Benvenuti a Berlutopia

Roma, un giorno qualunque.
Anno 2095
Quirinale

Un anziano signore sale le scale.
Nonostante l’età nessun bastone e neanche l’ombra di un girello.
“Certo che tutte le volte fare queste scale, devo proprio pansare ad un decreto per togliere anche questa stupida usanza”
“Buongiorno presidente”, in coro due corazzieri davanti alla porta.
“Buon lavoro buon lavoro”
Senza neanche bussare l’uomo entra nella stanza.
“Ehi Giorgio! Allora come stai ti vedo molto bene, vedo che i miei consigli sul tenerti in forma sono serviti, e poi dopo averti consigliato i trattamenti da Don Verzè guarda che età abbiamo raggiunto, te l’avevo detto io che ti dovevi fidare!”
“Caro Silvio ma sai che alla fine avevi ragione… bisogna vivere, vivere bene, essere allegri, togliersi dalle palle tutti quei comunisti pessimisti che non facevano altro che parlare di garanzie, di processi giusti, di costituzione. Guarda qua che costituzione la mia! A 170 anni sono ancora qui a tirare su pesi… e poi quelle due veline che mi hai mandato l’altra sera non si dimenticheranno facilmente la serata sul lettone di Ratzinger! A proposito come sta Joseph? E’ un po’ che non lo sento, non si affaccia neanche più a San Pietro!”
“Giorgio, la tua memoria sta iniziando a vacillare! Bisogno intensificare i trattamenti da Don Verzè… non ti ricordi che ti ho fatto firmare un decreto che vieta ogni tipo di assembramento di persone?”
“Ah Già… ma sai con tutte quelle firme. A proposito non possiamo fare un timbro con la mia firma e te la metti tu da solo, sai la trovo una scocciatura insignificante. E poi mi interrompi sempre i miei esercizi quitidiani. Comunque, Ratzinger che fine ha fatto?”
“Ora si è inventato il “San Pietro Itinerante Show”, va in giro per le città ha messo su un musical, anche lui a 172 anni fa delle cose incredibili, tutto merito del San Raffaele e come al solito mio!”
“Vero, vero. Ma scusa la Chiesa non era senza soldi?”
“Certo Giorgio, ma non ti ricordi quell’altro decreto che ti ho fatto firmare in cui si decideva a tavolino che la Chiesa ha sempre ragione e che le vittime degli abusi sessuali dovevano risarcire il santo padre per i danni morali?”
“Ora ricordo, davvero un sacco di soldi. Eh si bravo Joseph, già! Comunque cosa devo questo tua visita, stavo facendo i piegamenti, sai voglio presentarmi bene questa estate a villa Certosa!”
“Ma guarda…”
“Cosa dobbiamo ancora fare…. i magistrati non esistono più, la costituzione è stata pbruciata per legge, dopo il legittimo impedimento al posto dei tribunali abbiamo messo dei Ghedini Point per le informazioni sul regime, il parlamento è stato trasformato in museo delle cere con dentro gli ultimi che si sono opposi al volere divino giusto per ricordare che fine fanno quelli così, la televisione ha venti canali a pagamento obbligatorio naturalmente tutti tuoi, abbiamo abolito la stampa e istituito un solo giornale “Il Minzolin” alla memoria del tuo migliore fedelissimo che purtroppo non ha fatto in tempo a servirsi dei trattamenti di Don Verzè., abbiamo cambiato nome al paese in “Berlutopia”… dimmi Silvio caro cosa posso fare ancora per te? Fammi leggere…”

“Con tale decreto io Silvio Berlusconi ordino”

“Ma Silvio qui c’è scritto solo ordino!”
“Esatto ordino punto. Non devo aggiungere altro, mi sono stufato anche di ordinare ogni cosa. Quindi devono arrivarci da soli e fare loro da soli quello che va a genio a me. Direi che siamo arrivati al punto in cui il nostro progetto può fare questo salto di qualità… ora camminino con le loro gambe ma per servire me!”
“Si… si…”
“Giorgio cosa fai ci pensi! Dai non devi più fingere come una volta quando mi mandavi indietro qualche decreto! Giorgioooo!”
“Eh? Scusa scusa è che nell’altro orecchio ho ancora l’auricolare dell’Ipod! Dicevi… va beh ma chissenefrega, tieni sta firma. Ragazze arrivo!!!”

LUCA PUGLISI



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