Bertoldo, Bertoldino e…Bertolaso

Chiedo subito scusa a Cacasenno per non averlo incluso in questa ‘rivisitazione’ del titolo del libro di Giulio Cesare Croce e Antonio Banchieri, ma suonava benissimo.
Oggi, nel giorno dell’anniversario del sisma che ha devastato l’Abruzzo nella notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, non potevano mancare le consuete e immancabili (nonchè tanto attese) dichiarazioni di Bertolaso e Berlusconi. Lo scopo è il medesimo di ogni apparizione televisiva e mediatica dei due, ossia quello di sbrodolarsi di autocompiacimenti, riempirsi le tasche di auto-elogi, colmarsi i timpani di soddisfazioni inesistenti. Berlusconi dice: “C’e’ chi infanga il lavoro ma le case in Abruzzo sono state ricostruite in tempi record”. Bertolaso poi aggiunge che, quanto ai soldi, “L’importante e’ spenderli bene e con trasparenza”. Eh già caro Bertoladro, parli di trasparenza proprio tu che ti sei ritrovato indagato per degli appalti truccati, per aver speso ‘a cazzo’ delle risorse economiche infinite per il G8 della Maddalena, tu che hai avuto contatti con persone che pochi minuti dopo il terremoto se la ridacchiavano al telefono. E sei il compare di Berlusconi, quello che diceva agli abruzzesi di stare tranquilli e che avrebbero dovuto divertirsi nelle tendopoli come se fossero in vacanza, in un improbabile sterminato campeggio. A chi ha fischiato il messaggio del premier rivolto agli aquilani, letto stamane dal primo cittadino, Bertolaso dice che “qui si e’ fatto un lavoro straordinario e incredibile e questo è sotto gli occhi di tutti. Se poi si vuole contestare che lo si faccia pure, è la democrazia. Io constato che la maggioranza silenziosa degli aquilani in questi 10 mesi non ha mai fischiato e non fischia neanche oggi”. Ovviamente chi contesta è sempre la minoranza, almeno così ci dicono e vogliono farci credere. La stessa minoranza che si è armata di carriole per dare vita ad una delle manifestazioni più emblematiche, per dare voce all’inettitudine e ai ritardi dei lavori, la stessa minoranza che ha spedito una lettera al capo dello Stato denunciando sprechi di denaro e condizioni di difficile sopravvivenza. Minoranza assieme alla quale esiste una maggioranza che invece apprezza quanto fatto, vero Bertolaso? Purtroppo noi amanti del divano che viviamo la notra esistenza informativa con il telecomando in mano di fronte alla dipendenza della televisione-cocaina, dobbiamo necessariamente stare a quanto ci dicono. E se ci dicono che sta andando tutto bene e che l’Aquila ora è più bella di prima, dobbiamo crederci. Così come la maggioranza degli italiani ha creduto che Berlusconi e Bertoladro siano stati i veri artefici della consegna delle prime case, durante quella kermesse mediatica di stampo fascista senza contraddittorio che ha ottenebrato i nostri poveri cerebri in una puntata di Porta a Porta qualche mese fa.
Questo è quello che passa il convento.
Poi c’è anche chi, come monsignor Molinari, prova a dire la sua. Quello che gli esce dalle fauci è solamente la conferma che, se sei un prelato membro della gerarchia ecclesiastica, è auspicabile che tu stia zitto. Pena l’autodiffamazione per le stronzate che dici. “La rivolta delle carriole non aiuterà a superare l’emergenza”. Grazie Molinà, ma nessuno ha mai preteso che i cittadini aquilani si mettessero a spalare le macerie portando via su piccole carriole tonnellate di detriti. Nemmeno i cittadini stessi. Oltretutto quella che abbiamo visto al Tg (si, anche al Tg1…incredibile ma vero!) non era nemmeno la prima protesta in tal senso portata avanti dalla popolazione. Lo scopo era alzare la voce. Ci sono riusciti e ora ci si aspetta che qualcuno faccia qualcosa per davvero.

Questo al di là delle dichiarazioni ipocrite di chi crede che chiunque si sia dimenticato di quanto accaduto poco tempo fa. Un Bertolaso che ci parla di “soldi spesi bene” e che vuole combattere gli sprechi pensa, come il suo padrone, di avere a che fare con una massa di 60 milioni di idioti.
Loro due, B&B, sono i più furbi di tutti. E anche i più comici.

MARCO PESINO



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