billions recensione della quinta stagione sky atlantic wild italy

Billions, la quinta stagione e il ritorno alle origini del conflitto scenico

Billons 5, è di nuovo guerra tra Axelrod e Chuck Rhoades nel serial con Paul Giamatti e Damian Lewis

 

il cast di billions

Come ci ha insegnato Oliver Stone nel dittico Wall Street (1987-2010) il denaro non dorme mai, e nemmeno la politica del resto. Con la sua quinta stagione, Billions (2016-in onda), il financial drama targato Showrime e ideato da Brian Koppelman, David Levien ed Andrew Ross Sorkin, compie un triplo salto mortale, si reinventa, si ricostruisce e riporta alla narrazione alla sua essenza: la rivalità tra Axelroad e Chuck.

Accantonata l’alleanza della quarta stagione, ciò che vedremo nel quinto ciclo di episodi di Billions sarà una vera e propria battaglia per la sopravvivenza, con cui ristabilire nuovi equilibri per una posta in gioco sempre più alta.

Stavolta però, oltre ai già rodati Damian Lewis, Paul Giamatti, Maggie Siff, David Costabile e Asia Kate Dillon, Billions vedrà tre nuove interessantissime new-entry nel proprio cast. Frank Grillo (Captain America: The Winter Soldier) nei panni di un artista eclettico,  Corey Stoll (House of Cards, Girls, Ant-Man) nei panni del villain di turno, spietato uomo d’affari al pari dell’Axe di Lewis, e Julianna Marguiles (The Good Wife), nel ruolo di una professoressa di sociologia della Ivy League.

Axel vs Chuck 5: la rilettura del cuore del racconto

Per un serial arrivato alla sua quinta stagione, Billions non sembra aver perso minimamente lo smalto delle prime due stagioni, men che meno s’è discostato dalla sua tipicità narrativa. La particolarità di Billions sta proprio nel dipanare due archi narrativi che procedono in modo netto e parallelo, dal ritmo teso, in una lotta dialettica (e non) a distanza tra l’Axel di Lewis e il Chuck di Giamatti – di fatto, e da sempre, il cuore del racconto e del conflitto scenico.

Un gioco al gatto col topo – dicevamo – quello di Axel e Chuck in Billions, di due uomini imperfetti, a pezzi, un eroe e anti-eroe a ruoli invertiti nelle rispettive storie, per una rivalità che nel corso delle stagioni è andata via via ad evolversi, sfumarsi.

Il potere, la ricerca di maggior ricchezza, le indagini, ma il conflitto principe di Billions è andato via via ad arricchirsi nel corso delle stagioni, venendo così contaminato da elementi sociali e umani, ostacoli lavorativi e la crisi della dimensione familiare sia di Axel che di Chuck, collassate su sé stesse, per ridare linfa ed energia al conflitto scenico.

Wendy, Taylor e l’importanza dei personaggi di supporto

Maggie Siff in Billions

Laddove però è la rivalità tra Lewis e Giamatti a portare avanti il racconto, lo stesso va ad arricchirsi e a “colorarsi” grazie alle azioni dei personaggi secondari, come la Wendy Rhoades di Maggie Siff, pietra narrativa angolare di Billions. Da sempre in equilibrio precario tra la dimensione narrativa di Chuck e quella di Axel – Wendy è risultata essenziale per dare dinamismo al racconto, coprendo sempre più sfumature e ruoli narrativi opposti e al contempo complementari.

L’evoluzione della sopracitata rivalità, nella quinta stagione, viene reinventata e riscoperta dagli sceneggiatori con l’introduzione di un prezioso ago della bilancia, ovvero il personaggio di Taylor della sopracitata Asia Kate Dillon. Taylor, che esordisce nel secondo ciclo di episodi diventando ben presto il pupillo di Axelroad, ha subito un notevole arco di trasformazione nel corso delle successive tre stagioni, acquisendo una caratterizzazione sempre più ambigua, essenziale per mescolare ancor di più le carte e dar pepe a un racconto che – come dicevamo poc’anzi – per la sua struttura ha rischiato una certa staticità scenica.

Il quinto round di una lunga partita a scacchi

Nell’epoca dello streaming, delle narrazioni transmediali e del binge-watching degli OtT, i serial a cadenza settimanale risultano quasi un miraggio. Con Billions non c’è mai stato il rischio di puntate-filler in una narrazione-fiume che è una corsa al finale di stagione; la sua forza è quella d’essere stata – sin dal pilot – una lunga e interminabile partita a scacchi, in una gara di bravura recitativa tra due attori allo stato dell’arte come Paul Giamatti e Damian Lewis.

Laddove, ad esempio, un prodotto seriale come Diavoli (2020), ha scelto la via del racconto romanzato e della tematica finanziaria come mero espediente scenico, lo stesso non può dirsi di Billions, che non solo dà enorme risalto alla sopracitata componente finanziaria, ma essa stessa diventa parte integrante del racconto, valorizzata da tecnicismi e autentico realismo.

Così, giunta al quinto ciclo di episodi – tra manipolazioni emotive e giochi di potere – Billions promette d’essere, tra vecchi e nuovi conflitti, ancora una volta una miccia sul punto di esplodere. Un racconto solido, fatto di pochi fronzoli e citazioni cinefile, che non lascia nulla al caso. Capace d’ipnotizzare sia lo spettatore occasionale che il fan di lunga data.

 

Billions 5 approderà sugli schermi televisivi italiani a partire dal 24 giugno 2020 grazie a Sky Italia.

 

 

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Fonte immagini: Sky.it.


About

Nato in Sicilia da madre umana e padre probabilmente alieno, ha un blaster sul comodino e uno zaino protonico dentro l’armadio. Malato cronico di Cinefilia dal 1989, dopo aver passato una vita a studiare i Classici Greci e Latini prima, la Letteratura Russa Ottocentesca poi, e per ultimi i Social-Media e le teorie sociologiche di Marshall McLuhan e Erving Goffman, si trasferisce a Roma per poter finalmente realizzare il suo sogno: studiare cinema, diventare sceneggiatore e costruire il suo personale Millennium Falcon. COLLABORATORE SEZIONE CINEMA


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