Beata Gratitudine!

La Research Control System si occupa di intercettazioni, quelle che vogliono impedire di pubblicare, o, ancora meglio, di fare. Le fa per conto delle procure, pagate ovviamente, profumatamente.

Ma cosa fareste se vi capitasse di sentire un membro dell’opposizione in combutta con uno dei furbetti del periodo delle grandi scalate? Ovviamente è una bella occasione, perché gettarla nelle mani di quegli sprovveduti dei magistrati che ci possono fare al massimo delle indagini.

Paolo Berlusconi

Perché non rivolgersi direttamente al più potente ed interessato personaggio pubblico italiano. Perché non portarle a Silvio, in pesante declino dopo il quinquennio del Berlusconi III, smanioso di gettare fango (meritato eh..) sulla sinistra, e, fatalità, controllore indiretto (si può dire?) di un comodo Giornale nazionale?

Così deve aver pensato Roberto Raffaelli, l’ex amministratore di RCS, quando si è trovato per le mani quelle intercettazioni scottanti, e così grazie al collega Fabrizio Favata, collaboratore di Paolo Berlusconi, è riuscito a fissare un appuntamento per la vigilia di natale del 2005 proprio ad Arcore, nella residenza del Premier.

Berlusconi apparentemente ne è entusiasta e giura eterna gratitudine al Raffaelli e, a suo dire, al Favata. La ricompensa, promessa da Paolo e Silvio, sarebbe stata l’intercessione presso il premier Romeno Nastase, per sbloccare un corposo affare in quella nazione. Il tutto sarebbe inoltre stato corroborato da un versamentino da 570.000 euro a Paolo, per la gentile collaborazione.

L’operazione va a buon fine ed in pochi giorni viene recapitato un plico da un anonimo benefattore alla redazione del Giornale, che ovviamente pubblica le intercettazioni (fuoriuscite illegalmente dalla RCS), che hanno avuto l’effetto che tutti noi conosciamo: hanno contribuito a ridurre il margine di vantaggio del centrosinistra di molti punti, costringendo quindi alla creazione di un governo instabile che è poi durato pochi mesi, riportando il Sultano ben presto al comando della nazione.

Ma che ne è stata della gratitudine eterna? Dati i personaggi con cui abbiamo a che fare la trama criminosa è fitta: essendo caduto il governo di Bucarest è venuta meno anche l’intercessione presso il premier amico, e quindi l’affare del Raffaelli. Per questo Paolo è indagato a Milano per millantato credito.

Le società di Favata negli ultimi anni fanno acqua e l’eterna gratitudine langue, ad ottobre 2009 decide quindi di raccontare a Di Pietro dell’incontro avvenuto nel 2005 che, ovviamente, il giorno seguente presenta un esposto in procura. Ora Favata e Raffaelli sono indagati per accesso abusivo a sistema informatico.

Non solo, il 5 maggio 2010 rilascia un’accorata dichiarazione al pm che sta indagando su di lui raccontando il tutto, è leggibile qui. Apprezzabile soprattutto l’ultima parte, in cui chiede aiuto agli italiani. (?!)

Apprezzabile particolarmente dato che il furbacchione del Favata aveva tralasciato un piccolo particolare: non era andato subito da Tonino, ma aveva prima di tutto cercato di ricattare il Raffaelli, minacciandolo di spifferare chi fosse il colpevole della fuga di notizie, intascandosi nel frattempo 300.000 euri. Oggi Favata è stato arrestato per estorsione.

Un bel quadretto insomma.

Purtroppo Berlusconi ha la fortuna di trovare continuamente corrotti, corruttibili e disonesti, e se ne circonda beato.

SCRITTO DA SIMONE PER Voglio Resistere



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