Banda larga: Si avvicina l’accordo tra le parti

Sono passati ormai 5 mesi dall’articolo che scrissi in vista del CES 2012 per sollecitare il governo e le parti economiche ad attuare un piano sulla banda larga in Italia, che attualmente copre soltanto il 13% della popolazione causando la perdita di 1,5% di Pil l’anno. 

Finalmente dopo mesi di silenzi sembra che si stia muovendo qualcosa: ieri il ministro Profumo intervistato da Repubblica ha promesso 2 miliardi per lo sviluppo della banda larga che, seguendo le direttive europee, deve raggiungere una copertura soddisfacente entro il 2013. Inoltre, sempre dal quotidiano fondato da Scalfari, apprendiamo che il CDP (cassa depositi e prestiti) è in trattativa con Telecom e Metroweb (società che gestisce la rete in fibra ottica più vasta d’Europa) per individuare i metodi con cui effettuare l’estensione della banda larga in tutta Italia.

La posizione di Telecom risulta più aperta rispetto al passato, ma ancora legata ad interessi personalistici: secondo il presidente Bernabè bisogna inizialmente portare la fibra alla centralina e poi successivamente nelle case dei residenti, causando non pochi disservizi agli utenti. Ed è per questo motivo che attualmente il CDP preferisce investire sulla proposta di Metroweb, in quanto l’obbiettivo di quest’ultima è portare la fibra fin da subito nelle case degli utenti che vivono in zone ad alta densità di popolazione, per poi estendersi alle altre.

Attualmente la banda larga potrebbe essere uno tra i progetti più pratici per uscire dalla crisi. Questo perché oltre al benessere del cittadino privato causerebbe sopratutto una riduzione di tempi e costi dei maggiori servizi che interessano il paese, come ad esempio la scuola, la sanità, la giustizia e la pubblica amministrazione, aumentando la velocità di ripresa della macchina statale e di conseguenza favorendo quella crescita che al momento stenta ad arrivare.

MATTEO ROSELLI 

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