlin 3 recensione wild italyGereon Rath (Volker Bruch), ispettore capo della squadra omicidi è un uomo serio, dedito al lavoro, con delle sfaccettature imprevedibili e un’inaspettata passione per il ballo. Charlotte Ritter (Liv Lisa Fries) viene da una famiglia proletaria, è determinata e coraggiosa, disposta a tutto per raggiungere i propri obiettivi.

Nel 1929 Berlino è una città in costante cambiamento, in pieno fermento. La Repubblica di Weimar si sta indebolendo sotto il peso dell’inflazione e la speculazione. La vita della città è divisa in due: da una parte la povertà dilagante, la fame, la paura; dall’altra lo sfarzo, le feste, il sesso, il lusso. La cultura si evolve, la creatività esplode sullo sfondo grigio della città e vengono prodotti per la prima volta film sonori.

Uno fra questi vede come protagonista Betty Winter, che viene tragicamente uccisa a causa della caduta di uno dei riflettori di scena. Ad investigare sarà proprio Gereon Rath, con l’aiuto di Charlotte. Dietro quello che poteva sembrare un semplice incidente si inizia a intravedere qualcosa di molto più grande, pericoloso, sporco. E quello di Betty non sarà l’unico caso su cui indagare.

 

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1929 – Babylon Berlin Alexanderplatz

Paragone sicuramente azzardato specie considerando la caratura artistica e il peso specifico di Berlin Alexanderplatz (1980) di Rainer Wainer Fassbinder nella storia del cinema – suo capolavoro nonché manifesto della poetica del cineasta tedesco. Eppure in comune c’è il 1929, anno di profonda trasformazione per la storia della Germania e del mondo intero. È l’anno della crisi economica mondiale, che raggiunse la Berlino sullo sfondo di Babylon e Alexanderplatz – seppur raccontato in modi diametralmente opposti – che provocò 664 e 450.000 disoccupati; del Maggio di sangue negli scontri tra le SA (Sturmabteilung) e l’RFB (Lega dei combattenti del Fronte Rosso) con un bollettino di 30 morti, 200 feriti e 1.200 arresti.

È l’anno soprattutto del Martedì Nero, di cui si ha il sentore già nelle prime puntate della terza stagione di Babylon Berlin, con cui si realizza un affresco storico-sociale non indifferente posto sullo sfondo di un solido intreccio narrativo. L’evento alla base dell’indagine di questa terza stagione, permette infatti di mostrarci anche un interessante momento meta-cinematografico, per un cinema tedesco che in quel periodo era al massimo splendore del suo Espressionismo tra Aurora (1927) di Friedrich Wilhelm Murnau, e Metropolis (1927) di Fritz Lang.

Una serie imperdibile

Grande merito di Babylon Berlin è quello di portare in scena personaggi unici, in un misto di luci e ombre, debolezze e virtù mascherate da profonda umanità. Dall’essere “ligio al dovere” del Commissario Rath di Bruch, al bisogno di emancipazione della Ritter della Fries – sopracitati – sino all’industriale psicopatico Alfred Nyssen (Lars Eidinger) e al machiavellico (e sorprendente) Walter Weintraub (Ronald Zehrfeld).

Un racconto stratificato fortemente derivativo – con tanto di omaggio a The Master (2012) di Paul Thomas Anderson – con cui mostrarci tutte le anime di una fremente Berlino dal punto di vista dei poliziotti e criminali, buoni e cattivi, un po’ come la Baltimora di David Simon in The Wire (2002-2008).

La terza stagione di Babylon Berlin riesce, così, nell’intento di intrattenere e coinvolgere, grazie a un racconto dal ritmo teso e a una scenografia meticolosa; conquistando così, non soltanto lo spettatore affezionato che aspettava questo giorno da tre anni, ma anche quello casuale da “zapping annoiato”, per un ciclo di episodi da 12 puntate – 4 in più di quella precedente – da scoprire tutti d’un fiato.

 

Babylon Berlin 3, approderà sugli schermi televisivi italiani a partire dal 1 aprile 2020 grazie a Sky Italia.

 

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Fonte immagini: Sky.it

Francesco Fabio Parrino

Nato in Sicilia da madre umana e padre probabilmente alieno, ha un blaster sul comodino e uno zaino protonico dentro l’armadio. Malato cronico di Cinefilia dal 1989, dopo aver passato una vita a studiare i Classici Greci e Latini prima, la Letteratura Russa Ottocentesca poi, e per ultimi i Social-Media e le teorie sociologiche di Marshall McLuhan e Erving Goffman, si trasferisce a Roma per poter finalmente realizzare il suo sogno: vivere di cinema, diventare sceneggiatore e costruire il suo personale Millennium Falcon. COLLABORATORE SEZIONE CINEMA

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