Bersani è il nuovo segretario del Pd

Pierluigi Bersani è il nuovo segretario del Partito Democratico.

L’annuncio è stato dato nella tarda serata di ieri, quando – con 3.341 sezioni scrutinate sulle 10 mila totali – l’ex Ministro delle Attività Produttive era già in testa con più del 50% delle preferenze. Ma i dati si sono fermati lì, visto che – fino a qualche momento fa – non provenivano più i dati dalle regioni che ieri sono andate al voto. Solo adesso (ore 17) ricominciano ad arrivare i dati dello spoglio che tocca le 4.210 sezioni e che vede comunque Bersani vincitore con il 53,5%, seguito da Franceschini con il 33,6% e Ignazio Marino con il 12,9%.

Il primo commento a caldo del neosegretario del Pd, è stato pubblicato ieri su Twitter: <<Dentro la vittoria di tutti c’è anche la mia>>. Franceschini – ex segretario reggente che aveva tentato un ultimo colpo, dichiarando che, in caso di vittoria, avrebbe nominato Jean Leonard Touadi (parlamentare originario della Repubblica del Congo) suo vice – si vede sbattere la porta in faccia e, a denti stretti, ha chiamato il suo rivale per augurargli buon lavoro. Anche Ignazio Marino, che – in cuor suo – desiderava una percentuale di consensi superiore al 10%, ha stretto la mano a Bersani, una volta arrivato nella sede del Pd in Via Nazareno.

Non è neanche passato un giorno, e già il neosegretario in pectore comincia a fare le sue prime esternazioni. Prima di tutto la sua smania, che si porta dietro da anni, di ritornare alla formazione politica dell’Ulivo, lanciata da Romano Prodi: la grande “ammucchiata” di partiti con opinioni anche divergenti fra loro, che stanno insieme solo “per fare numero” e vincere le elezioni, ma che – una volta al Governo – non fanno altro che litigare.

Questo suo sogno, Bersani lo introduce così: <<Ho sempre detto che nel movimento dell’Ulivo c’era il sapore di una grande riscossa civica, non era solo un’operazione politica.
Questo è un punto che intendo riprendere perché abbiamo bisogno di metter dentro alla forza che abbiamo fatto vedere ieri, una spinta che viene dall’idea che questo Paese può vivere intorno alle regole, ai meriti, ai diritti, ai doveri, alla sobrietà della politica. L’Ulivo mi pare rappresentasse questo quindi è un tema da riprendere>>.

Ha parlato anche di ciò che intenderà fare nell’immediato, ovvero: <<occuparmi del lavoro e della precarietà, poiché credo che abbiamo bisogno di riportare la politica ai fondamentali e i media a parlare delle condizioni reali delle persone>>

Ma veramente cambierà l’Italia con l’elezione dell’ex responsabile dell’Economia del partito guidato precedentemente da Franceschini? Io sinceramente penso di no e vi spiego anche il perchè.

Durante tutta questa campagna elettorale, Bersani – fra le altre tematiche – ha  anche parlato di rinnovo della classe dirigente, di portare un’aria nuova all’interno del partito, di cambiare l’Italia. Allora io, con la curiosità che mi contraddistingue, sono andato a cercare ed analizzare la lista dei candidati all’Assemblea Nazionale collegata al pupillo di Massimo D’Alema. Ecco chi ho trovato:

Antonio Bassolino, capolista nel collegio Napoli 5. E’ stato Ministro, deputato, per due mandati Sindaco e Presidente di Regione. Attualmente è indagato per presunte irregolarità nell’affidamento di lavori di bonifica di siti e falde inquinati lungo il litorale campano. Bel rinnovamento non c’è che dire.

Annamaria Carloni, senatrice del Pd e moglie di Bassolino. Prima di approdare a Palazzo Madama è stata consigliere comunale di Bologna nel 1980.

Rosa Russo Iervolino, attuale Sindaco di Napoli, in Parlamento – per la prima volta – nel 1979. Fermamente contraria alla fondazione del Pd…successivamente è ritornata sui suoi passi.

Gavino Angius, ha collezionato la bellezza di 6 legislature complessive. Tre a Montecitorio e tre a Palazzo Madama. Un campione…

Agazio Loiero, attuale Governatore della Calabria, finì – nel 2006 – nel registro degli indagati dell’ex PM Luigi De Magistris per per un suo coinvolgimento in un’indagine sulla sanità in Calabria. In seguito – dopo l’estromissione di De Magistris da parte del Csm – è stata chiesta la sua assoluzione. Ha un panorama politico alle spalle, molto chiaro: ex Democrazia Cristiana, ex Ppi, ex Cdu, ex Udeur, ex Margherita….mah…

Nicola Latorre, colui che passo il “pizzino” a Italo Bocchino (Pdl) durante un programma andato in onda su “La7″ per suggerirgli quali argomentazioni usare, per controbattere a Massimo Donadi (Idv)…proprio un genio, non c’è che dire….è stato anche indagato dal GIP Clementina Forleo per concorso in aggiotaggio, nel caso della scalata della Bnl, da parte di D’Alema, Fassino e Consorte. Il Parlamento non ha mai autorizzato l’arresto di questi tre esponenti politici del Pd. In compenso la Forleo è stata trasferita – su ordine del Csm – a Cremona. Ah, dimenticavo, Latorre è già stato sottosegretario nel Governo Prodi I e diverse volte senatore….

Luciano Violante, ex Presidente della Camera e Deputato da 30 anni.

Detto ciò di cosa stavamo parlando…ah già, di rinnovamento, di “un partito che sarà senza padroni”….ma dietro Bersani non c’è D’Alema? Allora cosa c’entra? Mah, mistero….

MATTEO MARINI


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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