Berlusconi querela Repubblica e il gruppo L’Espresso

Berlusconi colpisce ancora e decide di querelare il quotidiano “la Repubblica” e in linea generale tutto il gruppo l’Espresso.
Il Premier giudica “diffamatorie” le 10 domande – a cui non ha mai risposto – pubblicate da Giuseppe D’Avanzo il 26 maggio.
Cose da pazzi…..è la prima volta che un quotidiano – l’unico che in questo paese, faccia ancora delle domande – venga trascinato in un tribunale civile.
Il risarcimento richiesto dal latin lover della Brianza è di 1 milione di euro.

Nella citazione in giudizio, che riporta la data del 24 agosto, Berlusconi punta il dito – oltre che alle “10 domande” – contro l’articolo del 6 agosto dal titolo “Berlusconi ormai ricattabile” media stranieri all’attacco: Le Nouvel Observateur teme infiltrazioni della mafia russa”, un servizio che riportava i giudizi della stampa di tutto il mondo sul caso italiano.
Sono stati quindi invitati a comparire dinanzi al Tribunale di Roma: Giampiero Martinotti (autore del pezzo contestato), il direttore responsabile di Repubblica Ezio Mauro e il gruppo L’Espresso.

Il Presidente del Consiglio però si scaglia principalmente contro i quesiti pubblicati per più di 60 giorni sul quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, definendoli <<domande retoriche che non mirano ad ottenere una risposta del destinatario, ma sono volte a insinuare nel lettore l’idea che la persona “interrogata” si rifiuti di rispondere. Sono palesemente diffamatorie perché il lettore è indotto a pensare che la proposizione formulata non sia interrogativa, bensì affermativa ed è spinto a recepire come circostanze vere, realtà di fatto inesistenti>>.

Per quanto riguarda invece il secondo “accusato” è inutile che Berlusconi si alteri, poichè sono mesi e mesi che i quotidiani di tutto il mondo ci prendono in giro, definendo il nostro Primo Ministro affetto da “una puerile vecchiaia” (“New York Times”). Tutti i giornali – anche quelli più conservatori – non sanno come giustificare le innumerevoli balle e gaffe a cui sottopone tutta l’Italia. Ne cito alcuni: “libidine geriatrica” (The Independent) un capo del governo “graffiato dalla figlia” (Le Figaro), che “gli dà lezioni” (The Daily Telegraph), “gli fa la morale” (Elle) e che lo biasima con un “vergogna, papà!” (l’australiano News)”.
Ne esistono altri di cui potete facilmente prenderne visione sul sito italiadallestero.info

Ma non sono queste le dichiarazioni contro cui Berlusconi si è scagliato. Come già detto prima, è un articolo scritto da Serge Raffy, pubblicato sul Nouvel Observateur, nel quale l’autore afferma: <<con lo scorrere delle rivelazioni, l’ipotesi di un’infiltrazione della mafia russa al vertice dello Stato italiano prende consistenza>>. E parla poi <<di una registrazione che rischia di alimentare ancor più lo scandalo>> che coinvolgerebbe Mara Carfagna e Mariastella Gelmini.
<<Repubblica>> afferma il Cavaliere <<con l’espediente di riportare il contenuto del settimanale francese ha pubblicato ancora una volta – nel quadro della ben nota polemica di questi ultimi mesi – notizie non veritiere, riportando circostanze che in alcun modo corrispondono alla situazione di fatto e di diritto realmente esistente.

Leggendo queste righe da me appena scritte, e leggendo quindi quanto – il Primo Ministro dal capo bitumato – voglia far cadere in basso il nostro paese, mi verrebbe da dirgli solo una cosa – citando Marziale :<<tu non sei un mentitore abituale, sei la bugia fatta persona>>.

MATTEO MARINI


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics – Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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