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Balle spaziali 2 – la solita Repubblica delle banane

Scritto da Matteo il 6 - October - 2009 Letto 477 volte

Nel mio precedente articolo, vi dissi che vi avrei sottoposto solo un assaggio delle “balle spaziali” più famose che il nostro attuale Governo e la casta politica in generale, ci ha propinato e continua a propinarci, però mi sono dovuto ricredere, poichè dopo altre ricerche e dopo gli ultimi eventi che si sono susseguiti, ho a mia disposizione altro materiale che è giusto e doveroso sottoporvi.

Scudo fiscale

Su questo argomento, anche l’opposizione ha fatto la sua parte. Come ha scritto Giorgio Mantoan nell’articolo riguardante questo tema, il PD - che durante il voto sulla pregiudiziale di costituzionalità dello scudo – è entrato a Montecitorio con 59 deputati in meno, poteva sicuramente ribaltare l’esito della votazione. Stessa cosa per l’UDC, che schiera 29 onorevoli su 37 e l’IDV che ha mandato due deputati dal dottore.

Fra i grandi assenti del partito guidato da Franceschini, troviamo…..lo stesso Franceschini! Insieme a lui troviamo un altra personalità di spicco: Pierluigi Bersani, candidato alla segreteria, insieme a Dario. E a questo punto mi domando e dico: ma perchè, se sono stati proprio loro a “girarsi dall’altra parte” facendo passare lo scudo fiscale, adesso dicono che il suddetto scudo è un abonimio, un orrore costituzionale. Primo fra tutti Bersani, che afferma sul suo sito internet, che: <<lo scudo è un regalo ai poteri forti>>…. a questo punto ti verrebbe da chiederti: ma pensi che io sia scemo? Pensi che abbia – come si suole dire – scritto in fronte “gioconda”?

Un’altra persona che veramente ha una vena comica innata è – dopo il Presidente del Consiglio – sicuramente il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Penso che ve lo ricordiate tutti, quando il buon Giulio affermava: <<combatteremo i paradisi fiscali legali>> mai battuta fu più spiritosa.                                                                                                                              Forse il commercialista di Berlusconi si scorda che fu proprio lui – nel 2001 - a varare lo scudo fiscale (riproposto anche in questa legislatura) che consentiva agli esportatori di capitali e alle grandi organizzazioni criminali di rimpatriare i loro miliardi dai paradisi fiscali, in forma anonima e pagando il 2,5 per cento allo Stato (mentre dai primi di ottobre è il 5 per cento). E’ proprio un comico….

Il “contratto con gli italiani”

Ve lo ricordate il famoso “contratto con gli italiani” firmato da Berlusconi nello studio di Vespa l’8 maggio 2001. Nel suddetto contratto, l’allora candidato Premier fissava cinqie punti fondamentali, da portare a compimento una volta eletto. Per chi non li rammentasse:

1) Abbattimento della pressione fiscale – con l’esenzione totale dei redditi fino a 22 milioni di lire annui; – con la riduzione al 23 per cento dell’aliquota per i redditi fino a 200 milioni; – con la riduzione al 33 per cento dell’aliquota per i redditi sopra i 200 milioni; – con l’abolizione della tassa di successione e della tassa sulle donazioni.

2) Attuazione del “piano per la difesa dei cittadini e per la prevenzione dei crimini” che prevede tra l’altro l’introduzione dell’istituto del “poliziotto, carabiniere o vigile di quartiere” nelle città, con il risultato di una forte riduzione del numero dei reati rispetto agli attuali 3 milioni.

3) Innalzamento delle pensioni minime ad almeno un milione di lire al mese.

4) Dimezzamento dell’attuale tasso di disoccupazione con la creazione di almeno un milione e mezzo di nuovi posti di lavoro.

5) Apertura dei cantieri per almeno il 40 per cento degli investimenti previsti dal “Piano decennale per le Grandi Opere” considerate di emergenza e comprendente strade, autostrade, metropolitane, ferrovie, reti idriche e opere idro-geologiche pe rla difesa delle alluvioni.

Nel caso in cui al termine dei cinque anni di governo almeno quattro su cinque di questi traguardi non fossero stati raggiunti, Silvio Berlusconi si impegna formalmente a non ripresentare la propria candidatura alle successive elezioni politiche.

Non è che dice: << se non rispetterò almeno il 50% o il 60%>> dice proprio <<se almeno quattro su cinque di questi impegni…>>.

A questo proposito, alla fine del mandato del Cavaliere, giornali come il “Sole-24 ore” “La Repubblica” e “l’Unità” pubblicarono lunghi e dettagliati inserti dove – dati alla mano – dimostravano che neanche uno dei quattro impegni era stato raggiunto:

1) Le aliquote fiscali restavano quattro e la più alta era del 43% (invece che del 33%);

2) I reati non solo non si erano ridotti, ma erano addirittura cresciuti (Nel 2004 i delitti denunciati dalle forze dell’ordine all’autorità giudiziaria sono stati 2.417.716. La stessa “voce” nel 2001 aveva registrato un valore inferiore: 2.163.826);

3) Le pensioni minime non erano erano aumentate per tutti coloro che ne avevano diritto ( vennero portate a 516 euro mensili e riguardavano una platea di 1,8 milioni di anziani. Secondo gli ultimi dati Inps disponibili - risalenti al 2004 – però, oltre 5 milioni di trattamenti restano al di sotto di questa soglia);

4) La disoccupazione non si era dimezzata, poichè era passata dal 9,9% al 7,1% ;

5) La percentuale di opere avviate, arriva a malapena al 21,4%, invece del 40% promesso da Berlusconi.

L’unica cosa che mi verrebbe da dire - leggendo ciò che scrisse Marco Travaglio – è : <<si dice che la storia è maestra, ma nessuno impara mai niente>>.

Perché mi ostino a raccontarvi questi fatti? Forse perché io credo che il giornalismo – citando Horacio Verbitsky – è <<diffondere ciò che qualcuno non vuole che si sappia; il resto è propaganda. Il suo compito è additare ciò che è nascosto, dare testimonianza e, pertanto, essere molesto>>.

P.S.: l’articolo è molto corto, perchè è complementare al primo.

MATTEO MARINI

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