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Bismillah, il corto di Alessandro Grande vincitore del David 2018 “Racconta non tanto l’immigrazione quanto i sentimenti”

Mani che rimboccano una coperta. Una vecchia maglietta strappata per ricavarne una pezza da imbevere d’acqua. Una solitaria camminata notturna per chiedere aiuto. Bastano pochi gesti e momenti ad Alessandro Grande per tratteggiare la drammatica giornata di Samira, la piccola protagonista di Bismillah. Il corto scritto e diretto dal regista calabrese è stato decretato vincitore del Premio David di Donatello 2018, scelto dalla giuria dei cortometraggi presieduta da Andrea Piersanti tra ben 265 titoli partecipanti. E non c’è da stupirsene.

Bismillah riesce a raccontare un tema attuale come l’immigrazione con uno sguardo sensibile e mai retorico, attento alle emozioni più che alla cronaca. Nei circa 12 minuti del corto osserviamo una bambina tunisina di 10 anni, Samira (interpretata dalla brava esordiente Linda Mresy), da sola alle prese con la malattia del fratello maggiore. La macchina da presa ne adotta il punto di vista, seguendo i suoi movimenti tra vicini di casa e la ricerca di un medico (Francesco Colella), in bilico tra angoscia e speranza.bismillah corto alessandro grande

La musica compare solo tra i titoli di coda, lasciando invece che sia il silenzio a parlare, come a sottolineare la solitudine della coraggiosa bambina. Le uniche note accennate sono quelle della nenia/preghiera intonata da Samira, a cui la ragazzina affida le proprie emozioni e la cui parola ricorrente è proprio il titolo del corto, Bismillah (“In nome di Dio”). Samira è una “bambina adulta”, costretta ad abbandonare i giochi dell’infanzia per farsi responsabile e coscienziosa, in una quotidianità in cui anche andare all’ospedale può risultare pericoloso per chi immigra illegalmente.

Il corto di Alessandro Grande rappresenterà l’Italia nella corsa agli Oscar del prossimo anno nella categoria Miglior cortometraggio e sarà probabilmente tra i protagonisti dei prossimi festival cinematografici internazionali. In attesa della cerimonia di premiazione dei David di Donatello – che si terrà il 21 marzo in diretta su Rai 1 – ci siamo fatti raccontare dal regista qualcosa di più.

Come è nato il progetto di Bismillah?

Bismillah è nato quando ho appreso una notizia che mi ha fatto riflettere: nel 2011, a causa della Primavera araba, l’Italia ha registrato il maggior numero di immigrati tunisini nella sua storia, circa 23 mila. Di questi, più di 12 mila sono stati considerati “fantasmi” nel nostro Paese, vivendo come clandestini. Pur avendo superato viaggio e paure, per questi 12 mila “fantasmi” i problemi sono finiti? Sono riusciti a trovare serenità nella loro vita? Sono partito da queste domande e ho deciso di approfondire e portare avanti questo lavoro a tutti i costi.

Dove ha trovato la giovane protagonista Linda Mresy?

Linda Mresy è alla sua prima esperienza cinematografica e l’ho conosciuta a un provino organizzato in collaborazione con il Centro socio-culturale tunisino di Roma. Si è dimostrata da subito determinata e questa è una qualità che non può essere ignorata. Abbiamo trascorso tutta l’estate a provare, l’ho seguita anche a distanza tramite PC, quando non potevamo incontrarci dal vivo. Ho cercato insomma di farla entrare il più possibile nella parte. Mi auguro che per lei possa essere un inizio, perché è dotata di grande talento.

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Alessandro Grande

Nel corto ci si concentra sul quotidiano più che sui grandi drammi esterni dell’emigrazione di cui raccontano Tg e giornali. È stata una precisa scelta artistica o una necessità?

È stata una scelta, ho sentito il bisogno di affrontare non il dramma dell’immigrazione come fuoco principale, ma i sentimenti che vivono i personaggi all’interno della storia, abbattendo quindi qualsiasi barriera discriminativa e potenziando l’identificazione con lo spettatore.

Ha avuto modo di parlare con qualcuno che ha vissuto una situazione simile a quella della piccola Samira?

Sì, mi sono documentato molto prima di girare, ho raccolto testimonianze da altri tunisini, immigrati e non solo. Mi sono rivolto anche ad alcuni esponenti di volontariato per cercare di raccogliere più testimonianze possibili e raccontare una storia vera e sincera.

Come ha reagito all’annuncio della vittoria di Bismillah ai David di Donatello 2018? Pensa sia un punto di arrivo o di partenza?

Non credo di riuscire ad esprimere in parole la gioia che ho provato. La vittoria del David di Donatello è sicuramente un punto di partenza, ma allo stesso tempo ripaga tutti questi anni fatti di sacrifici, operando con impegno e dedizione, potrebbe quindi mettere un punto nel cinema a breve.

Ha qualche nuovo progetto in cantiere?

Da un po’ di tempo sto portando avanti un progetto di lungometraggio. Un film che ho intenzione di girare nella mia terra.

Bismillah è prodotto da Alessandro Grande insieme alla Indaco Film di Luca Marino con il supporto di Rai CinemaCalabria Film Commission e Comune di Catanzaro. La distribuzione è di Zen Movie.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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