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Batman v Superman: Dawn of Justice, scontro tra supereroi

Mercoledì 23 marzo arriverà nei cinema italiani, distribuito da Warner Bros. Pictures, il tanto atteso Batman v Superman: Dawn of Justice.

Il cinecomic è il secondo film sul nuovo ciclo dedicato all’ultimo figlio di Krypton ed il seguito di Man of Steel. Anche qui vediamo tornare Henry Cavill nei panni di Clark Batman v Superman Dawn of JusticeKent/Superman, Amy Adams è ancora Lois Lane, Lawrence Fishburne è Perry White e Diane Lane torna ad essere Martha Kent.

A loro si affiancano Ben Affleck che interpreta Bruce Wayne/Batman, Jeremy Irons nel ruolo del fedele maggiordomo Alfred, Gal Gadot per l’amazzone Wonder Woman e Jesse Eisenberg nei panni di Lex Luthor, il criminale più astuto del mondo e nemesi per antonomasia di Superman.

Sinossi

Dopo la battaglia con Zod che ha portato morte e distruzione a Metropolis, Superman è sotto accusa perché ritenuto una minaccia in quanto incapace di gestire i suoi poteri. Tra coloro che la pensano in questo modo vi è Bruce Wayne/Batman, il vigilante mascherato di Gotham City che decide di affrontare il kryptoniano per porre fine alla questione. Ma mentre i due supereroi si affrontano una nuova, improvvisa e temibile minaccia mette a repentaglio l’esistenza dell’umanità.

Scontro tra titani

Batman v Superman: Dawn of Justice vede tornare alla regia Zack Snyder e alla sceneggiatura David S. Goyer , cui si affianca Chris Terrio, ed è liberamente ispirato sia a Il ritorno del Cavaliere Oscuro, egregia miniserie a fumetti di Frank Miller facente parte dell’Extended Universe della Dc, sia alla saga che vede vede l’ultimo kryptoniano combattere contro il temibile Doomsday. Prendendo spunto dalle due saghe – fondamentali Batman v Superman Dawn of Justicenon solo per i personaggi ma per tutta la DC – i due sceneggiatori danno vita ad un film che si discosta molto da queste.

Da Il Ritorno del Cavaliere Oscuro l’unico elemento che viene ripreso è lo scontro tra Batman e Superman, ma i motivi dello scontro sono totalmente diversi rispetto alla serie a fumetti. Nell’opera di Miller luogo dell’azione è Gotham City dove un ormai 55enne Batman è tornato per fermare l’ondata di criminalità e Superman interviene per fermare l’amico di un tempo su ordine del Presidente degli Stati Uniti, poiché l’Uomo Pipistrello ha infranto l’accordo fatto anni prima tra Governo e supereroi. Nel film lo scontro avviene poiché è Batman che decide di affrontare Superman ritenendolo responsabile della morte di innocenti cittadini durante lo scontro con Zod.

Per quanto riguarda Superman, Goyer e Terrio oltre a modificarne le origini si limitano a portare sullo schermo solo parte della saga cui si ispirano, ovvero lo scontro tra i due alieni e tralasciando, almeno per il momento, tutto ciò che tale combattimento provoca nell’Universo DC.

A tutto ciò vanno aggiunti l’amazzone Wonder Woman ed il supercriminale Lex Luthor, personaggi che in questo film fanno la loro prima comparsa nel nuovo corso cinematografico DC. Se la guerriera in questa pellicola muove i primi passi per divenire poi un membro della Justice League, Luthor è il vero villain dell’opera cinematografica, raffinata mente criminale il cui unico scopo è quello di sconfiggere Superman.

 

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Ma le innumerevoli differenze con i fumetti cui Batman v Superman si ispira sono gli ultimi dei suoi problemi. Come nel precedente capitolo difetto principale è la sceneggiatura che risulta confusionaria e dalla doppia “velocità”. Unendo in maniera maldestra e quasi senza una logica o un senso di continuità da poter essere definito tale, Terrio e Goyer hanno dato vita ad una storia tutt’altro che coinvolgente. Come, se non peggio, di Men of Steel anche questo secondo capitolo risulta essere un insieme di scontri – sia verbali che fisici – che si susseguono uno dopo l’altro per inerzia, senza pathos e deviando dalla narrazione principale aprendo trascurabili parentesi. Come se Batman v Superman Dawn of Justicenon bastasse, la pellicola risulta avere un andamento altalenante, con un effetto molto blando e soporifero quando i protagonisti sono in abiti civili ma che ha una brusca e caotica accelerata quando indossano gli abiti da supereroi.

