Basta con l’indulto

Era il 2006, l’anno in cui fu approvato l’ultimo indulto. Tutti insieme appassionatamente, da Forza Italia all’arrembata che sosteneva il governo Prodi, (ad esclusione dell’Italia dei Valori, del Partito dei Comunisti Italiani e di Alleanza Nazionale e della Lega Nord) decisero di fare uno sconto di pena ai carcerati. Tre anni per tutti i reati commessi prima del 2006, a parte alcuni indulto-no-300x225gravissimi come la mafia, la strage o la schiavitù. A beneficiarne fu anche Cesare Previti, ex parlamentare di Forza Italia, guarda caso condannato proprio nel 2006.

Nel 1990 invece l’amnistia “salvava” Berlusconi sulle dichiarazioni relative all’appartenenza della loggia massonica P2.

Senza mettere in dubbio la nobiltà, sancita anche della Costituzione italiana, dell’indulto e dell’amnistia, dobbiamo però chiederci cosa sia cambiato da quel 2006.

Sostanzialmente niente. Non si è messo rimedio con la costruzione effettiva di nuove carceri. Quindi cosa accadrebbe con un nuovo indulto o con una nuova amnistia? Sarebbe l’ennesimo provvedimento tampone, che, tra qualche anno, sarà riproposto dal Napolitano di turno.

Senza neanche voler immaginare se la frode fiscale per cui è condannato Berlusconi sarà o no inclusa tra i reati indultati o amnistiati, sarebbe molto interessante ripensare il reato di immigrazione clandestina, la gestione dello straniero e la legge sull’equiparazione tra droghe leggere e pesanti. Entrambe assurde e entrambe riempi-carceri. E invece no, l’Italia razzista e bigotta ha bisogno di sentirsi protetta dai nomi di Bossi, Fini e Giovanardi, che prestano il nome alle leggi.

Basterebbe un piccolo atto di logica per svuotare le carceri. Basta parlare di indulto, basta parlare di amnistia. Non si risolvono così le emergenze.


About

Originario di Campobasso, vive attualmente a Roma. Politologo, specializzato in Unione Europea, è cronista di Wild Italy sin dalla sua fondazione e da ottobre 2014 passa alla sezione blogger. Presidente Arcigay Roma. BLOGGER DI WILD ITALY


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