Berlusconi ci porterà alla III Guerra Mondiale.

Esagero? Forse pecco di pessimismo, lo ammetto. Ma ho provato a fare un piccolo ragionamento al termine del quale, sono giunto ad un’orrenda ipotesi: se continua così, Berlusconi ci porta alla III Guerra Mondiale.

L’Europa sta affrontando una crisi drammatica. Può sembrare di no, ma ogni paese dell’Unione è intrinsecamente collegato all’altro per motivi economici. Questo lo si può tranquillamente comprendere vedendo con quale impegno l’intero continente sta cercando di salvare la Grecia. Figuratevi mentalmente l’Europa come un sasso nell’acqua. A questo sasso sono attaccati 27 palloncini che lo fanno restare a galla. Il peso è finemente calibrato e ogni palloncino porta la sua porzione di carico. Quello nero-rosso-giallo (la Germania) è quello più gonfio e più grosso. Poi ci sono quelli che hanno le porzioni minori. Ora pensate alla Grecia. È ovvio che ormai sarebbe un palloncino sgonfio e quindi tutti gli altri cercano di dividere con lui il proprio “elio” per risollevarlo. Se allo stesso tempo comincia a sgonfiarsi pure il palloncino verde-bianco-rosso, allora la situazione diventa tragica. Ogni palloncino ha una sua porzione di peso e non riesce a portarne molto di più: ecco che quindi, piano piano, il sasso comincia ad affondare. Quello che però fa più paura, è che non affonderebbe solo nella parte in cui non c’è più un palloncino a sorreggerlo, bensì tutto quanto, trascinandosi inesorabilmente ogni cosa con se, palloncini compresi.

Ora, tornando alla realtà e lasciando l’immaginazione da parte, spieghiamo la situazione. La Grecia, ormai, sta colando a picco. Si cerca in tutti i modi di aiutarla ma il default è praticamente già arrivato. L’Italia, se non fa qualcosa per ridurre il suo debito pubblico, simile ad un forellino dal quale esce senza sosta aria, rischia esattamente la stessa fine della penisola ellenica. Se per ora il peso della Grecia è ridistribuito fra tutti, aggiungendo quello dell’Italia la situazione diventa irrefrenabile e irrimediabilmente compromettente per l’intera Unione Europea.

Qualche giorno fa Sarkozy e la Merkel hanno chiesto a Berlusconi di fare qualcosa di credibile per sistemare un pò i nostri conti. Un tema su tutti è quello delle pensioni. Ora non siamo qui a discutere se questo può o meno aiutare effettivamente il rallentamento del declino italiano. Fatto sta che gli hanno dato 3 giorni per presentare quantomeno una “lettera” in cui fare delle promesse. È altresì ovvio che, all’interno della suddetta letterina, deve esserci la norma sulle pensioni – non è l’unico punto, ma è quello che prendo ad esempio per spiegare la mia teoria. Questa lettera di promesse deve corrispondere ai fatti e agli impegni che devono essere rispettati e per farlo, in quanto capo del Governo, Berlusconi ha il compito di mettere d’accordo tutta la maggioranza per portare avanti le riforme necessarie. Se questo non dovesse avvenire non ci sono alternative che mollare e permettere al paese di farle, in un modo o nell’altro, queste benedette leggi per lo sviluppo.

Siamo al punto cruciale. La Lega, sull’aumento dell’età pensionabile, non ci pensa minimamente, a meno che non voglia tirarsi addosso tutta l’ira della sua base che ha già dovuto sopportare parecchie umiliazioni e scelte non proprio gradite. Nonostante questo, non passa minimamente per il cervello del Cavaliere di farsi da parte in quanto, non riesce a mettere insieme la maggioranza per mantenere le promesse che andrà a fare all’Europa. La sua smania di potere e il culone flaccido (copyright Olgettine) perennemente attaccato alla poltrona di Premier lo rendono assolutamente sordo ed insensibile ai bisogni, non dico del Paese, del quale se ne batte le palle da 17 anni, ma almeno dell’Europa intera. Il perchè è facile da intuire e lo abbiamo detto già infinite volte: i processi che ha gli impediscono di farsi da parte perché deve finire di farsi le sue leggine per evitare la gattabuia – o garantire l’eredità ai figli, vedi ultima legge ad personam “post-mortem”.
Questo potrebbe quindi portare all’affondamento definitivo dell’Europa, il suo fallimento.

Sappiamo tutti che alle crisi economiche potenti, vedi quella del ’29, è facile che vengano ad associarsi forti tensioni fra i paesi. L’unione si fa da parte per far posto alla sopravvivenza del singolo. Così come sappiamo che, in questi casi, è molto facile che si venga a creare una Guerra, in quanto l’equilibrio fra stati è indescrivibilmente precario. Tenendo conto di come siamo messi nel mondo orientale e in quello occidentale, potrebbe tranquillamente trattarsi di una nuova, e forse ultima, Guerra Mondiale: la terza.

Questo potrebbe essere il risultato. Per la sfacciataggine di un vecchio malato, che usa lo stato a suo uso e consumo, e che se ne frega della crisi economica, visto che è fra i maggiori contribuenti d’Italia, e che non riesce a fare quel passo indietro per permettere ad un “governo di responsabilità” (è una parola orrenda, ma solo perchè la usa sempre l’opposizione, credetemi) di sistemare, o per lo meno raddrizzare i conti Italiani e cercare di tamponare quei forellini nel proprio palloncino e pompare un pò di nuovo elio e ridare la speranza all’Europa intera di non affondare. Quel che si dice, un “Nanus belli”.

Pessimista, realista, sfacciato? Ditemi voi cosa ne pensate…. qui sotto!

GIAMPAOLO ROSSI
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About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo. giampross@katamail.com


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