Per non parlare della caratterizzazione dei ruoli, pari a zero, con alcuni di questi tutt’altro che incisivi o fondamentali ai fini della storia. Se di Clark/Superman sappiamo infatti che è innamorato e che cucina a petto nudo (le signore apprezzeranno) e di Bruce/Batman che è incazzato nero e che entrambi sono delle anime in pena, di Lex Luthor l’unica cosa che emerge è il suo comportamento sopra le righe che sembra causato più dall’abuso di stupefacenti che dalla sua genialità distorta, mentre di Wonder Woman sappiamo solo che preferisce farsi i fatti suoi.

Gli sceneggiatori puntano tutto tutto sulle ombre e sui misteri che avvolgono i quattro protagonisti ma lo fanno o eccedendo, come nel caso di Batman e Lex Luthor, o non approfondendo abbastanza per quanto riguarda Superman e Wonder Woman. Se l’eroe di Gotham ricorda molto sia fisicamente che per rabbia quello di Miller, qui risulta fin troppo cupo e solitario e Lex Luthor è caratterizzato più come uno psicopatico che ha problemi con i genitori che come supercriminale. Nel caso dell’amazzone e del figlio di Krypton abbiamo una situazione diametralmente opposta. Superman e Wonder Woman sono fin troppo chiusi in loro stessi e si percepisce appena il loro non riuscire a venire a patti con l’essere un eroe. Il troppo (o troppo poco) stroppia.

Deludente la regia di Snyder – purtroppo non si dimostra all’altezza del compito – che risulta piatta ed anonima. Il regista non riesce a dare ritmo alle scene d’azione e a trasportare lo spettatore all’interno della storia ma lo lascia sull’uscio, come un padrone di casa indeciso se far entrare o meno i suoi ospiti. Si ha così una perenne sensazione di lontananza dalla storia che in questo modo risulta ancora meno avvincente di quanto non sia già.

Non all’altezza anche gli attori protagonisti. Henry Cavill per tutto il film sia nei pazzi di Clark Kent che in quelli di Superman ha un’unica espressione, anche mentre cucina le uova, che ormai è divenuta il suo marchio di fabbrica, una sorta di Zoolander dei supereroi. Non convince del tutto Ben Affleck, che se nei panni di batman-v-superman-dawn-of-justice-ben-affleckBruce Wayne risulta quasi apprezzabile non lo si può dire quando mette la maschera di Batman. Jesse Eisenberg, invece, se da una parte riesce a restituire la follia di Lex Luthor dall’altra marca troppo su tale aspetto della personalità facendo diventare il villain più uno squilibrato che un geniale criminale, mentre Gal Gadot, sicuramente complice il poco spazio concessole, non riesce a dare alla sua Wonder Woman il mistero ed il fascino che meriterebbe.

Batman v Superman non riesce nell’intento di portare sul grande schermo l’epicità, il dinamismo e il coinvolgimento delle storie cui si ispira, dando invece vita ad una storia poco coinvolgente, confusionaria e che si perde percorrendo vicoli che non portano da nessuna parte. Un film che farà storcere il naso non solo agli appassionati ma anche al resto del pubblico poiché si troveranno di fronte ad un film risulta essere un lungo ed interminabile episodio di una seri tv. Deludente.

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Appassionato di cinema, fotografia, teatro e musica sin da piccolo decide di farne il suo lavoro. Miyazakiano convinto, tanto da incentrare la sua tesi sul suo cinema, e divoratore di anime tanto da volere Eikichi Onizuka come professore al liceo, è uno Jedi come suo padre prima di lui e “nato pronto” e sì, anche un inguaribile nerd (pollice verso per coloro che non colgono le citazioni). Laureato in cinema presso il DAMS di Roma 3 e diplomato in fotografia presso il CST, inizia a collaborare (e tutt'ora collabora) come critico di cinema e fotografo di concerti con varie webzine di cui da subito ha sposato il progetto con entusiasmo. Giornalista pubblicista iscritto all'albo. Sempre in movimento, perennemente in ritardo. CAPOSERVIZIO CINEMA


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