Berlusconi, non pago di aver già querelato “la Repubblica” e alcuni giornali stranieri, ha pensato bene di querelare anche “l’Unità”.
La direzione, ha infatti ricevuto due citazioni in giudizio per un totale di due milioni di euro da parte di un legale del Premier. Oltre alle due citazioni, il Presidente del Consiglio ha chiesto u
n’ammenda pecuniaria di 200.000 euro a testa, per il Direttore del quotidiano Concita De Gregorio, per le giornaliste Natalia Lombardo e Federica Fantozzi, per l’opinionista Maria Novella Oppo e per la scrittrice Silvia Ballestra.
Il capo del Governo, si scaglia in particolare – afferma in una nota la Direzione del quotidiano fondato da Gramsci - <<contro tutti i servizi riguardanti “Puttanopoli” (lo scandalo sessuale delle escort come Patrizia D’Addario) pubblicati il 13 luglio e il 6 agosto: gli editoriali del direttore (intitolati “l’etica elastica” e “iniezioni di fiducia”), i servizi di cronaca e i commenti. Le due citazioni, contestano le critiche rivolte al premier a proposito della sua mancata partecipazione a impegni internazionali per la contemporanea partecipazione a incontri con la escort Patrizia D’Addario. Viene anche giudicata diffamatoria la ricostruzione dei rapporti tra gli ambienti vicini al premier e le gerarchie vaticane affinché queste ultime assumessero un atteggiamento indulgente nei confronti del premier. Ritenuta diffamatoria anche la ricostruzione dei rapporti tra Rai e Mediaset in funzione anti-Murdoch. Viene indicata come lesiva dell’onorabilità del premier l’attribuzione del controllo dell’informazione in Italia e il suo abuso>>.
Il Pd – incredibile ma vero - da quando è cominciata questa storia, sta mostrando un pò di coraggio nel fare una vera opposizione.
Anna Finocchiaro, Presidente dei senatori del partito guidato da Franceschini, esprime solidarietà all’Unità, dichiarando che: <<Ancora una volta osserviamo come la reazione al dissenso nei confronti del suo operato sia tanto violenta, quanto incapace di rispondere alle domande e alle critiche che i media nazionali e stranieri gli rivolgono. La verità è che l’opinione pubblica aspetta ancora le risposte del premier e che reazioni così scomposte sono sintomo di una difficoltà e prima o poi si trasformeranno in autogol>>.
Laciatemi aggiungere che sono rimasto sbalordito e rattristato da questo ulteriore colpo alla libera informazione, quotidiani come “la Repubblica” che vengono querelati solo perchè assolvono uno dei compiti fondamentali del vero giornalista: il fare domande.
Però queste azioni – a pensarci bene - mi danno la forza di andare avanti, mi convincono che questo giornale e i redattori che ci scrivono, stanno andando nella direzione giusta. Al giorno d’oggi è sempre più raro trovare giornalisti che vogliano ancora fare domande e raccontare la verità per quella che è. <<In tempi di menzogna universale>> disse George Orwell, <<dire la verità, diventa un atto rivoluzionario>>
Tempo fa, lessi che: <<Se il giornalismo in America è il cane da guardia del potere, in Italia è il cane da compagnia….o da riporto>>. Mai affermazione, ve l’assicuro, fu più veritiera.
MATTEO MARINI















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