Bastardi senza gloria

Si stanno per aprire le selezioni per il gruppo di fuoco che libererà il nostro Stato dalle piaghe politico-sociali che stanno portando lentamente l’Italia sull’orlo del collasso.

Questi impavidi dovranno vedersela con:

Governanti che difendono a spada tratta posizioni indifendibili sol perché sanno che nessun altro darebbe loro la possibilità di rappresentare in pubblico il popolo italiano (Capezzone Gasparri Cicchitto, Bonaiuti e Bondi per esempio).

Politici che fingono di essere l’opposizione al governo ladro, pur facendone parte e che, dopo essere riusciti a politicizzare una manifestazione nata come protesta di piazza per una libera informazione, urlano   e sbraitano di conflitto d’interessi solo quando sanno che di concreto non possono far nulla, al contrario di quando governano, in quel caso però risulta essere argomento superato; oppure si scandalizzano davanti all’approvazione dell’ultimo scudo fiscale salva ladri, salvo poi non presentarsi al momento della votazione che avrebbe potuto evitare la vergogna. Questa gente, sa che, se malauguratamente (per loro) questo governo dovesse cadere prima del loro congresso, verrebbero sorpresi con le braghe calate, senza segretario, senza programma, e senza elettori…

Orde di avvocati che difendono l’attuale Presidente del Consiglio in tutte le aule possibili e immaginabili, come in queste ore succede per il lodo Alfano, una Legge fatta per tutelare quattro persone in particolare, considerate al di sopra della Legge. Perché, al momento della discussione tre su quattro escono completamente dalla scena per far posto ai parlamentari scelti a difesa del provvedimento, appartenenti tutti alla squadra di avvocati del solo Premier? Mi chiedo, ma dopo i processi Mills e Mondadori, Schifani Fini e Napolitano (quando non dorme), si fidano? E se Egli è il solo “primus super pares”, gli altri devono considerarsi roba da preliminari di Champions o Europa League?

Plotoni di giornalisti più o..ancor di più asserviti, pagati con soldi dei contribuenti e non, tra i quali spicca chi si scopre privato cittadino in particolari momenti, in grado di esprimere le proprie opinioni in prima serata, riparandosi dietro i 51 voti su 101 che lo rendono direttore di un Tg pubblico.

Movimenti che inneggiano a discriminazioni razziali e considerano una colpa, anzi peggio, un reato l’essere nato in un paese diverso dall’Italia, che non riconoscono i dialetti di una parte dello stato nel quale vivono, ma vorrebbero imporre lo studio di quello indigeno delle loro terre nelle loro scuole.

La missione si presenta ardua ma, per assurdo, la cosa più difficile, non sarà affrontare il nemico nellà sua totalità, ma piuttosto, trovare la sala di un cinema tanto capiente….

VINCENZO PACILE’



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