Balotelli 2.0: a Nizza può rinascere davvero?

Sei gol in sei presenze tra Ligue 1 ed Europa League, questo il bilancio niente male di Mario Balotelli al Nizza in un mese. L’attaccante sembra rinato, ed ora molti si chiedono se poteva far comodo in Serie A; soprattutto se può far parte della nazionale di Ventura, colma già di attaccanti di tutti i tipi ma priva di “giocatori mediatici”.

Risorto dalle ceneri.Balotelli

D’accordo è presto per dirlo, ma il Balotelli visto a Nizza sino ad ora sembra davvero quello visto al City e, in parte, al Milan. Forse anche più forte. Gol di testa, su rigore, e destro a giro da 25 metri: Balotelli ha già mostrato tutto il suo repertorio nel campionato francese, ed è diventato già un nuovo beniamino dei sostenitori del Nizza, che gli hanno dedicato subito un coro.

E’ forse presto per dirlo, visto che è passato solo un mese dal suo arrivo in Costa Azzurra, ma è sotto gli occhi di tutti il modo “normale” e professionale con cui l’ex attaccante dell’Inter ha approcciato alla sua nuova ed ennesima avventura, un’altra opportunità che il calcio gli ha riservato. Con i suoi gol, e soprattutto con le sue prestazioni, sta trascinando i rossoneri, che con 20 punti totalizzati in 8 giornate, con ben 14 gol fatti e solo 5 subiti, comandano la classifica della Ligue 1, davanti a due grandi di Francia come Monaco e PSG.

Effetto “fuori moda”.

Sembra inusuale vedere Mario lontano dai riflettori, lontano dalle riviste di gossip e dai quotidiani inglesi. Siamo stati abituati, negli anni, alle tante “balotellate”, bravate che hanno marchiato la reputazione e in parte la carriera di uno dei più grandi talenti del calcio italiano degli ultimi anni, capace di trascinare fino alla finale di Euro 2012, persa contro la Spagna, la nazionale di Prandelli. Forse proprio Prandelli è stato l’unico allenatore che ha saputo valorizzarlo davvero.

L’essere lontano dalle cronache scandalistiche, è sì inusuale ma terapeutico per Balotelli, finito troppo spesso e troppe volte ingiustamente nell’occhio del ciclone. Il fatto che non si parli più di “calciatori della primavera colpiti da freccette”, e di “petardi fatti esplodere in casa”, di essere finito nel dimenticatoio del “calcio che conta”, ha forse spronato nell’inconscio un calciatore che, a soli 26 anni, era considerato già da molti sul crepuscolo. Essere “fuori moda” sta soltanto giovando all’attaccante nato a Palermo, chiamato alla sua ultima occasione di rilanciare una travagliata carriera fatta di alti e bassi. Ora, dopo aver fallito a Liverpool e al Milan lo scorso anno, non può più sbagliare.

Ambiente ideale.

Nizza l’ho scelta perché c’è il sole, volevo un posto tranquillo ma bello, dove è difficile svegliarsi con il piede sbagliato”. Ha così recentemente dichiarato Balotelli in un’intervista esclusiva a Sky, testimoniando come lo scegliere la compagine francese sia stata quella giusta, non soltanto a livello professionale.

L’ambiente di Nizza sembra perfetto per Mario; la squadra è composta da molti giovani che vogliono mettersi in mostra, vedi Koziello, Seri, e Plea, compagno di reparto di Mario, ma anche da giocatori esperti come Dante, difensore ex Bayern Monaco, e Belhanda, trequartista marocchino che ben conosce il calcio d’oltralpe. Il gruppo è affidato ad un allenatore esperto come Lucien Favre, tecnico svizzero che bene ha fatto nei suoi anni al Borussia Monchengladbach, e la proprietà cinese e americana è molto ambiziosa, poiché punta a portare in alto gli “Aquilotti” rossoneri.

Rimpianto italiano?Balotelli

Eppure in estate anche qualche squadra italiana aveva provato a prendere Balotelli. Si era parlato di interessamenti di Lazio, Chievo e Sassuolo, ma la squadra che veramente aveva provato a riportarlo nel Bel Paese era stata il Palermo di Zamparini, dovuto poi arrendersi di fronte allo spauracchio dell’ingaggio di 5 milioni che l’attaccante percepisce al Liverpool. L’impressione che si ha è che il calciatore avrebbe fatto più che comodo a molte compagini italiane, vista la bassa qualità tecnica che è ormai una costante nel nostro campionato.

Tuttavia, la scelta di rilanciarsi in un campionato straniero e non in Serie A sembra sia stata la scelta giusta. Qui in Italia Balotelli è conosciuto bene da quasi tutti gli addetti ai lavori, e ha alternato buone a pessime stagioni, finendo spesso sotto i riflettori dei media. L’essere conosciuto e mal visto dalla maggior parte dell’opinione pubblica, non avrebbe di sicuro giovato al calciatore.

Discorso diverso, invece, per quanto riguarda la Nazionale, dove in passato Mario ha fatto vedere buone cose. A maggio Bonucci aveva detto che l’Italia non aveva bisogno di “prime donne”, mentre Verratti ha recentemente dichiarato che uno come Balotelli servirebbe eccome. La cacciata di Pellè ha spalancato le porte ad un ritorno in nazionale. Mario, però, è stato chiaro: tornerebbe in azzurro solo al top della forma.

Non resta che aspettare la sentenza del campo, ma le premesse per un rilancio ci sono tutte. Mario Balotelli is back.

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Diplomato al "Liceo Scientifico Statale Louis Pasteur" di Roma, studia Scienze della Comunicazione a Roma Tre. Ama lo sport, in particolare il calcio, la musica e il cinema. E' redattore di News24Italy, occupandosi della sezione dedicata al calcio. COLLABORATORE SEZIONE SPORT


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