Belladonna

Belladonna, l’oscura eleganza di No Star Is Ever Too Far

No Star Is Ever Too Far , l’ultima fatica in studio dei Belladonna

 

Nuovo disco in studio per i Belladonna che, a 3 anni dal precedente The Orchestral Album, tornano sulla scena con il nuovo No Star Is Ever Too Far.

A un primo ascolto siamo davanti a un disco rock di ottima fattura, non di quel rock scialbo e anonimo, ma di Rock con la “R” maiuscola. I Belladonna hanno congegnato un disco con gli attributi, in grado di spaziare all’interno di un genere assaporandolo in tutte le sue sfumature per poi “rimaneggiarlo” con cura, con eleganza e con sapienza.

No Star Is Ever Too Far, 13 brani di grande rock.

Si parte subito con due grani di grande impatto More More More e Come, Babylon: ritmiche incalzanti e crescendo vertiginosi sui ritornelli. Brani di respiro internazionale che potrebbero tranquillamente essere i prossimi singoli passati nelle radio di ogni dove.

The Purest of Love è un altro grande brano con questo sound cupo e “opprimente”, come una ballad torbida e abrasiva. Un brano che in qualche modo riesce a riscrivere la parola “ballad” in questa chiave dark, pesante come un macigno ma terribilmente affascinante.

The Turing Sniper è uno dei brani più esplosivi del disco soprattutto sul ritornello. Uno dei pezzi più riusciti del disco, soprattutto per questa linea di chitarra sul ritornello degna del miglior Clapton, suonato però con più cattiveria e più graffio.

We Belong To Hell e Mengele in Disguise sono due brani che fanno respirare il disco. Il primo con questa attitude da dark ballad e il secondo con questo sound percussivo costruito tutto sulla sezione ritmica. Meno d’impatto dei precedenti brani, ma comunque di grande spessore che, come detto, portano il disco e l’ascoltatore a tirare un respiro per placare un po’ gli animi.

Si riparte subito alla grande con Doomsnight e questo mix tra un pianoforte dai tratti quasi swing e una ritmica incalzante, sostenuta da queste chitarre belle taglienti. Un brano sporco eppure elegante e ricercato, forse una delle più grandi interpretazioni dei Belladonna. Decisamente irresistibile il ritornello.

Con Astromer of Life si ritorna su un andamento più pacato, ritorna l’oscurità di una ballad cupa e dilatata. Interessante notare come sui tratti da ballad sia stato inserito una sorta di sottofondo dal carattere ampio e quasi onirico, un sound “spaziale” appunto, che espande il tappeto sonoro del brano verso chissà quali interminabili spazi.

Free è forse il brano più “pop” del disco, diciamo forse quello con la linea melodica più evidente. Una sorta di mix tra il rock anni 2000 e i migliori Muse. Un brano avvolgente e corposo, forse quello meno scuro del disco, ma comunque di ottima fattura.

Black Beaty e Le Porte del Cosmo sono i due momenti più lirici del disco. Due brani dall’anima oscura dove in primo piano vengono messe queste sfumature sonore suggestive e dilatate. Un sound affascinante che si muove in questo “buio” sperimentando e lasciando l’ascoltatore perso in questa notte sonora.

Chiude il disco Rising in Love l’ultimo brano esplosivo in chiusura di tutto. Un rock piuttosto classico, suonato alla maniera dei Belladonna. Sicuramente nel brano c’è uno dei soli di chitarra migliori degli ultimi anni che accompagna l’ascoltatore per buona parte del brano e lo porta alla chiusura. Grandioso.

Un grande disco e una grandissima band.

Questo disco non fa che confermare i Belladonna come una delle band più interessanti del nostro panorama musicale.

Se ancora non fosse chiaro No Star Is Ever Too Far è un capolavoro.

I Belladonna hanno realizzato un disco assurdo: un rock elegante, ricercato e di carattere, graffiante quando serve e oscuro al punto giusto. Questo disco è una di quelle rarità del mercato discografico che ancora fanno tirare un sospiro di sollievo agli amanti della musica stanchi di ascoltare roba mediocre e senza senso.

Un disco fantastico. Correte a comprarlo.

 

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About

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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