Battisti, l’Italia e il Brasile

Il presidente uscente Lula come ultimo atto del suo mandato, ha rifiutato l’estradizione del terrorista italiano Cesare Battisti condannato all’ergastolo per 4 omicidi compiuti negli anni 70 quando militava nei PAC (proletari armati per il comunismo).

Apriti cielo, sono partite le batterie di indignazione di facciata previste in questi casi.

Il primo è stato il presidente della Repubblica a sorpresa sveglio: si è indignato per la decisione di un presidente di uno stato straniero, all’ultimo giorno di mandato e per giunta dall’altra parte dell’emisfero; quando ad esempio, il presidente del consiglio del suo paese, a meno di un pianerottolo dalla sua residenza spara a zero un giorno si e l’altro pure sul CSM di cui lui stesso e presidente, o quando lo stesso individuo insulta giudici e giustizia in generale, se ne sta beatamente sopito a garanzia della democrazia e delle terzietà (forse c è una “i” di troppo..)….; si indigna se Battisti non viene estradato per scontare la pena per cui è stato condannato in contumacia in Italia, ma se belli seduti in parlamento ci sono condannati per mafia o collusi con la camorra, neanche un fiato.

Poi è stata la volta dei soliti pappagalli che finché l’opinione pubblica non si dimenticherà dell’argomento, devono sempre approntare qualche spot:Frattini si rivolgerà all’ AIA (qui, sulla destra, il logo) …per far valere i nostri diritti e intanto ha annunciato il blocco di un accordo che prevede il pagamento (a noi!!) di 5 miliardi di euro per forniture militari al Brasile.

Sparata credibilissima da parte  del Ministro; siamo in piena crisi, con la merda fino al collo che fra un po’ fa l’onda, il nostro capo del governo l’ultima volta è andato in visita in Brasile proprio per chiudere quest’accordo, e lui minaccia di bloccare un accordo che porterebbe 5 miliardi di euro nel nostro paese……se fosse solo verosimile una stupidata del genere, il ministro Tremonti userebbe quelle forniture belliche per bombardare Frattini e la Farnesina intera…ma nessuno crede alle parole dell’abbronzatissimo Ministro che parla sempre guardando l’infinito (o l’ignoto..).

Poi ci sono quelli che le sparano enormi per la solita propaganda urlata, utile a terrorizzare l’opinione pubblica e ottenere consensi contro i soliti famigerati (e introvabili) comunisti ai quali viene associata la figura del terrorista Battisti, qui il maestro è il Ministrone della difesa (lo stesso che, sempre per pubblicità, il giorno del rientro della salma dell’ennesimo militare morto in guerra, si è guardato bene dal farsi vedere in aeroporto, meglio farsi fotografare con i militari impegnati a fare gli spazzini a Napoli..è molto più promozionale); nella puntata precedente dell’affaire Battisti aveva dichiarato che era terrorizzato dall’idea che nostri connazionali in vacanza in Brasile potessero ritrovarsi faccia a faccia per strada con un terrorista pericolosissimo…peccato che Battisti non passeggia sulle spiagge di Copacabana come il Ministro Capo indiano vorrebbe far credere, ma è detenuto in un carcere di Brasilia.

Se Battisti non è stato estradato in Italia, è sicuramente solo un fatto politico, il presidente uscente Lula non per caso si è preso la responsabilità della decisione finale l’ultimo giorno del suo mandato, per evitare strascichi al nuovo presidente insediatosi di recente alla guida del paese. I brasiliani sostengono che possa esserci il fondato timore di persecuzioni verso Battisti per le sue idee politiche (forse ascoltano in tv le quotidiane dichiarazioni di gente del calibro di Gasparri e La Russa) ed esprimono dubbi sulla regolarità del processo giudiziario nei suoi confronti (saranno gli stessi dubbi sulla imparzialità della giustizia che tormentano il nostro presidente del consiglio? che riesce però a non farsi processare anche senza scappare in Brasile…); di sicuro in tutta questa storia non giova la credibilità internazionale di un paese rappresentato da un premier che nell’ultima visita ufficiale, invece di comportarsi da onorevole quale è un ”capo di governo”, ha preferito immergersi in serate circondato da giovani ballerine seminude con tanto di servizio fotografico annesso….

VINCENZO PACILE’



'Battisti, l’Italia e il Brasile' have 1 comment

  1. 4 gennaio 2011 @ 8:18 pm LUIGI

    NOI SIAMO IL PAESE DELL’INNOCENZA ED E’ GIUSTO CHE IL …SIMBOLO DELL”‘INNOCENZA E DEL L”ONORE”DEL NOSTRO PAESE ABBIA IL CORAGGIO ADDIRITTURA DI PARLARE,USCIRE IN MEZZO E FARSI VEDERE VOCINO A TORREGGIANI ADDIRITTURA PERT CHIEDERE CHE ALTRI …VENGANO PUNITI.IL SIMBOLO DELL’ATTENTATO POLITICO E DEL COMPLOTTO PATROCINA LA CAUSA DELLA CERTEZZA DEL DIRITTO PER GLI ALTRI…..GIA’ PARAGONARE I DUE NOMI FA EFFETTO……UNO CHE RICORDA IL PIAVE E LA PATRI.A.E L’ALTRO CHE RICORDA SOLO IL ….MESCHINO DENARO.”.LA RICCHEZZA… IL DISCORSO DELLA COLPEVOLEZZA E DELLA PUNIBILITA’ DEGLI ALTRI CHE LUI FA CONTESTANDOI PRESIDENTI DELLA REPUBBLICA E LE LEGITTIME AUTORITA’ DI PAESI E POPOLI SOVRANI CHE DICHIARANO NON RESPONSABILI E PUNIBILI… QUALCUNO….PERCHE’ QUESTO DISCORSO NON SE LO APPLICA PRIMA A LUI INVECE DI PARLARE?.LO STERCO DEL DIAVOLO”.COME E’ CHIAMATO IL DENARO NEL MEDIOEVO……


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