Black Sabbath

Black Sabbath – The End Tour: l’ultima occasione

Chissà se sarà vero, ma sembra essere proprio questa la promessa dei tre Black Sabbath (Tommy Iommi, Ozzy Osbourne e Geezer Butler) che il 20 gennaio scorso hanno iniziato la loro ultima serie di concerti, tour questo che toccherà l’Italia il prossimo 13 giugno all’Arena di Verona, come unica data: l’ultima occasione di vederli dal vivo.

Fonte: soundsblog.it

Fonte: soundsblog.it

Inquietanti, satanici, dark: sono stati definiti in tanti modi ma sicuramente hanno lasciato un’impronta molto profonda nell’Heavy Metal e condizionando tantissimi gruppi che dopo di loro hanno intrapreso la stessa strada (tra i più importanti Motorhead, Iron Maiden e Judas Priest).

Dalle dichiarazione sia di Ozzy Osbourne che di Tommy Iommi, l’addio alle scene vuole essere definitivo per vari motivi: primo, “ritirarsi dopo il grande successo di “13”,( l’album del 2013 che ha visto il ritorno di Ozzy dopo 33 anni) e quindi quando sei tornato sulla cresta dell’onda, è il massimo”.

Il secondo motivo (e forse quello più importante) “è che l’età non è dalla nostra parte e nonostante in tour abbiamo tutte le comodità, è sempre più faticoso”; tra l’altro, la malattia che ha colpito Iommi già da qualche anno gli impone continue analisi e controlli.

L a formazione proposta da questo “End Tour” è quella storica, con Iommi, Osbourne e Butler, con l’assenza del solo Bill Ward, sostituito da Tommy Clufetos, già batterista di Ozzy con il suo gruppo; nelle varie sedi dei concerti sarà anche messo in vendita “The End CD” nel quale troveranno posto quattro brani inediti risalenti alle sessioni di “13” più alcuni live.

La scaletta dei pezzi proposti dal vivo, se resterà invariata, conterrà sicuramente molti dei loro successi del passato, cominciando dal brano con il quale per anni iniziavano i loro concerti, con la pioggia e le campane a morto di “Black Sabbath”, e poi “into the Void”, “War Pigs”, “Rat Salad”, “Iron Man” e ovviamente la mitica “Paranoid”.

Giusto per aggiungere un po’ di storia e di note, ci sono state presenze importanti negli anni nella formazione dei  Sabbath, tra i quali Ronnie James Dio, la voce che dal 1978 sostituì Osbourne, così come Ian Gillan (vocal degli “storici nemici” Deep Purple, presente in un solo album dei Black Sabbath) o Rick Wakeman (che appena uscito dagli Yes collaborò come esterno nell’album “Sabbath Bloody Sabbath”) e Vinnie Appice, (fratello minore del più celebre Carmine, il batterista dei Vanilla Fudge) che in più riprese ha avvicendato Bill Ward.

A proposito di quest’ultimo, dopo i dissidi prima della pubblicazione di “13” (nel quale era stato sostituito da Brad Wilk dei Rage Against The Machine) , Osbourne lo ha definito “molto sovrappeso e non in grado di partecipare al tour”; di fatto sembra che ci siano stati motivi ben più profondi per la sua defezione.

Fonte: rollingstone.com

Fonte: rollingstone.com

La mia personale esperienza con il gruppo risale al lontano 1973, al Palazzo dello Sport EUR di Roma: era il periodo d’oro della musica dal vivo e quello dei Black Sabbath fu veramente un concerto “dark”: oltre ai suoni distorti della chitarra di Iommi e alla voce graffiante di Osbourne, anche le luci avevano un effetto drammatico, cupo, da brividi.

Una curiosità che ho da poco scoperto: qualche appassionato ha messo in vendita ad una cifra considerevole il biglietto d’ingresso di quella performance dei Black Sabbath; se avessi conservato tutti i biglietti dei concerti di quegli anni (e vi assicuro che ne ho visti veramente tanti, mediamente uno a settimana), avrei messo da parte un piccolo capitale.

Ad ogni modo, per gli appassionati del genere, questa di Verona è sicuramente una data da non perdere, soprattutto per le giovani generazioni che non hanno avuto la fortuna o il piacere di vedere questo gruppo negli anni d’oro, coincisi con 5 splendidi album di genere realizzati dal 1970 al 1973: dal primo omonimo “Black Sabbath” al secondo e ancora più famoso “Paranoid” e, a seguire, “ Master of Reality”, “Volume IV” ed infine “Sabbath Bloody Sabbath”.

Misty morning, clouds in the sky, without warning the Wizard walks by… never talking, just keeps walking spreading his magic… (Mattino nebbioso, nuvole nel cielo, senza preavviso passeggia un Mago.. non parla mai, continua a camminare spargendo la sua Magia… (da “The Wizard” 1970).


About

Appassionato di cinematografia e di musica sin dagli anni ’70, vive e lavora a Roma. Ha avuto esperienze radiofoniche negli anni ’80 e alimenta continuamente le sue passioni. Nell’ambito musicale, una particolare predilezione per il Jazz ed il Rock-Progressive. BLOGGER DI WILD ITALY


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