Bersani prepara la sua squadra e incontra già i primi problemi all’interno del Pd

Neanche ha cominciato a mettersi a lavoro, che già – il neo segretario del Pd – Pierluigi Bersani viene travolto dall’ultimo scandalo riguardante l’ormai ex Presidente Marrazzo e dall’uscita di Rutelli dal partito, in volo verso Casini…che lo aspetta a braccia aperte….

In un momento in cui il partito sta tentando di trovare un’identità, sta cercando di far entrare aria di rinnovamento (con baffino D’Alema che sorveglia l’operato del nuovo segretario come un falco e che detta le “regole del gioco”? Mah) cominciano già i primi problemi, che – per quanto riguarda la Regione Lazio – potrebbe finire per far perdere al centro-sinistra  (alle Regionali 2010) una delle poche roccaforti di sicura riconferma.

Per quanto riguarda l’uscita di Rutelli (a causa della svolta “troppo a sinistra” del Pd), non credo che alla nuova classe dirigente importi più di tanto, l’unica cosa di cui potrebbero preoccuparsi è il numero di parlamentari che – con l’elezione di Bersani – pensano che il partito sia ritornato indietro nel tempo. I primi aderenti al nuovo soggetto politico che – il Presidente del Copasir – vuole realizzare insieme a Pierferdinando Casini sarebbero: il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari (il quale rilasciò un’intervista a “l’Espresso” mesi fa, affermando <<siamo la compagnia degli sconfitti>>) e il Presidente della Provincia di Trento, Lorenzo Dellai (convinto, con la fondazione nel 2007 de l’Unione per il Trentino, che il Pd sia poco radicato sul territorio).

Intanto si comincia a formare il nuovo Pd modello Bersani (copyright by D’Alema), ed anche la squadra che andrà a formare la nuova dirigenza, in vista del plebiscito che il filosofo emiliano – forte del 53% di preferenze (dell’Assemblea Nazionale) guadagnato alle primarie, che verrà diviso fra gli ex DS di D’Alema (la percentuale maggiore), Rosy Bindi ed Enrico Letta (un 30%) e il restante ad alcuni ex popolari – riscuoterà.

Circolano già i primi nomi. Si parla di Rosy Bindi come la donna che siederà sulla poltrona di Presidente del partito. La scelta di una cattolica come lei non dispiacerà all’area franceschiniana. Ed è proprio Franceschini, la persona che Bersani vorrebbe a capo dei deputati del Pd, in sostituzione di Antonello Soro, che – con il cambio di segreteria – ha restitutito il mandato insieme ad Anna Finocchiaro (Senato). Le ragioni del ritiro di Soro sembrano però altre: pare che molti parlamentari si siano lamentati di una mancanza di polso da parte sua (vedi le assenze in aula durante la votazione sullo scudo fiscale). Se Franceschini dovesse rifiutare l’incarico, le “riserve” sarebbero: Fassino e Fioroni.

A ricoprire invece la poltrona lasciata vuota da Anna Finocchiaro, sarebbero entrati nella lista dei candidati: Vannino Chiti (Vice Presidente del Senato) e Nicola Latorre (Vice Presidente dei senatori del partito)

Alla direzione del settore Comunicazione, potremmo vedere il dalemiano Giovanni Cuperlo, che andrebbe a rimpiazzare Paolo Gentiloni.

Per quanto riguarda il coordinamento della sua segreteria – l’ex Ministro del Governo Prodi – potrebbe nominare l’attuale Governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani, nel caso in cui non sia più utile una sua terza candidatura per le Regionali 2010.

Fra “i giovani” esordienti, potremmo vedere: il genovese Lorenzo Basso, 33 anni, discepolo di Enrico Letta e il napoletano Enzo Amendola, 35 anni, eletto in Campania con il 70 per cento.

Un ruolo per D’Alema forse non sarà necessario, poichè Berlusconi ha dato il suo benestare alla candidatura del Lider Maximo a Ministro degli Esteri Europeo…. che siano le avvisaglie di un nuovo inciucio come ai tempi della Bicamerale?…. se è come penso io, mi viene da dire solo una cosa: è proprio vero che la storia – sotto certi aspetti – si ripete….

MATTEO MARINI


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics – Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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