Berlusconi condannato: “Ha una naturale capacità a delinquere”.

Quattro anni di reclusione, tre di interdizione da cariche societarie, cinque dai pubblici uffici e “una naturale capacità a delinquere”, parola dei giudici. Ma chi è, Fiorito, Penati, uno dei furbetti delle caste delle regioni? No, stavolta le “luci della ribalta” non sono per loro. Torna a prendersele lui, Silvio Berlusconi. E’ l’ex premier ad essere condannato, in primo grado ok, ma con una sentenza che già infiamma gli animi.

Il processo è quello sui diritti TV della Mediaset, avviato al Tribunale di Milano da pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro. Una condanna che arriva dopo un procedimento durato quasi sei anni, attraverso mille peripezie. Congelato due volte da ricorsi alla Corte Costituzionale avversi alle leggi ad personam varate dal governo Berlusconi  e massacrato dalle intervenute prescrizioni che nel frattempo si sono succedute riducendo reati e capi d’imputazione relativi ai miliardi di euro evasi. Condannato sì, questo l’abbiamo capito, ma per cosa?

LA STORIA – Il processo, e la conseguente condanna, si riferiscono al periodo che va dal 1994 al 1998. Berlusconi è appena sceso in campo e Mediaset è un’azienda sempre più importante nello stantio mercato televisivo italiano. Succede che la Mediaset abbia la necessità di acquisire diritti TV dalle major americane, per la riproduzione di materiale cinematografico. Gli acquisti vengono perfezionati da Fininvest attraverso due società off-shore direttamente riconducibili, secondo i giudici, alla persona di Silvio Berlusconi.

In altre parole, le società off-shore comprano i diritti dalle major, per poi rivenderli a Mediaset a prezzi fortemente maggiorati. L’obiettivo è di aggirare il fisco italiano, creando fondi neri da mettere a disposizione di Berlusconi. Quanto? Circa 7,3 milioni di euro, dai bilanci del 2002 e del 2003. Per gli altri bilanci, è caduta la mannaia della prescrizione.

LE REAZIONI – Berlusconi, chiaramente, nega ogni coinvolgimento, ripetendo il refrain della democrazia in pericolo. “E’ una sentenza politica intollerabile” ha tuonato a Studio Aperto, “non si può andare avanti così”. Dello stesso tono la reazione di Alfano: “Una condanna inaspettata e incomprensibile con sanzioni principali e accessorie iperboliche. Siamo certi che i prossimi gradi di giudizio gli daranno ragione: speriamo che arrivino in fretta”. Quello che compatta il Pdl, un partito fino a ieri allo sfascio, è solo la difesa del leader.

E ORA? – E adesso che succede? Beh, in carcere, Silvio Berlusconi non ci andrà. Tre anni sono stati condonati dall’indulto, ne rimarrebbe solo uno. E poi, c’è la famigerata “ex Cirielli”, la legge, voluta proprio dal Governo targato centro-destra, che ha sensibilmente abbassato i tempi di prescrizione, rendendosi utile anche in quest’occasione, dato che la condanna riguarda solo i bilanci del 2002 e del 2003. E non solo, il provvedimento prevede anche che gli ultrasettantenni non possano andare dietro le sbarre, se non per reati di mafia o terrorismo. Cosa resta? L’interdizione dei pubblici uffici, quella sì, arrivata, ironia della sorte, 48 ore dopo l’annuncio dello stesso Berlusconi della volontà di non candidarsi alle prossime elezioni.

AGGIORNAMENTO In diretta al Tg5, poco dopo le 13:00, Silvio Berlusconi ha spiazzato tutti, come suo solito. “Alla condanna seguiranno delle conseguenze. Mi sento obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia perché ad altri cittadini non capiti ciò che è capitato a me”. E alle 17:00, ecco la conferenza stampa a Villa Gernetto, che probabilmente getterà un po’ di luce sulla questione. Tre giorni e una condanna dopo, Berlusconi ci ripensa, torna in campo. Questo davvero non se l’aspettava nessuno.

AGGIORNAMENTO – E’ cominciata da poco meno di 10 minuti la conferenza stampa e Berlusconi ha nuovamente spiazzato tutti, affermando, molto provato: “Confermo, non mi presenterò da premier”.

FRANCESCO MARINO

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'Berlusconi condannato: “Ha una naturale capacità a delinquere”.' have 1 comment

  1. 27 ottobre 2012 @ 4:33 pm Anticasta

    Non si riesce proprio a tagliarlo fuori dal potere. Basta il troppo storpia, cosa che habfatto lui per la nazione.


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